«Non ti permetto di fare una cosa del genere!» la voce di Alex aveva interrotto il loro litigio, creando un silenzio assordante.
«È il mio appartamento, decido io!» esclamò Camilla, mentre Alex si mordeva la lingua: aveva dannatamente ragione.
«Ma l'appartamento lo condividiamo Cams, credo che sia giusto chiedere il parere di tutti, o no?» s'intromise Giò, cercando di far ragionare la fidanzata, senza troppi risultati.
Lo sbattere della porta d'ingresso, fece girare tutti verso il salotto, dove una Sara con le occhiaie e particolarmente stanca, sostava sulla porta.
«Uh, riunione di famiglia?» chiese quella, notando lo sguardo di tutti puntato su di lei. Vedendo che nessuno le rispondeva, s'esibì in un'espressione alquanto confusa. «È successo qualcosa di grave?»
«Genn è a Frosinone.» affermò Marten, guardando male l'amica. «Dimmelo tu.»
«Non l'ha fatto sul serio!» disse la bionda, cominciando a ridere sguaiatamente, sotto lo sguardo incazzato della migliore amica. «Che razza di idiota.»
«Wen! Hai combinato un casino!» urlò Marten, tradendo l'incazzatura con un sorriso mal celato, contenta di vedere l'amica così felice dopo tempo.
«Ma se stai ridendo anche tu!» la riprese l'amica, continuando a ridere. Il resto della combriccola s'unì alla risata generale, per poi tornare seri. «Mi dite che succede?»
«Camilla mi sta cacciando di casa.» disse Meg, squadrando la ragazza, cercando di percepire il suo pensiero in merito. Da quando era tornata Sara, Meg sospettava qualcosa, in realtà aveva un'idea in mente, ma sapeva che la ragazza non era capace di commettere un'idiozia simile.
«Se è per la stanza tranquille, me ne vado io.» fece spalluce Sara, sorridendo tranquilla. «Un'amica mi deve un favore: chiederò di dividere l'appartamento, non è un problema.»
«Che hai bevuto?», Alex e Marten parlarono contemporaneamente, mentre Camilla guardava stupita quella che doveva essere la sua migliore amica.
«Nulla!» si difese subito la bionda. «Avevo comunque intenzione di andarmene per conto mio, ho degli orari piuttosto strani.»
«Cioè fammi capire: sei arrivata qui ieri, tutta sul piede di guerra, decisa a riprenderti la tua stanza. Hai picchiato Alex, mandato Genn sperduto in mezzo ai monti, creato un litigio assurdo ed ora mi stai dicendo che te ne vai, come se fosse la cosa più tranquilla del mondo.» Giò fece mente locale, guardando scettico la bionda, che fece spallucce e si appoggiò al muro.
«Ammettetelo: vi annoiereste se ogni tanto non arrivassi io!» affermò sicura Sara, ridacchiando appena, sotto lo sguardo scettico di Giò.
«Non mi piace dirlo, ma sì, è tutto più divertente quando ci sei tu Wen.» disse Camilla, avvolgendo un braccio attorno al collo dell'amica, per poi stringerla a sè.
«Grazie Cams.» mormorò l'altra, sorridendo come un'idiota. «Ricapitolando: datemi mezza giornata e vi sgombro la stanza, poi passano un paio di amici e mi aiutano a portare tutto da Chiara.»
«Chiara?» domandò Marten, confusa, dopo aver annuito sospettosa alle parole dell'amica.
«Chiara Chiara, quella che ti è stata davanti al banco per tre anni di fila, hai presente?» chiese retoricamente la bionda, alzando gli occhi al cielo. «Fissata con i roditori, capelli scuri, risata improbabile?»
«Quella Chiara?!» esclamò Camilla, inforcando gli occhiali da vista.
«Già!»
***
«Carina casa vostra!» si complimentò Sara.
Aveva mantenuto la promessa: quello stesso pomeriggio, aveva tolto le tende da casa ed aveva lasciato spazio a Meg ed Alex.
«C'abbiamo messo un sacco ad arredarla, due persone sono difficili da mettere d'accordo.» commentò Chiara.
