Eren (24)

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Senza dargli nemmeno il tempo di reagire, Levi gli immerse le dita tra i capelli, scompigliandoli con una delicatezza inaspettata.
«Che stai...?» Eren provò a parlare, ma la frase gli morì sulle labbra. Levi lo afferrò con forza, incatenandolo in un bacio quasi disperato.
Il suo corpo si rilassò immediatamente sotto quell'assalto improvviso, e istintivamente si sistemò meglio tra le sue braccia, cercando di non pesargli troppo. Le labbra di Levi si mossero sulle sue con un'intensità che gli tolse il fiato, e quando i suoi denti affondarono con decisione nella carne morbida, Eren sentì un dolore sordo irradiarsi lungo la mascella. Nonostante il bruciore, non volle sottrarsi: il braccio di Levi lo teneva ancorato a sé, mentre l'altra mano lo costringeva con fermezza, intrecciandosi ai suoi capelli.
Un brivido gli attraversò la schiena, un misto di piacere e ansia che gli attanagliava lo stomaco. Poi, improvvisamente, Levi scivolò lungo il suo collo, mordendo con decisione, lasciando una scia di segni rossi lungo la pelle sensibile.
«L-Levi!» gemette, cercando di allontanarsi, ma l'altro non mostrò alcuna intenzione di fermarsi. Continuò a scendere, le labbra che sfioravano ogni centimetro, lasciando tracce visibili del proprio passaggio.
Quando il dolore si fece più intenso, Eren si contorse, incapace di trattenere un altro lamento.
«Ti prego... basta... ah!»
«Sshh...» sussurrò Levi, la voce bassa e rauca, sfiorandogli l'orecchio con il fiato caldo. «Non sei nella posizione di protestare.»
Eren sentì il suo respiro spezzarsi mentre l'altro lo sollevava leggermente, un gesto che lo fece sprofondare in un'improvvisa consapevolezza. Il desiderio di Levi premeva contro di lui con una forza che non poteva ignorare, e la sua mente si annebbiò quando le dita dell'uomo scivolarono lungo il suo petto, provocandolo con tocchi lenti e sapienti.
I suoi vestiti sparirono nel nulla, lasciandolo addosso solo i boxer, mentre Levi lo osservava dall'alto, il respiro affannoso e il volto arrossato dalla febbre.
Eren si perse nel suo sguardo febbricitante, il cuore che batteva contro le costole.
«Ti senti bene?» gli chiese, sfiorandogli la fronte con delicatezza. Era bollente.
«Voglio scoparti, sai...» mormorò Levi, la voce impastata, gli occhi semichiusi che lo scrutavano con intensità. «Ma non per il motivo che pensi. Lo voglio perché mi piaci.»
Il tocco leggero sulla schiena lo fece rabbrividire, un gesto così contrastante con le parole appena pronunciate.
Eren sospirò, il petto che si gonfiava per trattenere l'emozione, poi si strinse a lui.
«Lo so... perdonami, non volevo offenderti. È solo che... ho questa paura stupida.» Gli occhi si abbassarono, fissi su un punto indefinito. «Non penso di essere abbastanza.»
Levi non rispose subito, ma il suo abbraccio si fece più saldo.

La mattina dopo, il torpore si insinuò nelle membra di Eren, stanche e pesanti. Aveva passato tutta la notte a cambiare le pezze fredde per Levi, a somministrargli la tachipirina nel vano tentativo di abbassare quella febbre ostinata. Nonostante gli sforzi, non c'era stato alcun miglioramento.
Solo quando finalmente era riuscito a farlo stendere a letto, il termometro aveva segnato un numero che lo aveva raggelato: 39.8.
Ora la stanza era ancora immersa nella penombra, la luce del mattino filtrava appena dalle persiane chiuse. Levi, che per tutta la notte aveva borbottato insulti tra un delirio e l'altro, sembrava finalmente essersi placato, sprofondando in un sonno agitato.
Ma nella testa di Eren rimbombava ancora la sua voce roca: «Voglio scoparti...»
Si girò a guardarlo, cercando di scacciare quel pensiero. Aprì appena la persiana per far entrare un po' d'aria fresca, poi si avvicinò al letto, posandogli la mano sulla fronte. Era più fresca rispetto alla sera precedente.
"«Voglio scoparti...»"
Si scosse, rabbrividendo.
Oh, per l'amor del cielo, era fuori di sé, si disse, cercando di razionalizzare, ma la sensazione di disagio non lo abbandonava.
Un mugugno lo fece trasalire.
«Oi, moccioso...» Levi lo chiamò con un filo di voce.
Eren si voltò di scatto.
«Come diavolo fai a stare in boxer? Fa un freddo boia» borbottò, tirandosi su le lenzuola fino al mento.
Solo in quel momento Eren si rese conto che, non si era nemmeno accorto di essere rimasto così scoperto per tutta la notte.
Si riscosse. «Ti senti meglio?»
Levi annuì con un sorriso stanco.
Un senso di sollievo lo pervase, e per la prima volta dopo ore riuscì a rilassarsi. Ma non fece in tempo a muoversi che Levi gli afferrò il polso, tirandolo a sé con decisione.
Eren si ritrovò disteso sul letto, il respiro improvvisamente più corto mentre l'altro lo osservava con attenzione. Si ricordò che il suo collo era cosparso di segni violacei.
Levi allungò una mano per sfiorarli, la fronte corrugata in una smorfia di disappunto.
«Ti ho fatto molto male?» chiese piano.
Eren esitò un istante, poi scrollò le spalle, forzando un sorriso per non farlo sentire in colpa.
«Un po',» ammise, anche se il dolore era stato più intenso di quanto volesse far credere.
Levi sospirò, senza distogliere lo sguardo da lui.
«Mi sento molto in forma, sai?»
Prima che Eren potesse replicare, lo sovrastò, bloccando ogni via di fuga, gli occhi brillanti di malizia.
«E tu, con solo i boxer, non aiuti.»
Eren rimase interdetto, incapace di capire fino a che punto Levi stesse scherzando. Il suo cuore iniziò a martellare più forte.
Le parole gli sfuggirono prima che potesse fermarle.
«Lo facciamo?»
Un silenzio carico di tensione li avvolse.
Levi lo fissò, sorpreso, poi si chinò su di lui, catturandogli le labbra in un bacio breve ma incredibilmente intenso.
«Sei sicuro?» gli sussurrò, con una delicatezza inaspettata. «Ci hai pensato bene?»
Eren si morse il labbro.
«No... cioè, sì, ma... ho comunque paura. Non riesco a rilassarmi.» Il suo sguardo si abbassò, le dita che si attorcigliavano sulle lenzuola. «È più forte di me.»
Levi gli sfiorò il mento, sollevandogli il volto fino a incrociare i suoi occhi.
«Non ti ho chiesto se sei pronto,» mormorò con dolcezza. «Ma se lo vuoi.»
Si fermò un istante, lasciandogli il tempo di riflettere.
«Non si è mai pronti per ciò che non conosciamo.»

Pronti, pronti, PRONTI?!
Buone notizie per voi!!!
Ci siamo arrivati gente, nel prossimo capitolo taaaante coccole (😏)

Il mio primo amore Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora