"Io ti amo, questo non cambierà mai. Non ti lascerò."
Le parole di Biancaneve -una confessione d'amore quanto un patto di lealtà eterna- risuonarono nello studio, ferme e assolute. Non ci fu esitazione nella sua voce, né tremore nelle sue mani quando strinse quelle di Grimilde, ancorandola alla realtà. Grimilde fece un respiro profondo, l'aria fredda che le riempì i polmoni sembrò spazzare via, almeno per un istante, la pressione di Hex, sempre presente nella sua mente. Lentamente, sollevò lo sguardo oltre la spalla della principessa. Osservò con cautela le reazioni dei suoi preziosi alleati e amici.
Federik era immobile, la mano ancora posata sulla scrivania, il volto pallido come cera. Iza e Scarlet si erano alzate in piedi, abituate a reagire fisicamente alle minacce, qualsiasi esse fossero: non avevano sguainato le armi, ma i loro occhi tradivano uno sgomento che faticava a tramutarsi in parole. Eppure, nessuno di loro fece un passo indietro.
"Siamo sopravvissuti a un terremoto e a Golujef," ruppe il silenzio Federik, schiarendosi la voce con fatica e raddrizzando la schiena, ignorando la fitta alla gamba. "Suppongo che dovremo sopravvivere anche a questo. Quali sono gli ordini, Vostra Maestà?"
Grimilde sentì il nodo alla gola sciogliersi gradualmente. Non era sola. Nonostante il suo sangue fosse mescolato col maligno, non era il mostro che suo padre voleva che fosse. Si staccò dolcemente da Biancaneve, ritrovando la postura della sovrana che Arran aveva imparato a rispettare.
Astrael osservò la scena dalla mappa, le braccia nuovamente incrociate. Il disprezzo e la frustrazione erano spariti, rimpiazzati da un'imperscrutabile rassegnazione. Gli esseri umani, dopotutto, erano dei folli inetti. Non sapevano fermarsi nemmeno difronte ai giganti.
Grimilde si avvicinò al tavolo di legno massiccio. Osservò la mappa del regno, le miniature sparse, la devastazione appena iniziata. Poi, il suo sguardo scivolò inesorabilmente verso l'alto, oltre i confini sicuri, fino alla bandierina nera che Astrael aveva piantato nel Nord glaciale. Il mare minacciava di inghiottirli, ma il vero incubo stava arrivando dalla sua terra natale.
"Dovremo pensare a rinforzare le mura, armare l'esercito, risollevare la popolazione... e nel frattempo, un altro demone cercherà di bussare alla nostra porta. Sono spaventata, non lo nego, ma so anche che non sono sola" disse la regina, spostando gli occhi sui presenti con ammirazione e gratitudine.
Federik si raddrizzò, imponendo alla propria schiena di rimanere dritta e ignorando la fitta pulsante alla gamba ferita. Si sistemò gli occhiali sul naso, ritrovando in un istante la fredda compostezza del suo ruolo. "Inizierò immediatamente a redigere gli ordini per le guarnigioni di confine e a pianificare il razionamento delle scorte. Sarà meglio avvertire al più presto i regnanti di Olson, Vostra Maestà."
Iza recuperò il pugnale abbandonato sul tavolo con un gesto secco, facendolo scivolare agilmente nel fodero di cuoio. "Ho sempre ammirato la tua fermezza e bontà d'animo. Mi hai salvata e per questo ti sono grata per l'eternità," mormorò, per poi voltarsi completamente verso Grimilde. "Per te affronterò anche i mostri degli abissi e i demoni del Nord. Le mie lame sono tue."
Scarlet, al suo fianco, annuì silenziosamente, le braccia incrociate e la mascella contratta in un'espressione afflitta. "Informerò personalmente l'imperatrice, affinché la nostra collaborazione diventi ancora più solida e stretta. Il continente intero è ancora in pericolo e sarà necessario unire le nostre forze."
Astrael si staccò dal bordo della scrivania. "Commovente," commentò. La parola uscì dalle sue labbra senza il consueto e irritante sarcasmo, sostituita da una sorta di austera rassegnazione. I suoi occhi cremisi si assottigliarono. "Ma i buoni sentimenti non fermeranno la marea, né il gelo. Nostro padre non avrà alcuna pietà, e Levietan annegherà le vostre speranze prima ancora che possiate impugnare le armi."
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Biancaneve e Grimilde
FantasyVi presento la rivisitazione di una fiaba che conosciamo tutti. Preparatevi a vedere personaggi cristallizzati nel loro ruolo all'interno della corte reale trasformarsi in qualcosa di più umano e vivo. La profondità dei sentimenti e dei pensieri de...