Da quando s'erano conosciute anni prima, Chiara era cambiata tantissimo. Quand'erano al liceo, Sara la definiva chiassosa, rompiscatole e un tantino isterica. Adesso, all'apparenza, era diventata sofisticata e tranquilla. Gli attacchi isterici e pazzoidi c'erano, e secondo Sara non se ne sarebbero mai andati, ma era cresciuta e si poteva notare a vista d'occhio.
«Non avrei mai pensato che dopo anni ci saremmo ritrovati tutti qua, siamo stati fortunati.» disse Sara, sedendosi comodamente sul divano mentre Otis, che ormai era diventato grande e grosso, le saltava addosso leccandole la faccia.
Aveva creato scompiglio in quella casa solo per lasciare un bel ricordo di se, in realtà s'era messa d'accordo con Chiara già da tempo.
«Stasera hai da fare?» gridò la sua nuova coinquilina, dalla cucina.
La bionda rispose affermativamente, dichiarando che aveva da fare con Meg.
Da quando era tornata la ragazza la guardava sempre in modo strano, quasi sospettoso. Da psicologa qual'era, Sara pensava che si fosse resa conto che c'era qualcosa che non andava.
Quando prima di uscire di casa, le aveva chiesto di incontrarsi in serata per un aperitivo, Sara aveva accettato, riluttante.
Non voleva essere psicanalizzata, non le era mai piaciuto, anche quando a scuola di danza avevano fatto le visite mediche di routine.
Alla fine, le due s'erano accordate per vedersi alla scuola di danza dove s'allenava Sara.
***
Pioveva davvero forte, quando Meg varcò la soglia dell'Officina della Danza.
Nella scuola, non c'era nessuno, ma si poteva chiaramente sentire della musica classica provenire dall'unica sala con le luci accese.
Aveva portato con se della pizza, giusto per non chiacchierare a stomaco vuoto.
S'avvicinò alla sala da ballo con cautela e spiò la ragazza ballare per un paio di minuti.
Sara indossava delle scarpette, che Meg ricordò chiamarsi mezze punte, e se ne stava sulle punte, con una gamba piegata e le braccia in una posa elegante.
Nonostante la bionda stesse in quella posizione mollemente, quasi controvoglia, si poteva vedere l'energia che spendeva stando in quel modo. Lo sguardo determinato rivolto allo specchio, l'aria altezzosa.
Si accorse di lei poco dopo, sorridendo allo specchio e dirigendosi verso lo stereo per spegnerlo.
«Ehi.» s'annunciò Meg, entrando nella sala. Notò una brandina in un angolo, con un paio di coperte buttate sopra. «Ho portato la pizza!»
«Ugh, grazie.» affermò titubante la bionda, passandosi un asciugamano dietro al collo. «Ma non ho tanta fame.»
«Solo un pezzetto, perfavore!» cercò di convincerla Meg, sventolandole davanti il cartone della pizza e confermando nel frattempo i suoi sospetti.
La bionda annuì, facendole cenno di sedersi sulla branda.
L'odore della pizza fece venire a Sara la nausea, ma prese comunque un triangolo, mordendolo.
«Buona eh!» affermò Meg, con le guance piene di pizza, mentre l'altra ingeriva il piccolo morso con difficoltà, poggiando subito dopo il suo pezzo di pizza nel cartone.
Meg sorrise, quasi maleficamente.
«Sai cosa?» chiese retoricamente la bionda. «Ho un po' di nausea, non sono stata più di tanto bene.»
«Si certo, come no.» liquidò la scusa Meg, con un gesto annoiato della mano. «Da quand'è che non mangi?»
Bam!
Siamo quasi alla fine della storia, mancano giusto un paio di capitoli!
Waaaa, sono contentissima, mi ha dato tantissime soddisfazioni.
Mi ha portato tante amicizie ed una compagna di banco felice ahaha.
Anyway, ve lo sareste aspettato questo colpo di scena?
Come pensate che finirà la storia? AsyaCollalti non spoilerare troiazzola, ti uccido!
Spero che vi stia piacendo la storia, e che siate pronte alla fine!
Un bacio.
Wen! xx
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School Trip. || Urban Strangers
Fanfiction«Somma Vesuviana?! Che cazzo è Somma Vesuviana?!» story written by baernardeschi. 10/01/2016; #27 in Fanfiction.
