LXXXI

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Micol si sveglia in un letto vuoto. Il lato di sua mamma è tiepido ed il rumore della doccia la fa sorridere.
È il suo compleanno. Compie undici anni, è in Europa e sta con sua madre. Sembra che tutti i suoi desideri siano stati esauditi in un colpo solo. Questo la fa sorridere ma il pensiero del suo papà, a casa da solo, le fa venire voglia di piangere.
"Hey, già sveglia tesoro? Buon compleanno, cuore mio!" Jane esce dal bagno avvolta in un candido accappatoio e si avvicina a sua figlia ancora sotto le coperte ma già sveglia.
"Giorno, mamma! Grazie degli auguri...che programmi abbiamo per oggi?" Domanda allegra ma in modo cauto.
A Jane si stringe il cuore, sa che essendo una Rizzoli, sua figlia non si farà mai vedere in difficoltà ma sa anche che Micol impazzirà quando vedrà cosa ha organizzato per il suo compleanno.
"Per ora scendiamo a fare colazione e poi ti dirò tutto, dai, vestiti mentre io mi asciugo i capelli!".
La piccola balza giù dal letto e corre alla finestra, c'è un sole tiepido ma almeno non piove.
Si veste con un paio di jeans ed una felpa e lega i capelli in una coda alta. Vorrebbe chiamare suo padre ma a Boston è ancora notte mentre a Parigi sono le otto del mattino.
"Sono pronta!" Grida la piccola allacciandosi le scarpe.
Poco dopo anche Jane è pronta ad uscire.
Chiudono la stanza a chiave e mano nella mano si avviano nell'enorme salone per la colazione. Ci sono molti altri clienti e qualche bambino e Micol nota per la prima volta il fascino che la sua bellissima mamma ha sulle persone, soprattutto gli uomini che le lanciano più di qualche occhiata di apprezzamento.
Dopo essersi sedute, un uomo molto bello si avvicina al loro tavolo in modo fin troppo sicuro. "Bonjour, mes belles, puis-je vous accueillir à ma table ? J'ai une fille de l'âge de cette belle jeune femme et j'aimerais beaucoup..." ma Micol alza gli occhi dal menù che sta guardando e risponde con un sorriso educato.
"Bonjour, je m'appelle Micol et voici ma mère, Jane. J'aimerais rencontrer votre fille, mais ma mère est fiancée et attend un petit frère ou une petite sœur, alors..." Jane rimane di sasso.
Micol parla un francese impeccabile, un po' come Poppy italiano e spagnolo grazie a Miss Murray.
L'uomo si blocca imbarazzato, fa un mezzo inchino e ritorna al suo tavolo.
Micol vede sua madre a bocca aperta e sorride. "Sono una Rizzoli, per metà...quindi..." sottolinea scrollando le spalle.
Jane sorride orgogliosa, Poppy e Micol sono davvero due meraviglie. La bruna sta per ordinare la colazione ma prima manda un SMS a Rick per avvisarlo di scendere in sala per la colazione.
"Allora...mia piccola Rizzoli, ho parecchie sorprese per te oggi e una..." sorride " sta venendo verso di noi, proprio adesso..." Micol si gira e vede suo padre avanzare verso di loro con un enorme sorriso.
La piccola guarda sua madre che ha gli occhi lucidi e le sorride.
"Papà..." sussurra tra le lacrime "Papà mio!" la ragazzina scatta in piedi facendo quasi cadere la sedia e si tuffa fra le sue braccia.
"Piccola mia!" Rick stringe sua figlia tra le braccia e guarda Jane che sorride mentre si asciuga gli occhi.
"Grazie..." mima l'uomo a bassa voce mentre stringe sua figlia più forte.
Dopo l'attimo commovente Micol trascina suo padre al tavolo.
"Grazie, mamma!" la piccola corre ad abbracciare sua madre.
"Pensavi davvero che ti avrei tenuta lontana da papà per il tuo compleanno? So quanto lo ami e come ho già detto, non mi metterò mai tra voi due!" sottolinea Jane mentre Micol si stringe a lei per darle un bacio sulla guancia.
"Papà starà con noi per tutto il viaggio?" Domanda speranzosa ma Rick risponde subito per non mettere Jane in difficoltà.
"Questi giorni sono per te e la mamma tesoro, al tuo ritorno faremo un sacco di cose insieme, ok?" dice vedendo sua figlia farsi triste.
"Prometti?" Sussurra Micol a testa china. Rick annuisce.
"Certo, ora andiamo a fare colazione con la mamma e poi io tornerò a Boston per lavorare, fai la brava e prenditi cura della mamma, ok?" la piccola annuisce, lo prende per mano e lo trascina a tavola con loro.
La colazione è un elenco eccitato di tutto ciò che Micol considera fico: il jet della mamma, la mamma, Parigi, la loro stanza con i souvenir di benvenuto.
Rick sorride nel vedere sua figlia così felice.
Jane è a dir poco radiosa e ha una scintilla negli occhi quando guarda verso la loro bambina.
"Grazie..." Sussurra l'uomo sporgendosi un attimo per baciare Jane sulla guancia.
Sa che questo è il massimo del contatto che Jane è disposta a dargli; fa male, perché non ha mai dimenticato la donna è crescere Micol da solo è stato come rendere ancora più intenso quel sentimento, perché era così concentrato sulla loro bambina da non vedere nessun altra e avere davanti agli occhi una piccola Jane non aiutava per nulla ma lo rifarebbe mille volte.
Rick ha sofferto molto quando Jane se n'è andata ma almeno aveva Micol con sé.
Jane non è stata altrettanto fortunata ma almeno ora ha una famiglia splendida, due figlie e uno in arrivo.
Sorride vedendo Micol mangiare di gusto mentre parla con sua madre.
"Dovrà bastare..." sussurra al suo cuore.

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