Jane si sdraia e cerca di riprendersi.
Davvero quella bambina era la sua Micol? La bambina che credeva morta e che ha pianto per tutti questi anni?.
"Non mi stai prendendo in giro, vero Rick? Sarebbe crudele e non lo merito. So che eravamo giovani e non ti ho lasciato molta scelta quando sono tornata a Boston, però...".
"Non scherzerei mai su una cosa del genere. Non sai quante volte avrei voluto chiamarti, dirti di lei ma mio padre mi ha sempre ostacolato. È stato un buon nonno per Micol ma quando nostra figlia..." Jane comincia a singhiozzare.
"Oddio...Micol, la mia bambina è viva!" Jane piange più forte.
Quante lacrime sprecate, quanto dolore inutile.
Le sembra di impazzire.
Troppe cose insieme: il bambino, il matrimonio e ora questo. Non sa se avrebbe avuto la forza di affrontare anche questo nel suo stato.
"Ma perché...perché, tuo padre ci ha fatto questo?" chiede mettendosi a sedere mentre Rick la sostiene con le braccia.
"Mio padre era uno stronzo e ha reso la mia vita un inferno, l'ho accettato solo perché era buono con Micol, ma dopo che lei ha scoperto cosa ha fatto, non ha più voluto vederlo, credo che questo lo abbia ucciso più di qualunque altra cosa."
Jane deve ingoiare la sua rabbia.
Quel maledetto vecchio di Noah Jameson, le ha portato via la sua bambina.
"Rick, c'è una cosa che devi sapere..." Jane si alza dalla poltrona cercando di non crollare "Sto per sposarmi e aspetto un bambino, non credo che noi..." ma l'uomo sa dove la donna vuole andare a parare.
"Non sono venuto in cerca di qualcosa che non c'è più Jane, sono qui per Micol!" Jane guarda Rick con le lacrime agli occhi, ancora incredula, ancora terrorizzata.
"È...davvero nostra figlia?" Domanda con voce rotta.
"Si, è la nostra bambina, vuoi conoscerla?" Jane trattiene un singhiozzo e Rick pensa che non sia pronta.
"Si...ti prego...si!" ripete cercando di calmarsi. L'uomo annuisce e va a cercare la bambina.
Micol è intenta a disegnare qualcosa quando suo padre la chiama.
"Micol, tesoro...tua madre vuole vederti!" La bambina sbarra gli occhi e con la velocità di un fulmine butta tutto nel suo zaino e corre verso di lui.
Rick prende sua figlia per mano e la conduce dentro l'ufficio di Jane.
Sua madre è di spalle e sembra piangere.
"Mamma..." Micol avanza titubante "Mamma, sono io, Micol Luna...tua figlia..." la voce della piccola spezza le ultime resistenze di Jane che si volta con le lacrime agli occhi e le corre incontro.
"Micol! La mia bambina...sei viva!" singhiozza prendendola in braccio.
"Mammina!" ora, anche Micol inizia a piangere "Ti amo, Mammina!" la piccola si fa assorbire dall'abbraccio di sua madre.
Jane le riempie il viso di baci mescolando le sue lacrime con quelle di sua figlia.
"Oh, piccola mia, la mia bambina...ti amo così tanto!" Jane stringe sua figlia tra le braccia, credeva di sapere cosa fosse l'amore materno, dato che ha Poppy, ma abbracciare Micol, sentire il corpo della bambina che credeva morta non ha paragoni.
È come se il cuore stesso si fosse espanso diventando più grande.
Sua figlia, la sua Micol è tra le sue braccia.
"Oh, angelo mio, la mamma voleva...credevo che..." dice tremando non volendola lasciare andare.
Micol si stacca un attimo per guardarla meglio.
"So tutto Mamma, papà mi ha spiegato ogni cosa, è un bravo papà!" La ragazzina cerca suo padre con lo sguardo e fa per sciogliere l'abbraccio ma Jane si oppone.
"No, non lasciarmi...non posso lasciarti ora che so che sei viva!" Micol sorride.
Suo padre aveva ragione quando ha detto che avrebbe dovuto strapparla dalle braccia di sua madre.
Rimangono abbracciate finché Micol non comincia a dare segni di impazienza.
"Mamma, non respiro..." Jane lascia la presa riluttante.
"So che abbiamo ancora molto da dire Jane, ma io e Micol ci siamo trasferiti a Boston e avrete tutto il tempo del mondo per conoscervi!" Jane annuisce tra le lacrime senza lasciare la mano di sua figlia.
"Posso restare ancora un po' con la mamma?" chiede la piccola con occhi da cucciola.
"Sai che ha la sua vita, ricordi cosa abbiamo detto prima di venire?" Micol annuisce e lascia la mano di sua madre per allontanarsi ma Jane la trattatiene.
"Avrò sempre tempo per mia figlia, ti va di fare una passeggiata per parlare un po', da mamma a figlia?" propone Jane non riuscendo a lasciarla andare.
"Si! Per favoreee!" Piagnucola verso suo padre. L'uomo può solo annuire, non potrebbe mai vincere contro due Rizzoli.
"Va bene, ma comportati bene! Jane...questo è il mio numero di cellulare, per qualunque cosa, chiamami!" Jane annuisce prendendo il biglietto dalla mani di Rick.
"Tesoro, la mamma arriva subito, di a Susan di chiamare Alex, lei capirà!" Micol fa come detto e li lascia soli.
Jane si avvicina a Rick e lo bacia sulle labbra. Non è un bacio romantico o sessuale.
"Grazie Rick! Per avermi riportato Micol, scusa...ma dovevo farlo!" arrossisce allontanandosi.
"Come ho già detto, so che hai la tua vita, a proposito, auguri per il bambino! A me basta sapere che vuoi Micol nella tua vita." Jane annuisce stringendosi a lui.
"Si, la voglio, con tutto il cuore!".
STAI LEGGENDO
Cuore Rosso Papavero
FanfictionJane Clementine Rizzoli è una donna di successo. Dirige la più grande azienda tessile del paese, la Rizzoli&Co. Ha una famiglia unita ed una vita che molti le invidiano. Sua figlia Poppy Grace è la cosa più bella che le potesse capitare, ma non ha...
