LXXVIII

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Marzo è arrivato e così anche il giorno della partenza.
Poppy è triste, perché la mamma starà lontana per un po' ma non è la prima volta. La sera prima del viaggio ha voluto dormire nel lettone con lei e Maura. Jane ovviamente se lo aspettava, non le piace mentire a sua figlia e nemmeno starle lontano, ma serve per quello che verrà dopo.
Ha bisogno di stare con Micol e dedicarle del tempo. Salutare tutti non è stato facile per Jane, non questa volta, troppe persone da lasciare.
Maura, di suo, è triste ed eccitata allo stesso tempo, stare senza Jane sarebbe stata dura, ma sa che i Rizzoli e soprattutto Poppy non le avrebbero lasciato molto tempo per deprimersi.
Sul lavoro, Maura tiene sempre sott'occhio la nuova detective. Non ha dimenticato le sue mire su Jane ma può gestirlo. La sua fidanzata è una donna troppo intelligente e leale per cadere tra le braccia di quella donna.
Nonostante questo però, ci tiene a dimostrare a Jane quanto la ami, come dice quel detto, se costruisci una gabbia per il tuo uccellino lascia lo sportello aperto e dagli motivi per restare. Non serve altro, non che Maura pensi a Jane in questi termini, sa bene che la sua fidanzata è troppo indipendente per lasciarsi ingabbiare.
È una gabbia ipotetica.
Le braccia di Maura sono una piacevole prigione ed i suoi baci una tortura deliziosa. Conosce i gusti di Jane, quanto sia passionale e disinibita, fare l'amore, non è mai solo sesso, questo le dice Jane mentre la bacia e la possiede ogni notte. Maura può solo arrendersi e lasciarsi amare e dio, se lo adora.
L'arrivo della nuova detective è stato solo un incentivo a non dare per scontato questa relazione. C'è troppo in ballo per permettere ad una donnetta di portarle via la sua Jane. Questo è il mantra che Maura scolpisce tra cuore e labbra mentre Jane la reclama anche la notte prima del suo viaggio. Angela è felice di avere Poppy tutta per sé. Raccomada a Jane di stare attenta per via della gravidanza e di chiamare ogni tanto.
Dopo aver salutato tutti, Jane va a casa di Rick a prendere Micol.
La piccola è stata agitata per tutta la notte.
"Dici che ci divertiremo? Voglio fare il bagno insieme alla mamma e giocare sulla spiaggia..." Micol è eccitata alla sorpresa del viaggio. Sua madre non ha voluto svelare dove erano dirette e questo la rende ancora più agitata.
"Calmati tesoro o salterai per aria! La valigia è pronta con tutto e ti divertirai da matti, chiama quando puoi e porta un souvenir al tuo vecchio!" Sbuffa Rick prendendo la valigia enorme della figlia "Ma quanta roba hai messo?" chiede sorridendo.
Micol alza gli occhi al cielo abbozzando un sorrido timido.
Poco dopo una sorridente Jane compare alla porta. Rick le ha dato le chiavi per ogni evenienza.
"Una bambina di nome Micol è richiesta dalla sua mamma...sei pronta a partire?" scherza Jane vedendo Rick con una grossa valigia scendere a fatica scale.
"Mammina!!" Micol corre giù per le scale e salta letteralmente in braccio a sua madre.
"Ciao amore, siamo pronti?" La bacia sulla guancia stringendola forte. Micol annuisce radiosa.
"È sveglia dalle quattro e se non la porti via subito, credo potrebbe saltare per aria..." Rick scuote la testa vedendo l'entusiasmo di sua figlia.
Alex intanto entra e prende la valigia di Miss Micol. "Penso io alle valigie, Mister Jameson!" l'uomo si fa da parte sempre un po' a disagio dalla professionalità e distacco del giovane ragazzo.
"Ciao Alex, sai dove andiamo?" chiede Micol con faccia da poker.
Jane sorride a sua volte.
"Bel tentativo pulce, ma Alex ha ordini precisi e non svelare i miei piani è tra questi!" La bruna prende tra le dita la guancia di sua figlia e le fa un buffetto. "Oh...ma non è giusto...." Sbuffa la piccola con aria drammatica. Jane scuote la testa divertita.
"Tu e tua sorella pensate sempre di farmela ma...non una possibilità! Dai, andiamo, vai in macchina, io arrivo subito!" Micol le fa la lingua divertita e segue Alex.
Rimasta sola Jane parla con Rick.
"Chiama quando vuoi ma ricorda della differenza tra qui e le Canarie. Nostra figlia è al sicuro, ok?" dice seria cercando di tranquillizzare l'uomo. "Conto su questo, falla divertire, se lo merita."
Jane annuisce, lo abbraccia e si allontana chiudendosi la porta alle spalle.

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