Eren (16)

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Erano seduti ad un tavolino in stile rustico fuori dalla gelateria, intenti a gustare le loro coppette. Eren ci stava pensando da quando erano arrivati, e alla fine decise di dirglielo.
«Sì, mi piace un uomo,» disse, infilando in bocca un altro cucchiaino stracolmo di gelato.
A quelle parole, Mikasa rischiò quasi di far cadere la coppetta dalle mani. Il suo atteggiamento cambiò improvvisamente, divenne attenta ed euforica.
«È da sei mesi circa che me ne sono accorto» cominciò a raccontare Eren. «All'inizio pensavo fossi solo curioso, visto che mi sembrava molto misterioso, chiuso, silenzioso. Poi, però, anche Armin ha notato che lo fissavo con troppo interesse e così... non so, mi sono accorto di sentirmi strano ogni volta che lo vedevo.»
Mikasa lo guardò con un sorriso a trentadue denti. Eren, imbarazzato, sentì la sua faccia avvampare. Si era lasciato andare più del previsto nella descrizione.
«E chi sarebbe questo lui che ti ha fatto tanto perdere la testa?» chiese lei, posando la coppetta.
«Il tuo vecchio vicino!» sputò fuori, senza pensarci troppo. La sua faccia era un mix di sorpresa e incredulità.
«Scherzi?» esclamò Mikasa. «Levi Ackerman? Ci credo che lo hai trovato misterioso e bla bla bla, è una mummia!»
A quella risposta, Eren scoppiò a ridere cercando di non sputare il gelato. «Beh, ci sto provando con lui da solo una settimana,» rispose, tornando serio.
«Significa che state insieme?» Mikasa domandò, agitandosi.
Eren annuì, vedendo il volto di Mikasa illuminarsi. «Oh mio Dio, Eren, è meraviglioso! Finalmente! Pensavo prima o poi ti fossi fatto prete!»
Eren fece una smorfia, sorpreso dal commento. Si aspettava frasi come "devi dirlo a papà", "o mio Dio, sei gay?", o "ma ti rendi conto? Quella mummia?" Ma Mikasa non era mai banale.
«Non ti sembra strano?» chiese Eren, ancora un po' confuso. «Insomma, siamo uomini.»
«Trovo più strano il fatto che tu sia arrivato a vent'anni senza provare interesse per qualcuno,» rispose Mikasa, dandogli un bacio sulla fronte.
«Oh, andiamo! Ancora con questa storia?» Eren finì la sua coppetta, ridendo.
«Guarda che non è normale. Posso capire che non ti sia mai fidanzato, che nessuna ti piacesse, ma possibile che dal liceo fino ad oggi non ti sia piaciuto guardare le ragazze o, a questo punto, i ragazzi? Neppure uno che ti attirasse di più?»
Eren la guardò di traverso, sbuffando. «No! E se anche fosse, non te lo direi.»
Mikasa ridacchiò. «Lo so che non dovrei chiedertelo, ma... siete già arrivati al proibito?»
Per poco Eren non si strozzò con la sua stessa saliva. «Ma che domande sono?» balbettò, imbarazzato.
Avvampò, come se fosse stato colto nel segno, ma poi si bloccò, rendendosi conto che non c'era stato nulla di così compromettente.
«Lo so, lo so, ero solo curiosa!» aggiunse Mikasa.
«No, ancora nulla. Ci frequentiamo solo da una settimana.» esclamò come fosse stato ovvio.
«Io con Kei...» Mikasa cominciò a dire, ma Eren le tappò la bocca prima che potesse finire la frase.
No non era poi così ovvio, ecco.
La guardò male, aspettando di togliere la mano dopo  fosse stato certo che non avrebbe continuato.
«Okay, okay, interessante, ma tu non devi tornare? Non hai nulla da fare?» disse lui, scocciato, cercando di cambiare discorso.
«E tu? Hai da fare?» lo guardò sorniona.
«Giuro che non mi confido mai più con te!» disse Eren, imbronciato.
Si alzò e si incamminò lungo il tragitto, mentre Mikasa, ancora intenta a ridere, lo raggiunse e gli si appese al braccio. Insieme si diressero verso casa sua a piedi.
Quando arrivarono, Eren salutò la sorella e Kei, promettendo di passare a trovarli di tanto in tanto, ovviamente solo per fargli piacere. Non aveva intenzione di disturbarli, ma se fossero stati loro ad invitarlo, sarebbe stato un altro paio di maniche.
Mentre passeggiava per la strada, tornando a casa, la musica nelle sue cuffie si abbassò, avvisandolo di un messaggio.
<<Moccioso, dove cazzo sei? L'esame finiva alle quattro, sono le sei!>>
Non gli ci volle molto per capire chi fosse. Rispose subito. <<Hai così tanta voglia di vedermi?>> Sorrise e si coprì con la sciarpa, per non sembrare pazzo agli occhi della gente che gli passava accanto. Parlare con lui via messaggio era molto più facile, non si sentiva a disagio sotto quegli occhi magnetici.
<<Non prendermi in giro, moccioso.>>
Affrettò il passo e, una volta arrivato a casa, si cambiò in qualcosa di più comodo, lasciando i vestiti formali nel cassetto. Ora non gli restava che aspettare un segno da parte di Levi. Il telefono squillò di nuovo.
<<Vieni tu da me stasera.>>
Un sorrisone apparve sul volto di Eren, ma cercò di reprimere l'emozione. <<Ma mi sono appena cambiato!>> fece finta di essere contrario, per vedere la reazione di Levi. Ma la risposta che ricevette non fu dolce.
<<Moccioso, muovi il culo o vengo a prenderti io, anche se ti trovo sul cesso.>>
Sì, Levi era sempre così dolce e affettuoso.
Non gli andava di vestirsi, quindi si presentò davanti alla porta di Levi con un maglione che copriva a malapena le gambe. Suonò il campanello, sentendo delle imprecazioni provenire da dentro. Poi qualcosa di morbido e vivo gli accarezzò le caviglie. Lo guardò stupito. Fece per raccoglierlo e portandolo ad altezza occhi si rese conto di potercisi specchiare.
«Hai un gatto?» chiese incredulo. Non avrebbe mai immaginato che avesse un animale domestico.
Levi non rispose, semplicemente si sedette sul divano e continuò a fumare la sua sigaretta.
Il suo appartamento non era molto diverso, ma c'era qualcosa di particolare: l' arredamento a scacchiera brillava, il nero era elegante e il bianco lucido come nuovo. Tutto sembrava essere stato messo in ordine con una precisione maniacale. Notò anche un blocchetto con un disegno sopra, ma la sua attenzione venne distratta dal malizioso sguardo di Levi.
Lo fissò per minuti che gli sembrarono infiniti, finché una smorfia agghiacciante comparve sul volto del vicino. Eren sentì un brivido risalirgli lungo la schiena.
«Moccioso, perché non mi racconti com'è andato l'esame?» chiese, avvicinandosi.
Eren non fece in tempo a rispondere, perché le sue labbra si posavano sulle sue. dei capitoli meglio riusciti 😭
Eh va beh, quindi ora sono qui a RIscrivere questo capitolo sperando che vi piaccia comunque, ho provato a riconciliare quello che ricordavo ma non è venuto molto uguale.
Ci si sente.
Chu~💙

Il mio primo amore Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora