•Per te ci sarò•
CAPITOLO 24
Un misto di rabbia e dolore si impadronì di Gianluca, incapace di scegliere a quale dei due sentimenti cedere il suo cuore.
Anna restava in silenzio ad osservare il suo volto teso, in attesa di quella risposta che non arrivava.
Sentiva il parquet freddo diventare tiepido sotto il suo corpo.
Era privata di forze, incapace di muoversi, come se il corpo non rispondesse ai suoi comandi.
Dopo un attimo di esitazione, un attimo che per entrambi sembrò eterno, Gianluca si fece forza, doveva dire qualcosa.
Gianluca: "Anna, lascia che ti spieghi."
Nel sentire la sua voce, Anna fu colta da una violenta reazione, gli urlò contro tutto il dolore che aveva dentro.
Anna: "Stai zitto!" - prese un flacone di pillole dal beauty e lo scaraventò con forza verso di lui, colpendo violentemente contro il muro di fianco alla porta, nell'impatto il tappo saltò fuori lasciando uscire il contenuto, il ticchettio delle pillole che rimbalzavano sul pavimento era l'unico suono a rompere il silenzio che era di nuovo piombato tra loro, alcune di esse rotolarono fin davanti alle scarpe di Gianluca, piccole sfere, come perle preziose di una perfetta collana che ora si era spezzata per sempre,che si erano intromesse tra lei e lui.
Gianluca: "Ti prego, piccola... Lascia che ti spieghi!"
Anna: "Non chiamarmi così... Cosa c'è da spiegare? Cosa? La tua ragazza, ci ha pensato lei a spiegarmi tutto, cosa devo fare adesso? Dimmi, cosa devo fare adesso?"
Gianluca: "Credimi, non le prendo." - le sue scarpe si mossero lente sul parquet, una pasticca fu spinta rapidamente dal suo passo, scivolò sul pavimento lucido fino a fermarsi vicino ad Anna che la guardò con disprezzo, senza mai alzare lo sguardo verso di lui.
Anna: "Non ti avvicinare! Non le prendi vero?" - continuò con tono ironico - "Non le prende! Continua a dire che non le prende! Ma per chi mi hai preso? Per una stupida? Se non le prendi, cosa diavolo ci fanno qui?" - lo guardò negli occhi con rabbia, con il volto segnato dalle lacrime, segnato dal dolore.
Gianluca si fermò a qualche metro da lei, sentiva il rifiuto della sua vicinanza, fu doloroso sentirla sulla pelle.
Gianluca: "Credo siano rimaste li dal Tour, me le porto nei lunghi viaggi perchè i tour mi stressano molto ed ho sempre paura di non riuscire a riposare, ma non le ho prese."
Anna: "Lasciami sola, ho bisogno di stare da sola! Ne ho bisogno."
Gianluca: "Cosa vuoi dirmi?" - si sentiva impotente davanti alla sua sofferenza, si sentiva in colpa per averla causata, avrebbe voluto avvicinarsi a lei, abbracciarla.
Anna: "Cosa voglio dirti? Di andare via, vai via! Ti prego, lasciami sola." - tornò ad abbassare lo sguardo fissando il pavimento.
Gianluca rimase in silenzio per un attimo e con le lacrime in viso, si voltò lentamente lasciandola sola.
Uscì dalla sua stanza diretto al piano superiore dell'hotel, dove alloggiava Martina, doveva parlare con lei.
La musica degli altoparlanti nel corridoio lo portarono a riflettere.
La voce di Elvis continuava a cantare, con voce calda, sensuale continuava a ripetere "Mi rendi così triste piccola, sono così triste, sono così triste che potrei morire!", l'ascoltava perdendosi tra quelle parole. Descriveva pienamente il suo stato d'animo.
Giunse alla porta della camera di Martina, l'aprì senza nemmeno bussare.
La trovò seduta alla scrivania impegnata in una telefonata, si avvicinò rapido e teso a lei, posò le sue dita sui tasti del ricevitore ad interrompere la chiamata, non gli importava con chi fosse al telefono, ora lei doveva chiarire alcune cose.
Martina: "Gian sei impazzito? Ti sembra il modo?" - si alzò in piedi trovandosi faccia a faccia con lui.
Gianluca: "Cosa le hai detto?" - il suo tono era visibilmente alterato.
Martina: "Non le ho detto nient'altro che la verità!"
Gianluca: "Io non le prendo quelle cose e adesso lei non mi crede e non vuole vedermi! Hai rovinato tutto, con lei ero felice, cercavo di rifarmi una vita." - Martina scoppiò in un pianto dirotto, la strinse tra le braccia, accarezzandole i capelli, non aveva mai sopportato vederla piangere, le spezzava il cuore ogni volta - "Perdonami, mi dispiace. Ma io ti amavo, di questo puoi starne certa!"
Martina: "Ed io ti amo ancora, ti prego dammi un'altra possibilità." - le sue labbra si mossero verso quelle di lui in cerca di un contatto, ma lui si ritrasse.
Gianluca: "No. Io non posso, abbiamo avuto il nostro momento e non ha funzionato."
Martina: "È per lei che non torni con me?"
Gianluca: "No, lei non c'entra niente. Anche se lei non ci fosse, non tornerei mai con te, il nostro tempo è scaduto."
Martina: "Mi dispiace averle detto quelle cose. Credimi, mi dispiace!" - presero a chiarirsi con calma, senza rancore.
Gianluca l'ascoltava in silenzio, le sembrò sincera - "Posso parlare con lei? Voglio chiederle scusa." - Gianluca sorrise, era sempre stata dolce e lo era ancora, senza rendersene conto le loro labbra si sfiorarono, le sentì calde e morbide sulle sue.Anna riuscì finalmente ad alzarsi da terra, fece un paio di passi calpestando non curante qualche pillola, arrivando al bordo del letto, rimase a guardare le lenzuola di seta, ripensò alla notte passata, alla sensazione che aveva provato nel sentirsele scivolare sulla pelle, morbide, vellutate, mentre si stringeva al suo corpo.
Quel pensiero le fece male, strinse gli occhi a cercare di resistere a quella fitta nel petto che le bloccava il respiro.
Pensò a quanto si sentisse sola, in quella terra straniera, senza nessuno, pensò alla sua Trapani, a Veronica, a quanto avrebbe voluto averla li in quel momento, sarebbe riuscita a strapparle un sorriso senz'altro. Avrebbe voluto tornare lì, allontanarsi per sempre da lui, allontanarsi da quel dolore insopportabile, tornare a casa, da Veronica, tornare a ridere con lei sul divano guardando i film comici.
Chiuse gli occhi lasciandosi andare ed ascoltò il suo cuore, batteva lento, un battito triste, doloroso, capì che se si fosse allontanata da lui quello sarebbe stato per sempre il suo battito, un battito solitario, capì in un istante che era lui che lo faceva palpitare, era lui che lo emozionava, era lui che le dava la vita.
Non gli avrebbe voltato le spalle, non lo avrebbe lasciato solo, ora ne era certa, sapeva che avrebbe trovato la forza di affrontare tutto per amor suo.
Dei passi alle sue spalle la fecero trasalire, voltandosi incrociò di nuovo gli occhi di lei, si mise sulla difensiva, non le avrebbe permesso di calpestarla di nuovo, ma gli occhi di Martina questa volta erano diversi.
Martina: "Vorrei che tu accettassi le mie scuse." - Anna non rispose, rimase ancora sulla difensiva, dopo essersi bruciata una volta non ci teneva a commettere lo stesso errore - "Ti prego, scusami. Io non volevo ferirti, sono stata gelosa, gelosa di te e della tua felicità."
Anna: "Tu lo ami ancora, vero?" - il nodo che teneva stretta la sua gola riuscì a farle pronunciare quelle parole con un fil di voce.
Martina: "Si, non lo nego ma so che non ho speranze di riaverlo, ha te adesso, con lui ho sbagliato tutto." - Anna capì che era sincera, che ci teneva ancora a lui - "Tieni il mio numero nel caso ne avessi bisogno." - si avviò verso la porta con passo deciso, rapido, ma poi si voltò ancora verso di lei.
Anna rimase pensierosa.
Si diresse verso il bagno per lavarsi il viso, per cancellare con l'acqua fresca i segni delle lacrime.
Gianluca entrò nella stanza, con lo sguardo cercò di trovarla, ma lei non c'era, guardò le sue pillole sparse per la stanza, si chinò a raccogliere il suo beauty poggiandolo su un tavolo, continuò a cercarla guardandosi intorno, desideroso di incrociare di nuovo i suoi occhi.
In bagno Anna osservava la sua immagine allo specchio, i suoi occhi gonfi e rossi di pianto avevano smesso di lacrimare, erano ancora tristi ma non più spenti, ci vedeva la forza dell'amore dentro, si sentiva forte, pronta a lottare.
All'improvviso, accanto al suo riflesso apparve quella di lui.
Si guardarono allo specchio, occhi negli occhi.
Sentì le mani di lui scivolare lungo le braccia e a quel tocco Anna non riuscì a resistere.
Si voltò verso di lui, dagli occhi di Gianluca sfuggirono delle lacrime, limpide, rapide a percorrere il suo viso, Anna fece scorrere le labbra sul suo viso, fino a giungere alle sue labbra, una bacio delicato e forte al tempo stesso, profondo come il sentimento che li legava.
I loro corpi si strinsero, Anna sentì le lacrime di lui bagnarle il collo, le sentì scivolare sulla pelle nuda come una dolorosa carezza, si allontanò da lui a guardarlo in viso, un lieve sorriso sulle sue labbra mentre le dita gli toglievano le lacrime da sotto gli occhi.
L'amore non giudica, l'amore comprende.
Accetta ed esalta, l'amore guarisce!~Iris
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