09; "Facciamo una torta?„

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Una foto di Sara, dopo essersi tagliata i capelli.
Casa Iodice, foto scattata da Alex, messo non poco in difficoltà.

«Ti prego, dimmi che c'è una qualche  strana entrata dal retro o un posto in cui possiamo arrampicarci per entrare in casa tua!» esclamò frettolosamente Sara, svegliandosi quasi immediatamente dallo stato comatoso in cui era immersa fino a qualche istante prima.

«Niente porta sul retro.» affermò Alex, guardando entrambe le ragazze con un sguardo dispiaciuto.

«Siamo fottute.» sospirò Asya, passandosi una mano sugli occhi. Lei e Sara si guardarono in faccia e pensarono che non c'era via d'uscita.
La loro prof di matematica stava suonando davvero al campanello di casa Iodice e non era tutta un'illusione dettata dalle quantità esorbitanti di alcol ingerite la sera prima.
Non che l'alcol avesse qualità allucinogene, ma illudersi andava sempre bene.

«Potremmo sempre dire che ti sei sentita male e che siamo andati alla farmacia qui dietro l'angolo.» quando Alex ebbe quel lampo di genio, Sara pensò seriamente che se fosse andato tutto bene, avrebbe sposato il moretto.
Asya annuì, facendo spallucce, se fosse andata bene, si sarebbe risparmiata una punizione colossale da parte dei suoi, la sospensione da scuola e la fine della sua vita.
Doveva per forza andare bene.
Si avvicinarono lentamente all'abitazione, mentre Sara era appoggiata ad Alex ed Asya portava sulle spalle lo zainetto che aveva preso in fretta e furia la sera precedente.
Una volta arrivati davanti al loro piccolo problema biondo, sorrisero tutti e tre angelicamente.

«Asya! Sara!» esclamò la loro professoressa, guardandole sorpresa. «Cosa ci fate qui fuori?! Dove siete state?! Sapete che il coprifuoco è alle nove?!» domandò in seguito, trafiggendole con lo sguardo. Nel frattempo, un quarto della loro classe li guardava con compassione.

«La verità è che...» cominciò Asya, ma la donna non le diede tempo di parlare.

«Sapevate che se fosse successo qualcosa mentre eravate fuori, la responsabilità ricadeva su di me?! E che i vostri genitori avrebbero potuto benissimo denunciarmi?! Lo sapete questo?!» le sgridò, mentre le due ragazze annuivano con vigore.

«In realtà, professoressa.» si intromise Alex, schiarendosi la voce. «Sara non si sentiva bene, quindi l'ho portata nella farmacia qui dietro. Ha rimesso più di qualche volta durante la notte, e come può vedere lei stessa, è uno straccio.» spiegò il falso accaduto con tutta la calma e la sicurezza del mondo, come se fossero sul serio di ritorno dalla farmacia.

«In tal caso, era un'emergenza.» sospirò la professoressa, guardando la bionda ed accarezzandole i capelli. «Te la senti di girare per la città?» le chiese, continuando a toccare la fronte di Sara, come per sentire i sintomi di qualche strana influenza.

«In realtà prof mi gira un po' la testa ancora, se non le dispiace vorrei restare a letto.» Sara, tirò fuori la sua miglior voce da malata terminale/zombie in decomposizione.

«Certo tesoro!» era incredibile la velocità con cui la loro prof di matematica passava dalla modalità mastino a quella da tenero orsacchiotto. «Ti accompagno dentro, insieme a questo baldo giovanotto!» le fece l'occhiolino e li accompagnò dentro, informandosi su tutto ciò che era successo.

***
Dopo un paio d'ore di sonno profondo, Sara girovagava per casa Iodice con una malsana idea in mente.

«Ehi Alex, hai delle forbici?» finalmente, aveva trovato il moretto.
Quando si affacciò alla porta, Alex si girò verso di lei con la faccia di chi è stato appena beccato a fare qualcosa che non doveva fare.

«Umh, cucina, sul lavandino.» rispose nervosamente Alex, cercando di camuffare al meglio la sua chitarra.

«Non ti chiederò di suonarmi qualcosa, puoi respirare.» l'avvertì la bionda, alzando le sopracciglia e guardandolo con una nota divertita.
Sentì distintamente un sospiro, quando uscì dalla stanza, così rise silenziosamente e si diresse in cucina.
La cucina di casa Iodice era ben illuminata e dava un senso di tranquillità che Sara non aveva mai provato.
Cercò con lo sguardo le forbici, e non appena le trovò si diresse in bagno, con passo di marcia.
Conscia che Asya l'avrebbe uccisa, si legò i capelli in una bassa coda di cavallo e senza pensarci due volte, tagliò a fatica tutti quanti i capelli.

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