LXXIV

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Finito il gelato, è quasi ora di cena. Micol fatica a lasciare andare sua madre ma Jane le ha promesso che la sera dopo avrebbero passato una serata speciale. Solo così Micol lascia andare sua madre.
"Ciao tesoro, ci vediamo domani e non far impazzire papà, ok?" Micol annuisce mentre Rick libera il tavolo per la cena.
"Buonanotte mamma, ciao Maura!" la piccola abbraccia le due donne e corre in camera sua.
"Notte Rick, passo a prendere Micol per le sette di sera, va bene?" dice sporgendosi per dagli un bacio sulla guancia.
"Certo, notte ragazze..." Maura annuisce e segue Jane fuori di casa.
Il ritorno a casa è tranquillo.
Alex va a prendere le due donne e le riporta al Galatea.
Jane è decisamente stanca, tra l'altalena di emozioni e la gravidanza.
"Mammina!" Poppy corre incontro a sua madre con la bocca sporca di sugo. "Poppy Grace Rizzoli! Non sporcherai gli abiti della mamma, sai quanta fatica a togliere il sugo dalle sue camicie di seta?" Claire rimprovera la piccola che si blocca a metà strada .
"Oh!" Poppy torna sui suoi passi e prende dalle mani di Claire il fazzoletto bianco che la donna le porge con pazienza. La piccola si pulisce per bene e si getta tra le braccia di sua madre. "Amore piccolo, ciao!" Jane stringe sua figlia tra le braccia. Le sembra di non vederla da giorni.
"Ciao Maura, nonno ha fatto gli spaghetti al sugo!" racconta scalpitando in braccio a Jane.
"Muoio di fame!" la donna prende Poppy dalle mani della sua fidanzata, non vuole che si stanchi nelle sue condizioni.
"Piccola Miss ha già fatto i compiti Miss Jane e Miss Rizzoli è tornata a casa con Mister Rizzoli!" spiega Claire mentre la piccola viene rimessa a terra e si rimette a sedere a tavola. "Tieni la cena in caldo Claire, ho bisogno di una doccia...poi chiama mia madre per mettere a letto Poppy !" La donna annuisce mentre Jane sale al piano superiore seguita da Maura. Una volta in bagno, sia Jane che Maura sentono il bisogno di lavare via quella giornata così densa di emozioni.
"Quando partirai?" Maura cerca di non far trasparire la tristezza al pensiero di stare due settimane senza Jane.
Da quando erano tornate insieme, non erano mai state separate per più di qualche ora.
"A inizio Marzo...se non avessi avuto quell'incidente al settimo mese, Micol sarebbe nata a Marzo. Voglio organizzare una bella vacanza ma mi pesa lasciare te e Poppy ..." Jane chiude gli occhi e si stringe di più alla sua ragazza.
"Staremo bene, anche tu mi mancherai da morire ma è giusto che tu e Micol abbiate tempo per legare tra voi. Promettimi che starai attenta..." dice a bassa voce passando la mano sul ventre di Jane.
"Te lo prometto, proteggerò nostro figlio e mangerò bene!" Sorride dando un bacio alla sua bionda preferita.
La situazione si scalda in fretta ma sanno già che se dovessero fare troppo tardi per la cena, Miss Murray si lamenterebbe a non finire. Dopo aver mangiato, Jane si infila esausta nel letto mentre Maura purtroppo viene chiamata per un caso. Le scoccia dover lasciare il suo nido caldo accanto a Jane ma non può fare diversamente.
È quasi mezzanotte e l'aria è davvero pungente ma non umida.
Maura si avvolge nel suo cappotto ed esce verso il parcheggio del Galatea.
Una volta sulla scena del crimine saluta i suoi colleghi.
"Salve Korsak, cosa abbiamo?" il detective annuisce in risposta. "Perché la gente non si uccide in orari normali?" Sbuffa un po' irritato. "Condivido quel pensiero...stavo per andare a letto con la mia fidanzata e invece..." sospira la donna osservando la scena del crimine brutale come sempre.
Dopo i rilievi e aver disposto il tutto per l'autopsia di avvia verso la macchina pronta a passare un'altra notte insonne.
Prima di conoscere Jane non le pesava, ora detesta queste notti solitarie che la tengono lontana dalla sua ragazza.
Arrivata al Bpd, si prepara per l'autopsia quando qualcuno bussa alla porta del suo ufficio.
Chi può essere?.
"Avanti!" tuona con voce stanca. Poco dopo la porta si apre ed una bellissima donna in uniforme si palesa timidamente.
"Buonasera, Dottoressa Isles, sono la detective Alexandra Nichols, non ho avuto occasione di presentarmi. Vengo da Philadelpia e sono onorata di fare la sua conoscenza, la sua fama è arrivata fino a lì..." Maura rimane un attimo basita. Si era dimenticata che era stato assunto un detective da fuori.
La donna è davvero meravigliosa: alta, snella, capello biondi lisci fino alle spalle e occhi verde nocciola. È davvero attraente ma scompare miseramente, davanti a Jane.
"È un piacere conoscerla detective Nichols, spero si trovi bene qui al Bpd e che la nostra collaborazione sia fruttuosa!" sottolinea Maura cordialmente.
"Alex, la prego....posso assistere all' autopsia?" la donna sorride affabile.
"Ma certo...vado un attimo a cambiarmi e cominciamo!". Maura si allontana un attimo mentre la detective osserva l'ufficio del medico legale. È bizzarro ma in modo curioso e spera davvero che le voci su di lei siano false, che non sia una donna dal cuore di ghiaccio. Sta per uscire dall'ufficio, quando qualcosa attira la sua attenzione: sulla scrivania della dottoressa c'è una bellissima foto della donna e di una bellissima mora.
"Jane?" Sussurra con un filo di voce.
La donna che ha ossessionato i suoi sogni da anni. Ne aveva perso le tracce dopo aver concluso l'università ma non aveva mai dimenticato la bellezza corvina.
Alexandra aveva sempre amato Jane in segreto ma non aveva mai osato avvicinarla, lei è una semplice detective operaia che non avrebbe mai avuto accesso al mondo di ha donna come Jane Rizzoli. "Quella, è la mia fidanzata!" Maura rientra in ufficio e nota che la detective osserva la cornice che ha sulla scrivania: una foto di lei e Jane dopo il Christmas Gift. Alexandra sussulta per lo spavento.
"Mi scusi...non volevo ... ma Maura sorrise soddisfatto. Jane fa sempre quell'effetto. "È bellissima, vero? Stiamo per sposarci e abbiamo due figlie ed uno in arrivo..." Maura si sente stranamente territoriale.
Jane sarebbe fiera di lei. Ama quando Maura parla di lei, Poppy, Micol ed il loro bambino come fossero sue da sempre.

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