Meg guardava la stazione di Frosinone con un'aria spaventata, mentre Lucrezia, una sua compagna di corso poco simpatica, la seguiva emozionata.
Vide tre ragazzi di spalle e il fumo di una sigaretta, perciò si precipitò subito verso i tre, quasi correndo.
«Gwendolyn!» esclamò sorridente, saltando addosso all'amica.
Durante il periodo di convalescenza della moretta (ex rossa, bionda, mora, di nuovo bionda e di nuovo mora), avevano stretto amicizia, visto che Meg faceva tirocinio con una psicologa nello stesso ospedale dov'era ricoverata Sara.
«Meg!» urlacchiò Sara, prendendo al volo la ragazza. Nel farlo aveva gettato furiosamente la sigaretta per terra. «Cristo Reg*, mi uccidi così.» pronunciando quella frase, Genn e Marten, smisero di parlare e la guardarono seri.
«Smettila.» l'ammonì l'ultima arrivata, staccandosi da quella specie d'abbraccio e salutando velocemente gli altri due. «Lei è Lucrezia, la ragazza di cui ti aveva parlato.» disse, quasi scocciata, rivolta a Genn.
«Ciao!» esclamò, fiondandosi ad abbracciare Genn. Marten s'aprì in una smorfia di disgusto, mentre Sara si coprì un orecchio a causa della voce stridula della nuova conoscenza.
Genn nel frattempo, se ne stava immobilizzato nella morsa di Lucrezia, che singhiozzava.
«L'hai presa al manicomio?» sussurrò Wen a Meg, accostandosi all'orecchio di quest'ultima.
«No, purtroppo.» borbottò, digrignando i denti. «È una mia vecchia compagna di corso, l'ho scelta per la scommessa.»
«È perfetta.» rise Sara annuendo vigorosamente, per poi spostarsi la frangia dagli occhi.
«Marten non mi sembra contenta.» commentò la ragazza dai capelli color del miele, osservando Marten guardare male i due, che nel frattempo stavano facendo conversazione.
«Marten è gelosa marcia.» disse Sara, guardando la sua migliore amica con lo sguardo di chi la sa lunga. «Appena ci troviamo a casa da sole esploderà.»
***
«Non la sopporto!» esplose Marten, non appena Sara aveva fatto vedere casa sua a Meg e si erano rintanate nella stanza degli ospiti per aiutare la ragazza a mettere a posto la valigia.
«Te l'avevo detto.» sorrise Sara a Meg, che scoppiò a ridere di cuore. «Qual'è il problema Mart, la scommessa è stata opera tua.»
«No!» la trafisse con lo sguardo e Sara non potè far altro che ridere ancor di più. «Lui ha proposto, io ho solamente accettato. Ed ho vinto, quindi non è opera mia!»
«Beh, se hai vinto, perché sei così arrabbiata?» chiese cautamente Meg, temendo una brutta reazione da parte della riccia.
«Perché questa non è la casa dei profughi, perché non è in hotel?!» chiese Marten ancora più nervosa.
«Smettila Mart, qualunque fan avremmo preso, lo sapevi che sarebbe stato così.» la rimproverò Sara, lanciandole addosso il camice di Meg. «A proposito Meg, perché adesso hai un camice?»
«Io non sono gelosa, se è ciò che stai insinuando!» disse Marten, guardando male le due ragazze che nel frattempo stavano intavolando una normale conversazione.
Sentendosi ignorata decise di scendere al piano di sotto ed uscire un po'.
Passando distrattamente davanti alla cucina notò la tizia nuova e Genn, ridere e scherzare.
Si sentì quasi male, e decise di uscire nel cortile di casa Wen.
Era abbastanza piccolo come cortile, c'entravano a malapena due macchine, ma era accogliente e grande abbastanza da ospitare Otis Secondo, un cucciolo di Golden Retriver che il cugino di Sara aveva regalato alla moretta una volta uscita dall'ospedale.
Si sedette sulla panchina di ferro battuto che c'era accanto all'ingresso e cominciò a fissare il vuoto.
Dalla porta che aveva lasciato aperta, sentì abbaiare. Si girò e vide Otis seduto, guardarla con occhi tristi e con il muso piegato verso destra.
Ridacchiò e battè le mani sulle coscie, e subito il cane saltò sulla panca, per poi sistemarsi sulle gambe della riccia.
«Ehi Otis.» sussurrò all'orecchio dell'animale, quello si accucciò ancor di più allo stomaco della ragazza. «Tu sei d'accordo con me?»
