4.

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Da Abigail a Michael:
-Oddio. Posso videochiamarti? Devo dirti troppe cose.

Da Michael a Abigail:
-Vai.

***

"Ei." Dico sorridendo.
"Ciao." Dice sorridendo.
È così tenero quando sorride. È notte dov'è lui quindi è buio e si vede poco, ma basta quel poco per vedere i suoi occhi.
"L'ho fatto. Avresti dovuto vedere la scena quando l'hanno scoperto. L'hanno mandato in presidenza, non ci credo. Grazie."
"Mi piace il tuo accento."
Sorrido.
"You're cute." Dico imitando l'accento australiano.
"Thank you." Dice lui imitando il mio.
Poi ridiamo.
"Come va?" Dico.
Lui torna serio, quando qualcosa lo richiama e gli fa distogliere lo sguardo.
"Tutto a posto?"
"S-si circa."
"Stanno litigando?"
Abbassa lo sguardo.
"Di nuovo. Oggi è già la terza volta che urlano come dei pazzi. È notte cavolo, cosa urlate a fare?"
"E tu non sei stanco?"
"Se te lo dico prometti di rimanere?"
"Va bene."
"Sono stanchissimo, ma credimi, preferisco parlare con te che dormire."
Sorrido, e lo vedo arrossire lievemente.
"Sei triste?" Gli chiedo.
Annuisce lentamente e vedo le lacrime venirgli agli occhi.
"No. Michael. No. Ti prego. Non piangere. Sii forte."
"Scusami." Sussurra asciugandosi gli occhi.
"Scappo di casa, vengo lì e ti abbraccio okay?"
Sorride, poco, ma sorride.
"Ecco. Così ti voglio."
"Sono così debole." Dice abbandonandosi alle lacrime.
"Ei Michael. Guardami. Metti la tua mano destra sulla tua spalla sinistra e la tua mano sinistra sulla spalla destra. Chiudi gli occhi e stringi forte. Immaginati me che ti abbraccio. Ti prego. Quando vedo qualcuno piangere piango anche io."
Sorride, questa volta di più.

Live. || M.C.Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora