Il grido le uscì involontariamente.
Con le mani tremanti prese il telefono e compose il numero dell'ospedale, dirigendosi verso le macchine entrate in collisione.
Balbettò la via ed il suo nome, poi si accasciò a terra, tenendosi la testa tra le mani e cominciando a piangere senza motivo.
Il tempo correva lento, lentissimo.
Quello che in realtà era un quarto d'ora, le era parso un'ora intera.
Ed ora si ritrovava lì, su di una poltroncina d'ospedale, che fissava il vuoto.
Il cellulare le squillò e guardò il numero sconosciuto sullo schermo senza emozione.
«Pronto?» chiese, atona.
«Meg, sono Alex.»
«Sara è in ospedale.» mormorò, sentendo di nuovo le lacrime salirle agli occhi.
«Che dici?»
«Ho detto, che Sara è in ospedale.» affermò più sicura, asciugandosi un paio di lacrime.
***
«Meg ha appena detto che Sara è in ospedale.» sussurrò Alex, guardando Giò con aria persa.
«Che cosa?!» il cantante saltò subito in piedi, stupefatto. «Sara è in ospedale.» affermò, quando vide Genn entrare nel salotto, seguito da Davide.
«Come fa ad essere in ospedale, ieri sera stava benissimo, la stronza.» commentò Genn, buttandosi sul divano con poca grazia.
«Meg ha detto che ha avuto un incidente, appena dopo averla lasciata a casa.» sussurrò di nuovo Alex, guardando il vuoto. «Non si sa come sta.»
«Un incidente?!» domandò Genn, pentendosi subito del commento poco carino rivolto alla rossa. «E non si sa niente di niente?»
«Ha detto solo che il tizio nell'altra macchina era sotto l'effetto di droghe e che se l'è scampata con un paio di costole rotte.»
«Gesù Cristo.» mormorò Davide, scuotendo piano la testa. «È la vostra amica ballerina?» chiese, interessato.
«Già, è la loro amica ballerina.» disse Giò, prendendo dalle mani di Alex il telefono, che potevano utilizzare solo per le emergenze.
Prese un foglietto accartocciato dalla tasca dei suoi jeans e compose un numero. «Camilla? Sono Giò»
«Come fa ad avere il suo numero?» sussurrò Genn ad Alex e l'amico fece spallucce.
«Giò acchiappa sempre frà, dovresti saperlo.» disse Davide, con sguardo eloquente. Alex sorrise, ma entrambi i ragazzi notarono il cipiglio preoccupato sul suo volto.
«Andiamo in ospedale con Camilla e le altre, vieni con noi?» chiese Giò a Davide, non appena attaccò al telefono.
«Perché no?» affermò, alzandosi dal divano e prendendo la giacca. «Vi serve qualcuno che vi porti il caffè.»
***
«Sara è in ospedale.» quando annunciò la notizia, nell'appartamento scese il silenzio.
Asya fece cadere il cucchiaino con cui stava mangiando la sua minestra, sporcandosi il maglione. Marten semplicemente, guardò la sua amica d'infanzia con uno sguardo a metà tra il serio e il preoccupato.
La televisione, posta in un angolo della loro piccola cucina, d'un tratto pareva a volume troppo alto.
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School Trip. || Urban Strangers
Fanfiction«Somma Vesuviana?! Che cazzo è Somma Vesuviana?!» story written by baernardeschi. 10/01/2016; #27 in Fanfiction.
