34; Nightmares

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Sara che fuma una sigaretta fuori al terrazzo.
Foto scattata da Genn.




«Veloce ed indolore, uh?» quando Sara entrò in salotto, Alex si stupì della persuasione di Meg in determinate situazioni.
Conosceva Sara, e sapeva che medicarlo era veramente un brutto colpo per il suo orgoglio.
La ragazza passò in cucina e ne ritornò con una bistecca in mano ed una cassettina rossa.

«Una bistecca?» chiese Alex, perplesso. La voce debole a causa del dolore, venne presto attutita dalla bistecca che la bionda gli aveva lanciato brutalmente sulla faccia. «Grazie eh.»

«Vaffanculo.» mormorò la bionda, trafficando con la cassetta, tirandogli addosso l'acqua ossigenata e delle salviette. «Ecco a te.»

«Sei una stronza.» affermò Alex, sorridendo maleficamente. La stava punzecchiando per farla esplodere di nuovo.

«Vaffanculo!» urlò la bionda, risalendo verso la sua stanza.
Alex rise, per poi emettere un lamento, quando sentì il livido sulla faccia dolergli.

***

Asya se ne stava in un bar a bere tranquilla un cappuccino, mentre aspettava che Genn e Marten la raggiungessero.
Aveva obbligato Sara a dare una mano ad Alex, ma quando era a metà strada verso il bar, sperò che non finisse tutto con vari occhi neri in più e costole rotte.
Sospirò fissando l'orologio, perché non arrivavano? Sapeva che dovevano andare a prendere un amico di Genn, ma non pensava ci mettessero tutto quel tempo.
Finì di bere e fece per alzarsi, quando finalmente scorse la lunga chioma di Marten irrompere nel bar, assieme a Genn ed un altro ragazzo dall'aria silenziosa.

«Finalmente.» borbottò, rilassandosi di nuovo sulla sedia e fissando l'amica con una punta di fastidio: odiava i ritardatari.

«Scusa il ritardo, ma è stata colpa del treno!» esclamò Genn, abbandonandosi sulla sedia affianco alla sua. «Marten sta comprando anche il Gesù Cristo, ha una fame allucinante e mi sta rompendo da tre quarti d'ora.»

«Il tuo amico è strano.» fece Asya, non dando ascolto a ciò che il biondo le aveva appena riferito. Spostò i suoi occhi verdi da quelli azzurri di Genn alla figura del ragazzo, guardandolo stranita.

«Anche voi siete strane, ma non me ne sono mai fatto un problema.» fece spallucce il ragazzo, osservando con occhi innamorati Marten che li stava raggiungendo, seguita dal ragazzo sconosciuto.

«Bene, bene, bene.» esordì Marten, sedendosi di fronte ad Asya con un enorme sorriso e tre fette di torta sotto il naso. «Eri a casa?»

«Ho obbligato Sara a dare una mano ad Alex, probabilmente non ce l'avremmo più una casa.» sbuffò la mora, osservando di sottecchi il nuovo arrivato.

«Sul serio?!» fece Genn, guardandola un misto tra rimprovero e sorpresa. «Quindi Alex decede oggi..»

«Chi è Sara?» finalmente Asya ebbe il piacere di sentire la voce dello sconosciuto dagli occhi azzurri.

«È la tipa che piace ad Alex.» affermò Marten, divorando la seconda fetta di torta. «Pensavo fossi più informato, McFly.»

«Non si chiamava Meg?» chiese confuso, inforcando gli occhiali da vista ch'aveva tirato fuori dalla tasca.

«Umh, Sara è quella della foto nel portafogli.» disse Marten a bocca piena, mentre Asya la guardava stranita.

«Uh, la rossa del gancio destro Genn?» rise McFly, fissando di sottecchi Asya.

«Non ricordarmelo: è stato orribile.» affermò Genn con una smorfia di dolore. «Comunque, Asyella bella, lui è Antonio.»

«McFly.» disse il ragazzo, guardando male Genn e porgendole la mano.

«Mi chiamo Asya.»

