«Oh mio Dio, sempre la stessa storia!» esclamò Genn, rivolto ad una Sara colta con le mani nel sacco.
Di riflesso, la ragazza gli mollò una sberla in faccia. «Ma sei idiota?!»
«Smettila di cogliermi di sorpresa!» sussurrò la bionda, guardandosi attorno per bene. «Questa storia deve finire sul serio!»
«No, tu devi finirla di scappare senza dire niente a nessuno!» esclamò Genn, mantenendosi la guancia dolorante. «Si può sapere dove vai alle tre di notte?!»
«A casa, dove vuoi che vada?!» disse Sara, uscendo dalla porta principale dell'appartamento. «Smettila di seguirmi!»
«Sei appena tornata!»
«E adesso me ne vado di nuovo.» sospirò la ragazza, uscendo in strada. «State meglio senza di me, Meg ed Alex avranno di nuovo la loro stanza e vissero tutti felici e contenti.»
«Non puoi essere seria.» affermò Genn, bloccando l'amica per un braccio e fissandola seriamente negli occhi.
«Umh, sì.» sorrise angelicamente lei, liberandosi dalla presa e dirigendosi verso la stazione. «Ci vediamo Genny!»
«Che gran dejà-vu.» borbottò il biondo, lasciandola andare e rientrando in casa, scervellandosi per trovare una soluzione.
***
Marten si svegliò da sola quella mattina e subito si diresse in cucina.
Probabilmente Genn era andato a registrare, perciò non se ne preoccupò più di tanto.
Ma poi, lesse un post it sulla bacheca e si schiaffeggiò la fronte: quanto poteva essere idiota la sua migliore amica?
Chiamò in fretta e furia il suo fidanzato, sperando vivamente che le rispondesse.
«Mart?»
«Oh mio Dio! Dove diavolo sei finito?!»
«Sto su un treno, vado a riprendere Sara!»
«A riprendere Sara? Ma se è andata a teatro!»
«Cosa?»
«È scritto sul post-it: "sono andata a teatro per le prove, torno tardi."»
«Che razza di deficiente!»
«Non dirmi che...»
«...sì, mi ha fatto credere che se ne sarebbe andata e sì, il treno è quasi arrivato.»
«Appena riesci torna, poi le parlo io.»
«Ci sentiamo dopo Mart.»
Marten sospirò pesantemente prima di irrompere in cucina coi nervi a fior di pelle.
Non appena varcò la soglia della stanza, gli occhi verdi di Asya equelli azzurri di McFly, si spostarono sulla sua figura. Probabilmente avevano origliato la conversazione.
Non appena vide l'amico con una sigaretta alquanto strana e poco gradita tra le labbra, lo riprese.
«Non si fuma in casa.» disse, guardandolo male. «Come vale per Sara, Genn, Giovanni e Camilla, vale anche per te McFly.»
«Io te l'avevo detto!» borbottò Asya, scrutando la scena da dietro la sua tazza di latte.
«Ti rilassi?» chiese retoricamente il moro, spegnendo la canna come se nulla fosse successo per poi continuare a sorseggiare la sua tazza di caffè. «Che c'è Mart, Genn ti ha lasciata in bianco?»
La risata soffocata di Asya le arrivò subito alle orecchie. Decise di rispondere ad Antonio con un gesto poco carino e disinteressato della mano sinistra, per poi continuare a preparare la sua colazione.
Si sedette a tavola non appena il suo caffè amaro fu pronto, appoggiando la sua brioche al Pan Di Stelle su un piatto, non prima di averla addentata.
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School Trip. || Urban Strangers
Fanfiction«Somma Vesuviana?! Che cazzo è Somma Vesuviana?!» story written by baernardeschi. 10/01/2016; #27 in Fanfiction.
