22.

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"Sono una sua amica. Ci siamo conosciuti pochi giorni fa a scuola."
"E cosa ci fai qua alle 4 del mattino?"
"Ehh, boh."
"Mamma tranquilla non stiamo facendo niente. Torna a dormire è tutto un sogno."
"Eh cosa?"
"Mamma torna in camera, niente di tutto questo è reale." Dice spingendola fuori.
"Finalmente."
Mi guarda sorridendo.
"Posso abbracciarti di nuovo?" Dico.
***
Apro lentamente gli occhi.
Non so cosa sia successo dopo che sua madre è andata via.
Lui è di fronte a me, ed è sveglio.
"Buon giorno."
"'Giorno."
"Quanto ti fermi?"
"3 settimane penso."
"Seriamente?"
"Si." Dico. ".. oh dio che stanchezza. Che ora è?"
"6."
Le sue braccia sono ancora attorno a me e vedo le sue cicatrici.
"Non-" Inizia.
"Non." Dico fermandolo.
"Va bene."
"Intendevi voglio bene?"
"Cosa?"
Distolgo lo sguardo dal braccio e lo guardo negli occhi.
"Ti."
"Cos- si, intendevo quello." Mente.
Sto per contestare quando i suoi urlano al piano inferiore.
Si gira verso la porta.
"Ei."
"Mmh?"
"In questo momento loro non esistono okay? Ci siamo solo noi due."
Sorride.
"Da quanto tempo ho questa felpa?" Chiedo.
È la sua felpa, quella blu della sera prima, e non pensavo di essermela messa addosso.
"Tremavi."
"Come stai?" Gli chiedo.
Dal nostro primo ciao, gli avrò chiesto almeno un milione di volte come sta.
"Ora che ci sei tu più che bene, però tra circa un'ora dovrò andare a scuola."
"Posso venire anche io?"
"Sicura di voler venire?"
"Io verrò sempre dove vai tu."
Sorride, ma torna subito serio.
"Non è un bel posto. Stammi sempre vicino, c'è brutta gente."

Live. || M.C.Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora