LXXXII

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Dopo colazione, Micol e suo padre si salutano.
Jane è soddisfatta, ha fatto bene ad ascoltare le sue sensazioni, sa quanto sua figlia sia legata a Rick e tenerli separati sarebbe stato davvero crudele.
Mentre Micol finisce il suo pancake, Jane chiama Alex perché venga a prenderle e portarle nel posto che ha prenotato e dare inizio al compleanno di sua figlia.
"Allora...tesoro, la giornata è appena cominciata e ho molte cose in serbo per te...sei pronta?" la bruna si alza da tavola e fa cenno a Micol di seguirla. Escono dall'hotel dove Alex le attende con la macchina accesa.
"Dove andiamo, mammina?" Micol è felice come non succedeva da un po'. Jane le fa l'occhiolino ma non dice nulla.
"Lo vedrai..." sorride e le dice di salire in macchina.
Alex ha tutte le istruzioni e dopo circa un'ora, la macchina si ferma davanti ad un ingresso sormontato da un'enorme scritta colorata.
Micol scende di corsa dalla macchina e rimane a bocca aperta.
"Siamo a... Disneyland??" Sbotta incredula. Le sarebbe sempre piaciuto andarci.
"È nel tuo diario e sei con la mamma, quindi penso che..." la piccola si mette a correre verso sua madre e le salta in grembo attenta a non dare fastidio al bambino.
"Sei la mamma più speciale di tutte, ti amo mamma!" Grida tra le lacrime mentre Jane cerca di non crollare in piedi.
Stringere al petto sua figlia le sembra ancora un miracolo.
"È tutto per te, amore mio, mi sono persa così tanto..." sussurra con voce tremante mentre Micol si stringe a lei non volendola lasciare. "Grazie..." singhiozza piano la ragazzina facendosi mettere a terra.
Jane si asciuga una lacrima e le dà la mano invitandola ad entrare. Micol si guarda in giro ma a parte loro, il parco è vuoto.
"Che fine hanno fatto gli altri?" Domanda mentre vengono accolte dalle varie comparse del parco tutti li ad accoglierle sorridendo.
"Ci siamo solo noi, ho prenotato tutto il parco solo per noi..." dice timidamente temendo di aver esagerato. Micol si blocca e la guarda con gli occhi sgranati.
"Solo noi...vuoi dire che...sei seria?" saltella eccitata.
Sua madre è troppo fica.
Jane annuisce timidamente ma Micol comincia a correre e saltare ridendo.
"Ye...potrò fare tutte le giostre che voglio senza fare la fila!" Grida correndo verso degli autoscontro a tema disney.
Jane è al settimo cielo, sapeva che Micol avrebbe apprezzato ma vederla correre e saltellare eccitata, le sposta quasi il cuore nel petto.
Sarà una giornata magica anche per lei. Così passano la mattinata tra giri sulle giostre, spettacoli musicali, proiezioni di film e cartoni disney e tanto cibo.
Verso le quattro del pomeriggio la stanchezza comincia a farsi sentire e Micol si addormenta accanto a sua madre.
Jane chiama Alex che prende la ragazzina tra le braccia senza svegliarla.
"Torniamo in albergo Alex, sono un po' stanca e credo che Micol dormirà per un pezzo..." la bruna osserva sua figlia che dorme tranquilla non svegliandoisi nemmeno quando una volta arrivati ​​in hotel Alex la mette nel loro letto.
"Se non avete bisogno di me, signorina Rizzoli, vorrei poter visitare Parigi non ci sono mai stato...".
"Ma certo, Micol dorme e credo che dormirò anche io, ci vediamo più tardi e buona passeggiata!" Alex fa un mezzo inchino prima di congedarsi.
"Ho delle conoscenze a Parigi, se ha bisogno di qualcosa, chiami il mio amico Igor, le lascio il numero Miss, so di non essere qui in vacanza e non posso lasciarla senza sorveglianza." Jane annuisce troppo stanca e dopo una breve doccia ed un messaggio a Maura, si addormentata, cullata dal respiro regolare di sua figlia che dorme sorridendo.
Qualche ora dopo, Micol comincia a svegliarsi e vede sua madre dormire accanto a lei. È così bella pensa, ed è così fortunata ad averla ritrovata.
Quante lacrime ha versato quando ha realizzato che a differenza delle sue amiche lei non aveva una mamma e quante lacrime ancora più grandi quando ha scoperto che sua madre in realtà era viva e che suo nonno le aveva impedito di averla nella sua vita.
La piccola scrolla quel pensiero amaro dalla testa e sorride pensando a quanto è felice adesso.
Si alza piano e si fa una doccia, dopo questo viaggio spera di conoscere la sua famiglia.
È un po' preoccupata per Poppy.
E se la odiasse? Se non le vorrà mai bene? E se Poppy la mandasse via e sua madre scegliesse Poppy e non lei?.
È un po' che ci pensa, non è scontato che Poppy le vorrà bene o che accetterà di dividere la mamma con lei.
È assortita in questi tristi pensieri da non sentire la porta che si apre.
Jane entra piano.
"Posso fare la doccia con te? So che sei una ragazza grande ormai e vorrai la tua intimità, vorrei aiutarti a lavarti..." Sonda timida la donna. Micol salta quasi sul posto e mette la testa insaponata fuori dalla doccia.
"Puoi entrare mamma, non mi vergogno, sei la mia mamma e anche se è vero che che amo la mia privacy, come puoi notare da te, sono ancora piatta come una tavola e devo ancora sviluppare!" Jane sorride alla schiettezza di sua figlia.
A volte le sembra di sentire parlare Maura, pensa sorridendo mentre Micol le fa la lingua divertita.

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