16; "Sei stata tu?„

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Prima che leggiate il capitolo, leggete quello che sto per dirvi.
Mi scoccia fare un capitolo a parte per una cosa che potete benissimo leggere tutti quanti prima (o dopo) dell'inizio di un capitolo normale.
Per chi non mi avesse mai sentita nominare prima, mi presento: mi chiamo Wen, ho sedici anni e questo non è il primo account che ho su Wattpad.
Qualche mese fa, ero 'popolare' (non mi piace definirmi tale, detesto definirmi tale) per aver scritto alcune fanfiction in un'altra sezione di Wattpad.
Bene, se c'è qualcuno che mi conosce, si ricorderà che ho cancellato tutte le mie storie, ringraziando ogni lettore/lettrice.
Nessuno mi ha mai chiesto perché ho deciso di cancellare le storie, nè perché avessi preso la decisione di non scriverne più.
Vorrei spiegarlo a voi, visto che sta succedendo di nuovo una cosa del genere.
Il concetto è semplice: mi infastidiscono i commenti che mi sollecitano ad aggiornare il prima possibile. Del tipo 'domani aggiorni?', oppure 'continua'. O altre stronzate del genere che farebbero venire i nervi a chiunque.
Avete idea di quanto ci si mette a scrivere un capitolo fatto bene, e non una cazzata come quelle che si vedono in giro? Non è per darmi arie, ma si vede quando ci si dedica tempo ad una cosa e quando no.
E sinceramente, preferisco essere ricordata come quella stronza che come quella che scriveva male.
Conclusione della premessa?
Evitate di scrivere commenti del genere.
Per scrivere un capitolo ci vuole tempo, che io non ho al momento, amo scrivere, se avessi tempo ci sarebbe un capitolo al giorno. Ci vuole fantasia, che io ho, ne ho fin troppa. Ci vuole ulteriore tempo per vedere se ciò che hai pensato può stare bene con il resto che hai scritto, o se devi modificare qualcosa per non far cadere a pezzi tutto ciò che hai scritto prima. Quindi ci vuole altro tempo per modificare ciò che hai pensato e riadattarlo alla storia. Di conseguenza c'è bisogno di una maggiore attenzione ai dettagli e alle sfaccettature. Quando si è finito con tutto ciò, si deve scrivere il capitolo. Ed è la parte più difficile, perché devi trovare i termini giusti per collegare frasi e cose varie. Una volta scritto il dannato capitolo, bisogna rileggerlo (cosa che faccio davvero di rado, perché odio consegnare qualcosa in ritardo), perciò bisogna correggere eventuali errori di battitura o di grammatica, quali parole ripetute più volte e cose del genere.
Adesso capite perché mi infastidisce leggere quei commenti?
Io potrei pubblicare il prossimo capitolo anche dopo venti minuti dall'ultimo aggiornamento. Perché quando aggiorno ne ho sempre uno pronto!
I capitoli che leggete,( a parte qualche eccezione in cui ve l'ho detto), sono frutto di una settimana di lavoro.
Perciò, pensateci due volte prima di commentare con 'aggiorna'.
Perché agli altri può fare anche piacere, ma ci sono scrittrici (che poi definire scrittrice, una persona che scrive una fanfiction su Wattpad è un insulto a chi lo fa di professione secondo me) a cui da fastidio.
Quindi, perfavore, pensateci tre volte prima di scriverlo, da adesso in poi.
Grazie e buona lettura.

Volevo specificare, che qui si racconta da dopo che Sara è uscita a fumare, perciò, gli eventi dello scorso capitolo sono accaduti tutti contemporaneamente.

«Sara, sei in ritardo di due minuti.» il rimprovero di Tommassini la fece sentire mortificata. Si scusò e si riposizionò sul palco, mentre l'uomo dialogava con due ragazzi messi di spalle. «Tuttavia, vorrei presentarti la band per cui ti stai esercitando.» le fece segno di raggiungerla e la ragazza si fece le scale a due a due, finché non arrivò accanto a Tommassini.

«Voi due!» quando li vide, capì cos'era quella sensazione, e perché avesse fumato quella dannata Camel. «Mi avete rubato la canzone.» se gli occhi potessero uccidere, beh, potete immaginare che fine avrebbero fatto i due.

«Noi?!» chiese Genn, piuttosto stupefatto. «Non ho la più pallida idea di chi tu sia!»

«Stupido biondo dei miei stivali!» lo insultò la ragazza, puntandogli un dito contro. «Fumi delle sigarette di merda e sei un padrone di casa pessimo, adesso scusami se non sono stata così memorabile!» il sarcasmo era l'arma migliore.

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