38; Sacrifice.

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Ho deciso di scrivere questo capitolo sia perché ero ispirata, sia perché molte di voi volevano sapere che reazione hanno avuto gli altri alla morte di Sara.
Quindi, vi consiglio di ascoltare Sarcifice di Zella Day mentre leggete.
Questa è davvero l'ultima volta che mi sentirete.
Un bacio, Wen.

Quando Genn rientrò a casa, dopo essere stato in ospedale ed aver contattato i genitori di Sara per comunicargli l'accaduto, trovò stranamente i ragazzi tutti insieme in salotto.
Aveva ancora le lacrime agli occhi e le mani che tremavano, un groppo in gola e l'aria stravolta.

«Ehi!» esclamò Marten, notandolo. Subito il suo sguardo s'incupì. «Che succede?»

«Leggi.» disse il biondo, lanciandogli contro la lettera, completamente spiegazzata.
Marten inforcò gli occhiali, legandosi i capelli (per l'occasione lisci), in una coda disordinata.
Cominciò a leggere il foglio, spostandosi ogni secondo gli occhiali dal naso. Cominciò a gridare un paio di secondi dopo, sotto lo sguardo stranito di tutti i presenti.
Si alzò, guardando Genn negli occhi.

«Dimmi che non è vero Genn, dimmi che è una stronzata e che lei sta nascosta dietro la porta.» disse asciugandosi un paio di lacrime uscite dal viso.
Allo scuotere della testa di Genn, la mora s'accasciò a terra, singhiozzando.

«Che succede?» chiese con cautela Asya, una complicata acconciatura le legava i capelli, e gli occhi sembravano molto più azzurri del solito.

«Sara si è suicidata.» mormorò Genn freddamente, alzando piano lo sguardo verso la mora.
McFly, si girò di scatto, sorpreso.

«Non stai dicendo sul serio.» sussurrò Asya. La voce non era mutata di un minimo, sempre fredda, dura e controllata.
Marten ormai era dinanzi alla finestra, sotto lo sguardo confuso di tutti quanti quelli che non avevano udito il sussurro di Genn.
Asya si girò verso il resto della loro famiglia allargata e vide Alex coccolare Meg sul divano, noncurante delle lacrime di Marten. Camilla sull'attenti, sguardo assottigliato. Giò invece li guardava senza capire. «Spero che siate contenti di sapere che una delle mie migliori amiche è morta. Complimenti Alex, grazie per aver aggravato la situazione.» commentò sarcastica, sfogandosi su Alex.
McFly capì la situazione e prese la ragazza tra le braccia, portandola in cucina.

«Che diavolo sta blaterando?!» chiese Alex, alterato, sedendosi sul divano e prendendo tra le mani la lettera spiegazzata.
Poco dopo aver cominciato a leggere, accartocciò il foglio e lo buttò verso Camilla, alzandosi di fretta e furia, dirigendosi verso la sua camera.
Quando tutti sentirono la porta sbattere violentemente, sobbalzarono.
Quando Camilla sollevò gli occhi dalla carta tutta spiegazzata, era già in lacrime.

«Tutto okay?» le chiese cautamente Giò, passandole un braccio attorno alle spalle. Camilla, rifiutò il gesto di conforto e continuò a piangere silenziosamente, rannicchiandosi in posizione fetale sul divano.

«Immagino che l'abbia fatto nella sala di danza.» disse Marten, continuando a scrutare l'orizzonte con aria persa. «Era tutta la sua vita.» sospirò poi, girandosi di scatto verso gli altri.

«Forse ci teneva troppo, come al solito d'altronde.» sospirò Camilla, alzandosi di scatto, per poi fermarsi di nuovo a guardare il vuoto. «Tra poco sarebbe stato il suo compleanno.»

«Fa senso sapere che il regalo glielo porteremo alla tomba.» sospirò Genn, abbandonandosi sul divano.

«Voleva essere cremata.» disse Marten, scuotendo forte la testa in senso di diniego. «Assieme alle sue agende.»

«Due erano nella borsa.» ricordò il biondo, pescando da dietro il divano la borsa dell'amica, e frugandoci dentro.
Tirò fuori due agende, una nera senza scritte e molto sottile, mentre l'altra era bella cicciotta, tutta rotta e rovinata in più punti.
Sulla copertina di quest'ultima spiccava la scritta: Wen, quarto liceo.
Marten si scapicollò a prenderla, liberandola dall'elastico con cui l'amica aveva cercato di chiuderla.

School Trip. || Urban StrangersLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora