CAPITOLO 13

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•Per te ci sarò•
CAPITOLO 13
Per Anna non ci fu più nulla intorno a lei, si sentì mancare il terreno sotto i piedi, sorretta dalle sue forti braccia.
Sentiva le sue labbra bruciare sotto la pressione dei suoi baci.
Gianluca le accarezzò la schiena, risalendo fin sul collo, risalì sulla nuca, fino a prenderle la testa tra le mani per tenerla dolcemente ancor più stretta alle sue labbra.
"Lo sto baciando, non riesco a crederci. Ho desiderato le sue labbra dal primo istante in cui ci siamo incontrati ed ora è qui, incollata alla mia. Mi sento svenire ed è una sensazione incredibile." - a questo pensava Anna.
D'un tratto Gianluca si ritrasse, allontanandola rapidamente.
Il suo respiro era affannato ed irregolare.
Anna si sfiorò, con le dita, le labbra ancora umide, sentiva il suo fresco sapore sulla sua bocca, ne avvertiva totalmente il desiderio insaziabile di averlo ancora.
Gianluca: "Scusami. Io... Io non volevo." - le sue parole erano interrotte dal suo respiro affannato, Anna si avvicinò piano a lui, posando l'indice sulla sua bocca, a soffocare quelle parole che non voleva sentire, non voleva sentirgli dire che non voleva baciarla, perchè non era vero, lui la desiderava quanto lei.
Anna: "Ssh! Tranquillo, è tutto ok." - con un gesto lento spostò la sua mano dalla sua bocca alla guancia, lui posò la sua su quella di lei stringendola, chiuse gli occhi, sospirò profondamente, il suo respiro cominciava a tornare regolare.
Gianluca prese la mano di Anna adagiandola sul petto, sul suo cuore, perchè lei sentisse quanto batteva forte in quel momento, la guardò con occhi innamorati, voleva che lei sentisse, voleva fortemente che capisse quanto fosse emozionato in quell'istante.
Anna rimase colpita, per un attimo temette che il suo cuore gli scoppiasse nel petto, lo sentiva pulsare rapido, ebbe la sensazione di tenerlo stretto nella sua mano.
Guardò Gianluca negli occhi, lui sorrise timidamente distogliendo rapidamente lo sguardo da lei per l'imbarazzo, mentre continuava a tenerle la mano premuta sul suo petto, Anna lo trovò così dolce, si strinse a lui, poggiando la testa sulla sua spalla.
Le bastò alzare un pò lo sguardo per osservare la sua guancia, si riaccese il desiderio di baciarla.
Appoggiò la sua bocca su di essa, la sentiva sotto le sue labbra, sentiva la sua pelle così liscia e calda, risalì baciandolo fin sotto l'orecchio, proseguì di nuovo sulla sua guancia fino a fermarsi all'angolo della sua bocca, non osò proseguire, non osò violare le sue labbra, si chiese se avesse il permesso di farlo.
Gianluca voltò timidamente il viso verso di lei, quasi a porgerle le labbra sussurrando: "Baciami."
Entrambi esitarono, l'uno nell'attesa del gesto dell'altro, entrambi desiderosi di cedere alla passione.
L'istinto prese il sopravvento, senza nemmeno che se ne rendessero conto, le loro labbra si toccarono di nuovo e senza mai smettere di baciarsi, si ritrovarono distesi sulla sabbia.
Gianluca la bloccò tenendola per i polsi, fermi a terra sopra la testa, si distese delicatamente su di lei.
Anna sentiva il suo corpo sul suo, i suoi seni schiacciati sotto il suo peso, respirava a fatica.
Gianluca prese a baciarla di nuovo, senza lasciarla andare, era sua prigioniera e a lei piaceva.
I suoi baci si fecero sempre più passionali, pian piano le lasciò i polsi, Anna fu libera dalla sua presa, libera di percorrere la sua schiena con una mano, mentre l'altra sprofondava tra i suoi capelli.
La mano di lui si insinuò sotto la sua maglietta, ad accarezzarle la pelle nuda, a salire fino al bordo del reggiseno.
Anna sorrise mordendosi il labbro inferiore, mentre lui continuava a baciarla sul collo.
D'un tratto Gianluca smise di baciarla, cercò a fatica di riprendere il controllo della situazione, le sue guance arrossirono per l'imbarazzo, scivolò via dal suo corpo sedendosi al suo fianco, poggiando le braccia sulle ginocchia piegate.
Anna si ricompose, tirò giù la maglietta e si mise a sedere accanto a lui, lo osservava.
Anna non sapeva mai cosa sarebbe successo.
Si voltò a guardarla, le sue ansie svanirono non appena i suoi occhi incrociarono i suoi, lei era li a guardarlo con dolcezza, gli regalò un sorriso a volerlo tranquillizzare.
Un unico dubbio rimaneva nella sua mente, si perse dietro questo pensiero.
Si erano baciati con trasporto, era stata quasi sul punto di fare l'amore con lui ma adesso si chiedeva, cos'era Gianluca Ginoble per lei?
E lei per Gianluca Ginoble?
Nella sua mente continuava a chiederselo, mentre non riusciva a distogliere lo sguardo dalle sue labbra.
Gianluca: "A cosa stai pensando?" - le avvicinò una mano al viso, con il pollice le accarezzò le labbra, mentre il palmo della sua mano le coprì interamente la guancia, Anna chiuse gli occhi.
Tornò a guardarlo intensamente negli occhi, dischiuse le labbra, ma non riuscì ad emettere nemmeno una parola, si fece coraggio, ci provò ancora.
"Porca vacca indigena Anna, o adesso o mai più!"
Anna: "Io..." - ci fu di nuovo il silenzio.
Sentì l'emozione salire, impossessarsi di lei, cercò di respingere le lacrime che sentiva affacciarsi ai suoi occhi, ributtò tutto giù nel profondo, un sospiro l'aiutò a scaricare la tensione. - "Io vorrei baciarti, muoio dal desiderio di farlo. Io..." - era riuscita a dirlo, era riuscita ad iniziare un percorso con lui, un dialogo più intimo. Non voleva piangere, cercò di proseguire - "Io vorrei essere me stessa con te e lo sono sempre ma toccarti, baciarti, parlarti di quello che provo ora, ora che sono qui con te... Il fatto è che non so se posso permettermi di fare tutto questo, aspetto sempre sia tu a farlo ed io sono li che aspetto un tuo gesto quando invece dentro muoio dall'attesa."
Lui le prese il viso tra le mani sorridendo, le piaceva quando era lei ad essere timida ed indifesa, le parti si erano invertite e adesso doveva essere lui a tranquillizzarla.
Gianluca: "Perchè non lo fai?"
Lui poggiò la sua fronte su quella di lei, sorrisero.
Timidamente, lei, poggiò le labbra sulle sue.
Un piccolo bacio, a labbra chiuse, dolce come il più maturo dei frutti, lentamente allontanò il suo viso da quello di Gianluca, rimase a guardarlo negli occhi in attesa che lui dicesse qualcosa.
Gianluca sentì perdersi nei suoi occhi, sorrisero, sereni entrambi, come se si fossero liberati di un peso, liberi di amarsi.
Anna infilò un braccio sotto quello di lui, a stringerlo a se, poggiando la testa sulla sua spalla e rimasero in silenzio a guardare i riflessi argentati delle onde.
Anna prese un pugno di sabbia, la mise in mezzo ad un fazzoletto, chiudendolo come un sacchetto - "Che te ne fai di quella sabbia?"
Anna: "Conservo ricordi. Fra qualche anno guarderò la bottiglietta con questa sabbia e ricorderò ogni istante."
Gianluca le diede un bacio tra i capelli.
Nel taxi di ritorno verso casa, Anna si era addormentata, stretta a lui, era stata una giornata lunga ed intensa, era stanca ma felice.
Dormiva serena tra le sue braccia, tanto che all'arrivo sotto casa, Gianluca esitò a svegliarla, dormiva così profondamente, gli fece tenerezza.
Gianluca: "Anna svegliati, siamo arrivati."
Era giunto il momento di separarsi.
Scesero dal taxi, fermi sotto casa, l'uno di fronte all'altra - "Sarà meglio andare, tu hai bisogno di riposare, la giornata di oggi è stata faticosa per te." - nel sentire quelle parole, Anna fu travolta da un senso di vuoto dentro se, lui aveva riempito così tanto la sua vita in pochi giorni che adesso, il solo pensiero di vederlo andare via le faceva male, ma doveva accettarlo. - "Buonanotte." - si avvicinò a lei per baciarla.
Ogni volta che le sue labbra toccavano le sue, Anna si sentiva mancare e fu così anche questa volta.
Poi le sue labbra si staccarono da quelle di lei, lasciandola li sognante e desiderosa del prossimo bacio.
Non poteva lasciarlo andare, quella sera era lei ad aver bisogno di lui.
Non riusciva a capirlo, ma qualcosa in lei le diceva di non lasciarlo andare, sentiva che doveva tenerlo con se quella notte.
Seguì l'istinto.
Si apprestò rapida a raggiungerlo prima che salisse nel taxi, lo abbracciò da dietro, posando le mai sul suo petto, poggiando la testa sulla sua schiena. - "Ti prego non andare, resta con me stanotte." - riuscì a sussurrargli con un filo di voce.
Gianluca non rispose, ma in cuor suo ci sperava.
Anna: "Perchè non accada più lo spiacevole inconveniente di stamattina e venirne derisa per il resto della mia vita, mi impossesso del bagno per un po'."
Gianluca: "Ed io che speravo di rivedere il mio panda domani mattina!"
Anna gli lanciò contro un asciugamano, ridevano entrambi, l'atmosfera era serena e allegra, il suono della sua risata riempiva la stanza come fosse una musica, lei lo trovava così piacevole da ascoltare.
Anna entrò in bagno e si guardò allo specchio, la sua immagine era diversa, pensò a quanto potesse cambiare il viso di una persona quando è felice, e lei in quel momento lo era.
Notò sul suo collo i segni dei suoi baci, li toccò appena con le dita, davanti agli occhi rivide quei momenti, sorrise compiaciuta.
Si raccolse i capelli con una pinza ed iniziò a struccarsi.
Gianluca rimasto solo nella stanza, con la mente assorta, si sedette sul letto, si tolse le scarpe ed iniziò a sbottonare la sua camicia.
Anna uscì dal bagno sorridente in quel frangente.
Per un attimo vide di nuovo la star e si sentì terribilmente inferiore a lui, inadatta a stare lui.
Aveva cercato di non guardalo come il personaggio che era, ma ogni tanto la sua presenza le faceva impressione.
"Anna ma cosa credi di fare? Ti rendi conto di chi hai davanti agli occhi? Lui può avere tutto, può avere qualsiasi donna. Stai giocando con il fuoco e prima o poi ti scotterai! Non sei alla sua altezza, svegliati stupida! Apri gli occhi!"
Si sentì piccola ed insignificante davanti alla sua grandezza mondiale. Lui la guardò perplesso, non riusciva a capire quell'espressione turbata sul suo volto, si avvicinò a lei e la guardò negli occhi inclinando la testa sulla spalla, le sorrise.
Gianluca: "Tutto bene?" - allungò la mano verso di lei, ad accarezzarle il viso.
Ad Anna bastò quel tocco, per tornare a sognare, dopotutto, pensò che la vita fosse fatta di rischi e lei aveva deciso di giocarsela fino in fondo.
Si lasciò andare alle sue carezze, lui la sollevò da terra, Anna strinse le braccia intorno al suo collo, le sue gambe ad avvolgerlo intorno ai fianchi, lo baciò mentre lui, attraversando la stanza, la adagiava sul letto.
Lui fu di nuovo su di lei, a baciarla, a sfiorarle la pelle che rabbrividiva di piacere sotto i suoi tocchi delicati, Anna allungò un braccio a spegnere la luce.
Ed il buio fu di nuovo complice della loro passione.

~Iris

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