Il cane, in risposta, abbaiò.
«Adesso parli anche coi cani?» a quell'affermazione alzò gli occhi al cielo ed ignorò bellamente Genn, che, sigaretta alla bocca e sguardo divertito, si sedette accanto a lei, accarezzando la testa del cane. Vedendo che la ragazza lo stava ignorando bellamente, Genn scoppiò a ridere. «Ah, stiamo giocando allo stesso gioco di quando sei arrivata a Somma?»
«Vedi di stare zitto e non rompermi i coglioni, Raia.» sibilò Marten, accarezzando la coda ad Otis.
«Siamo passati di nuovo ai cognomi?» chiese Genn, ridendo ancora.
Si stava divertendo davvero, il biondino, guardandola con quel broncio da bambina e quei ricci vaporosi che le coprivano parte del viso.
«A quanto pare.» la ragazza prese in braccio il cane, per poi appoggiarlo sul pavimento ed alzarsi contrariata.
«Non puoi odiarmi per una scommessa che hai ideato tu!» gli urlò dietro Genn, quando la ragazza sbattè la porta e chiuse a chiave, mentre lui rideva di gusto. «Sai cosa cane? Le ragazze sono troppo complicate.»
***
La situazione a cena era glaciale.
A far rumore nel silenzio erano solo i sospiri di Sara, gli sbuffi di Marten e qualche abbaio di Otis, che a causa del maltempo, s'era rifugiato in salotto a cenare con loro.
«Allora Lucrezia, come ti pare stare qui?» chiese all'improvviso Meg, al limite della sopportazione.
«Bene, diciamo.» disse quella con una smorfia, lasciando perplesso Genn e facendo accigliare Sara.
Marten se ne stava in un angolo della stanza, seduta ad accarezzare Otis, mentre con l'altra mano giocava distrattamente con una carta.
«Diciamo?» chiese Sara, ancora più accigliata. «Cosa ti da tanto fastidio?»
«Quel...coso.» disse Lucrezia disgustata, indicando il cane che Marten teneva tra le braccia.
Sentendosi chiamato in causa, il cucciolo si raggomitolò verso Marten e ringhiò alla ragazza, che lo guardava ancor di più disgustata.
«Mi dispiace, ma ti giuro che Otis non fa male ad una mosca, puoi stare tranquilla.» la rassicurò Genn, quando vide lo sguardo minaccioso di Sara e quello contrariato di Marten.
«No, Genny, io ho paura!» strillò Lucrezia, avvinghiandosi a Genn, mentre quest'ultimo s'aprì in una smorfia d'orrore per il nomignolo poco virile.
«Sta tranquilla tesoro.» s'intromise Meg, mentre Marten ed Otis avevano assunto la stessa espressione minacciosa.
Il cane cominciò ad abbaiare furiosamente.
«Non lo sopporto!» strillò di nuovo quella, tappandosi le orecchie.
«Tranquilla, a quanto pare il sentimento è reciproco, e non solo da parte sua: nessuno ti sopporta, qui dentro.» sibilò Marten, alzandosi da terra e puntando un dito contro la ragazza, che se ne andò indignata subito dopo.
Soddisfatta, la riccia si sedè accanto a Genn e gli fregò una porzione di sashimi e se la ficcò in bocca, gustandola velocemente.
«Finalmente!» esclamò Genn, passando un braccio attorno alle spalle della ragazza, che subito lo tolse infastidita.
«No, adesso te la vai a pijanderculo e vai a consolare l'oggetto di scommessa, vai e paga da uomo.» affermò Marten con un sorriso angelico, avvicinandosi a Genn per stampargli un bacio sulle labbra, per poi alzarsi ed andarsene come se nulla fosse.
Heyaaaa
Come va?
Spero tutto bene.
Sto seriamente pensando di cancellare la storia, perché non finisce più.
Avevo pensato di cancellarla e ripubblicarla, visto che non so dove mi porterà e che siamo già al 27º capitolo senza concludere nulla.
Però è ancora tutto da decidere.
Allora? Come vi è sembrato il trailer? Vi sono sembrati adatti i prestavolto? Come ve le immaginavate le protagoniste?
Scrivetemelo nei commenti che sono curiosissima!
Un bacio!
Wen xx
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School Trip. || Urban Strangers
Fanfiction«Somma Vesuviana?! Che cazzo è Somma Vesuviana?!» story written by baernardeschi. 10/01/2016; #27 in Fanfiction.
