«Non dirmi che non hai detto nulla a nessuno!» quando Genn parlò, Sara fece quasi cadere la valigia dallo spavento.
«Brutto infame, fai meno chiasso!» lo riprese la moretta, linciandolo con lo sguardo. «No che non ho detto nulla a nessuno, lo sapete solo tu e Marten.»
«E Camilla.» puntualizzò Genn, avvicinandosi alla ragazza e passandole un braccio attorno alle spalle. «Me l'ha detto Giò, la lettera è arrivata prima a Milano, Camilla l'ha rimandata indietro e l'ha fatta rispedire qui.»
«A volte mi manca.» sussurrò Sara, guardando distrattamente una fotografia appesa al muro che le raffigurava. «Secondo te perché non mi ha chiamata?»
«Perché voleva venirti a salutare di persona, ma a quanto pare hai anticipato anche la partenza.» suppose l'amico, guardandola ancora una volta di traverso.
«Stavo scappando, lo ammetto ma...»
«...non ti piacciono gli addii, lo so.» sorrise Genn, guardandola negli occhi, notando lo sguardo della ragazza diciassettenne che aveva conosciuto anni prima farsi vivo dopo anni. «So più cose di te di quanto immagini Wen.»
«L'ultima volta è andata male.» sussurrò la mora, decidendo di poggiare la valigia e di fumare l'ultima sigaretta del suo pacchetto di Marlboro assieme al biondo. «Usciamo?»
«Te lo ricordi, quando ci siamo conosciuti intendo.» sussurrò Genn, mentre i due, seguiti da un fedele Otis, uscirono fuori per fumare.
«E chi ti dimentica!» esclamò la mora, ridendo piano.
«Sei proprio un coglione.» affermò facendo cenno alla sigaretta che pendeva dalle labbra del biondino. «Fumi Camel e te ne vai in giro a prendere per il culo la gente, ti ho già inquadrato bello mio, e mi stai sul cazzo.» non si fece problemi a vomitargli quelle parole faccia a faccia.
«Oh, ma non parliamo di te, principessina. Marlboro Rosse e aria da non vali neanche la metà di un mio sputo.» disse il biondo guardandola male. «Non credo che tu sia poi tanto migliore di me.»
«Mi chiamo Wen.» sorrise poi, con una punta di malizia nella voce. Quello era un buon inizio d'amicizia per lei. Tutto stava nel dirle cosa pensavi davvero di lei in faccia, poi si sarebbe impegnata per farti ricredere.
«Mi chiamo Genn.» affermò l'altro, porgendole la mano.
«Una cosa che non ti ho mai chiesto: come le hai conosciute le altre?» chiese poi Genn, guardandola sorridere, probabilmente stava pensando al loro primo incontro, o a quando si erano 'presentati ufficialmente'.
«Le ho conosciute tutte tramite qualcun'altro, tranne Asya.» affermò la moretta, scompigliandosi distrattamente la frangia ed alzando gli occhi al cielo, segno che stava ricordando. «Cams è stata la prima che ho conosciuto e mi è entrata subito nel cuore.»
La gita in Sicilia si prospettava una noia mortale. Conosceva una sola persona tra tutte le partecipanti ed il morale le stava lentamente andando sotto terra.
«Sara?» Marta, una sua vecchia amica l'aveva richiamata per salire sull'autobus, e lei l'aveva seguita in silenzio.
«Marta!» una ragazza riccia, con degli occhi enormi, coperti in parte da un paio d'occhiali da vista rettangolari.
«Camilla! Questa è Sara, la ragazza di cui ti avevo parlato.» disse Marta, indicandola con un dito.
«Ciao!» esclamò la riccia allegra tendendole una mano. «Io sono Camilla!»
«Sara, chiamami Sprotte.» sussurrò piano Sara, sorridendo timidamente.
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School Trip. || Urban Strangers
Fanfiction«Somma Vesuviana?! Che cazzo è Somma Vesuviana?!» story written by baernardeschi. 10/01/2016; #27 in Fanfiction.