***
S'era addormentata non appena era rientrata in stanza. Il jet lag cominciava a farsi sentire.
Aveva fatto un sogno orribile e s'era svegliata gridando.
Adesso se ne stava sul terrazzo a fumare una sigaretta, con lo sguardo perso nel vuoto e gli occhi rossi di pianto.
Quando sentì la zanzariera aprirsi, sobbalzò, ma si rilassò subito quando vide Genn sedersi accanto a sè.

«Che hai?» chiese subito il biondo, notando l'aria stravolta che aveva l'amica.

«Un incubo ed il jet lag, tutto nella norma: non dormo bene da anni.» affermò tranquilla la neo bionda, tirando dalla sua sigaretta e passando il pacchetto aperto a Genn, che accettò di buon grado. «Perché hai la mia polaroid?»

«Volevo farti una foto in realtà.» mormorò il biondo, accendendosi la sigaretta. «Ma non ho idea di come funzioni questa roba rosa.»

«Il colore non l'ho scelto io, quando me l'hanno regalata pensavano fosse un colore carino.» rise piano Sara, prendendo la fotocamera dalle mani di Genn ed impostandola. «Forza grande fotografo: è tutta tua.»

Genn rise piano, chiudendo l'occhio destro per guardare nel mirino col sinistro. Scattò la foto mentre Sara era sovrappensiero: la sigaretta era tenuta tra l'indice e il medio della mano destra, mentre con la mano sinistra si teneva la testa.
I capelli biondi erano legati disordinatamente, le labbra arricciate e la fronte leggermente corrugata.
Guardò soddisfatto il suo lavoro e passò la piccola fotografia all'amica.

«Mi dispiace che prima o poi si sbiadirà.» affermò guardando la foto con un piccolo sorriso. «Però complimenti, è molto bella.»

«L'ho sempre saputo che dovevo fare il fotografo.» disse Genn, ridendo allo sguardo accigliato di quella che era diventata la sua migliore amica. «Allora, com'è stato studiare alla Julliard.»

«Stancante ma meraviglioso.» affermò sinceramente la bionda. Genn concordò mentalmente, notando per la prima volta quanto la sua amica portasse i segni di quella scuola. Era più magra, le clavicole ed il bacino sporgevano tantissimo e poteva vedere i piedi rovinati a causa delle scarpette. Sara notò dove s'era posato il suo sguardo. «La danza ha i suoi pregi e i suoi difetti. So che i miei piedi non sono un bello spettacolo.» rise piano.

«No, ma fanno percepire la fatica.» disse sincero il biondo, sorridendo appena. «Ma mangi?»

«Sì, meno rispetto a prima.» dicendo quelle parole, Sara si sfiorò una clavicola. «Non ho disturbi alimentari, se è quello che stai pensando.»

«Mi sto solo preoccupando.» sbuffò Genn, accarezzandole una spalla scoperta. «Sei la mia migliore amica.»

«Siamo sentimentali stasera, mio caro Gennaro Raia?» chiese ridendo la bionda.

«Sei solo mancata a tutti.» fece spallucce il biondo. Sara sapeva dove voleva andare a parare. «Ad Alex...»

«Più di tutti.» affermò facendogli il verso. «Ma dimmi Genn: una persona a cui sei mancato, ti tratterebbe mai così di merda?»

«Lui l'ha fatto solo perché c'è rimasto male.»

«Lo so.» disse la bionda. «Ma infondo me lo merito, no?» sussurrò prima di alzarsi ed andarsene.

Ciao!
Prima o poi tutti tornano ahaha.
In realtà l'idea mi è venuta parlando con l'adorabilissima pizzandrock ragazza che mi sopporta e sopprta i miei scleri e i miei sfoghi.
Volevo ringraziare tutte voi per le 68k views, sono davvero felice, anche se ultimamente mi faccio sentire poco.
So che aggiorno lentamente ma non ho tempo per scrivere e da una settimana a questa parte sono davvero incazzatissima col mondo.
Voglio ringraziare Marten, che al momento è qui vicino a me che segue la lezione di storia, ma va beh son dettagli. Volevo ringraziarla perché è nato tutto grazie a lei. Quindi, grazie Mart!
Commentate in tante, perché nei commenti mi fate davvero morir dal ridere: prima o poi eleggerò il commento più divertente che ho letto, giuro!
Vi mando un bacio!
Wen xx

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