42.

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"Come va?"
Finalmente il computer è riparato e posso iniziare di nuovo con le videochiamate.
"Oh beh. Come al solito. Tu invece?"
"La mia famiglia mi ha torturata fino alla morte di domande."
"Hahah immagino."
Sorrido. Sono felice quando lo vedo ridere.
"Scuola invece?"
Per un momento sembra incerto.
"Bene anche quella." Dice poi d'un tratto.
"Cosa?"
"Che cosa?"
"Hai parlato troppo velocemente."
"Ho detto bene. Va bene a scuola."
"Ah okay." Dico, ma non sono del tutto certa di quello che mi ha detto.
***
I giorni passano in fretta e tra poco inizio scuola di nuovo.
"Non voglio ricominciare Mickey."
"Quando finirai scuola?"
"A giugno. Perché me lo chiedi?" Dico ridendo.
"Niente." Dice ridendo anche lui, ma so che mi nasconde qualcosa, qualcosa di grande, una sorpresa forse.
Vorrei chiederglielo, ma sono costretta a studiare così chiudo la chiamata e mi concentro sui libri.
***
"Caro fidanzato di nome Michael Clifford, come sta?"
"Vacci piano con gli alcolici Abi."
Rido.
"Veramente. Come stai?"
"Bene." Dice.
Non è vero. Si vede lontano un kilometro.
"Cos'è successo a scuola?"
"Sto bene, non è successo niente." Dice.
Si sistema il cappello e vedo le nocche delle mani rosse.
"Cos'hai fatto nelle mani?"
"Sono caduto dalle scale. Mi sento così impacciato ogni tanto."
Sembra già più credibile.
"Sicuro che sia tutto a posto?"
Mi guarda, sorride, ma poi scuote lentamente la testa.
"No. Non è niente a posto." Dice infine.

Live. || M.C.Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora