LXXXV

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Maura chiude il PC con forza. È furiosa: per colpa di un errore di laboratorio non è riuscita a tornare a casa per accogliere la sua fidanzata e Micol dopo due settimane.
Aspetta il ritorno di Jane da giorni, anche se si sono chiamate spesso, dormire da sola non le piace per niente.
In quelle due settimane ha avuto molto di legare molto con Poppy e ormai i Rizzoli l'hanno inclusa completamente. Ma le notti solitarie sembravano non passare mai, odiava quelle notti anche se a volte Poppy le chiedeva di dormire con lei perché le mancava la mamma.
Come rifiutare?
Ora, incurante del traffico, cerca di arrivare a casa per baciare Jane.
Tra poco sarà ora di pranzo e per fortuna avendo rimediato a quel pasticcio al lavoro, può avere tutto il resto della giornata per sé.
Una volta arrivata, parcheggia al Galatea e prende dalla borsa la tessera magnetica, chiama l'ascensore e arriva all'attico. Il pensiero di vedere Jane le fa tremare le mani, apre la porta ed il suono domestico dei piatti accompagnato dalla risata roca di Jane le fa venire voglia di piangere.
Jane è seduta in cucina e mangia una fetta di qualcosa mentre Angela le racconta una delle marachelle che faceva da piccola.
"Jane..." dice con voce acquosa, la sua ragazza si volta con la forchetta a mezz'aria e le sorride. "Tesoro!" la bruna si alza dalla sedia e le va incontro per abbracciarla.
"Amore...mi sei mancata così tanto...come state?" domanda passando una mano sulla pancia di Jane.
"Stiamo bene, le ragazze sono di sopra e sembrano piacersi..." la bacia sulla bocca facendo gemere Maura per l'astinenza e il sapore.
"Sai di cioccolato..." Jane sorride sciogliendo l'abbraccio.
"Sarei dovuta esserci ma un intoppo al lavoro...lo volevo davvero..." sottolinea abbattuta.
"Non preoccuparti Maura, è andato tutto bene nonostante la bomba che Janie ci ha sganciato. Quella Micol è davvero un incanto, scommetto che gli occhi sono del padre, ce lo presenterai?" dice Angela che si avvicina a Frank intento a divorare un pezzo di torta al cioccolato.
"Non so se..." Jane non sa davvero come introdurre Rick, è il padre di Micol e ne condividono la custodia ma non desidera vederlo ciondolare per casa.
Si appunta mentalmente di chiarire la cosa con l'uomo, può venire a trovare Micol quando vuole e prenderla per tenerla con sé ma in giorni fissi e regolari o a discrezione di Micol. Per Jane la sua famiglia ora sono: Maura, le loro figlie ed il bambino che aspettano; Rick è importante per Micol e quindi anche per lei, ma questo non significa che può fare come gli pare. "Mamma?!" Micol scende le scale seguita da Poppy con in mano un pallone da basket, è così eccitata che a stento si accorge di Maura "Poppy ha detto che avete una palestra enorme qui, con dei canestri per giocare, possiamo?" la guarda con occhi da cucciola.
"Possiamo mamma?" incalza Poppy sfoderando il suo sorriso furbo.
Jane sorride alzando gli occhi al cielo.
"Oh, ciao Maura!" Micol si stacca da sua sorella per abbracciare la giovane donna.
"Ciao piccola, tutto bene?" Micol sorride radiosa mentre si avvicina per prendere la mano di sua sorella.
"Ci stiamo...conoscendo..." sorride mentre anche Poppy va ad abbracciare Maura.
"Allora mamma...possiamo?" dicono in coro le bambine.
Come può Jane dire di no? Le sue figlie l'hanno già avvolta intorno al loro mignolo.
"Va bene, va bene...ma tra un'ora si mangia e non tollero ritardi. Poppy fai vedere il Galatea a tua sorella e non fate disastri!" avverte Jane mentre le piccole si danno il cinque con la mano ed escono per andare in palestra.
Alex va con loro, anche se sono al sicuro è sempre meglio supervisionare.
"Beh, devi raccontarmi tutto, sei stanca tesoro?" Maura prende la mano di Jane e la bacia. Quanto l'è mancata questa donna.
La bruna sente la pelle andarle in fiamme, anche lei a sentito molto la sua mancanza.
Angela fa l'occhiolino a marito per dirgli che è meglio lasciare le ragazze un po' sole.
Miss Murray non era potuta esserci perché aveva un po' di influenza.
Una volta sole, Maura prende la sua fidanzata per mano e la trascina in camera da letto. Jane si lascia spogliare mentre Maura la bacia con passione.
"Due settimane...due fottute settimane senza poterti toccare, due settimane senza te e mio figlio, è inaccettabile!" sussurra baciando il collo di Jane.
"Papà..." sbiascica tra un bacio ed un tocco.
"Shss...sei a casa, papà si prenderà cura di te, sei tra le mie braccia, il posto a cui appartenete. Non voglio più stare così lontane, mai più!" Tuona baciando il seno di Jane e portandosi un capezzolo turgido alle labbra.
Jane riesce solo a respirare.
Ha la mente vuota e si sente a casa come mai prima.
Le sue figlie sono al sicuro, così come il suo bambino e Maura, l'amore della sua vita la sta amando.
Questa è casa, questa è felicità.

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