•Per te ci sarò•
CAPITOLO 21
La pioggia scendeva intensamente, picchiettando sempre più violenta sull'impermeabile scuro di Gianluca.
Anna rimase in silenzio ad ascoltare il
rumore della pioggia, fu Gianluca a rompere il silenzio, le prese il viso tra le mani, lui le teneva il mento tra le dita, poi pian piano lasciò che il suo pollice accarezzasse le sue labbra bagnate.
Lui sorrise, le loro labbra bagnate si unirono - "Sarà meglio rientrare, comincia a piovere molto forte."
Rientrarono accanto al caminetto.
Gianluca si assentò un istante per prendere asciugamani e coperte, ma in un attimo fu di nuovo da lei.
Anna sfilò via la maglietta ormai bagnata che mise ad asciugare vicino al fuoco, restando con addosso solo i jeans , cercò di coprirsi un pò con
l'asciugamano e gli occhi di Gianluca si posarono di nuovo su di lei.
Non riusciva ancora a crederci di aver fatto l'amore con lei solo pochi minuti
prima, era sbalordito di come la sua timidezza si fosse messa da parte, ma ora si sentiva di nuovo intimidito, avrebbe voluto parlarle.
Non ci sono parole adatte, si rischierebbe di rovinarne la magia. Preferì il silenzio.
Si sfilò la sua maglietta bianca e si sedette sul tappeto davanti al
caminetto.
Fu Anna ad avvicinarsi a lui.
Gianluca le fece spazio tra le sue gambe e lei ci scivolò in mezzo, a salire con il suo corpo fino ad arrivare
alla sua bocca, un bacio leggero.
Fece cadere l'asciugamano e i suoi seni sfiorarono appena il petto di lui umido di pioggia, il corpo di lui fu di nuovo scosso dal desiderio di toccarla, cercò di tenere a freno i suoi sensi, poi Anna tornò ad accoccolarsi tra le sue braccia.
Gianluca: "Ora non mi sfuggi, non salterai via di nuovo." - si sedette sulle sue gambe poggiando la testa sulla sua spalla, Gianluca la teneva con un braccio sotto il suo, la sua mano finiva sul bordo dei suoi jeans, accarezzando piano con le dita il suo ventre.
D'un tratto, le labbra di Gianluca si posarono su quelle di lei,
prese a baciarla dolcemente, ma ben presto la passione fece perdere il controllo ad entrambi, i baci si fecero più intensi.
Le mani di lui presero di nuovo a percorrerle il corpo, mentre le piccole mani di Anna finirono per affondare nei suoi capelli bagnati.
Sentì le dita di lei scivolare sulla sua pelle, sul bordo dei suoi boxer.
Gianluca: "Oh no, ti... Prego..." - riuscì a pronunciare a stento sotto il respiro corto dall'eccitazione.
Anna: "Ssh!" - gli sussurrò lei vicino all'orecchio, lasciando che il suo respiro gli accarezzasse la pelle.
Dei brividi si impadronirono del corpo di lui.
Gianluca si sentì come se non fosse più padrone del suo corpo, era lei a guidarlo.
D'un tratto lui la prese energicamente e la mise giù, bloccandola sul tappeto, tenendola stretta per i polsi, fermi a terra accanto al viso di lei. Ora era lui a condurre il gioco, fissandola profondamente negli occhi.
Si sentì incapace di muoversi, turbata dal suo fascino.
Ma poi arrivò un suo bacio sul collo, accanto all'orecchio, arrivarono le sue parole.
Gianluca: "Ti amo."
La sollevò da terra, lei gli cinse le gambe intorno alla vita mentre lui la sorreggeva stringendo il suo fondoschiena tra le mani.
Si allontanò dalla luce del caminetto, avviandosi verso il buio del corridoio, diretto verso la camera da letto.
La stanza era scura, Anna si sentì
adagiare sul letto e la sue mani allontanarsi da lei.
Oscurità più profonda, da non permetterle di vedere ma percepiva i suoi passi lenti che giravano intorno al letto, avvertiva ogni suo respiro, il calore del suo corpo avvicinarsi a lei. Anna sentì farsi vicina a lui, si voltò verso di lui e nel buio cercò di individuare il suo viso toccandolo con le mani.
Le sue piccole mani strinsero le lenzuola.Un piccolo fascio di luce filtrò dalle tende che oscuravano la stanza, si posò sugli occhi di lei, riportandola alla realtà.
Erano crollati sfiniti la notte
prima.
Anna lo guardò dormire, era ancora stretto a lei.
All'improvviso l'immagine dei suoi indumenti, sparsi per il salotto, la fecero alzare di corsa, l'idea che fosse la servitù a raccogliere le sue cose non era di suo gradimento.
Infilò la prima cosa che trovò a portata di mano, una camicia di
lui che le scendeva fin quasi a metà della coscia e scalza si avviò rapida verso il salotto.
Una ragazza passava l'aspirapolvere sul tappeto, sullo stesso tappeto della notte scorsa.
Il caminetto era quasi del tutto spento, qualche piccolo bagliore infuocato si intravedeva sotto la cenere.
Non c'erano i suoi vestiti in giro, erano di nuovo in ordine sul divano. La voce di Claire alle sue spalle la fece sussultare.
Claire: "Buongiorno signorina, ha bisogno di qualcosa? Desidera fare colazione?"
Anna: "Oh! No, grazie Claire. Aspetterò Gianluca. È che cercavo i miei vestiti li ho lasciati qui ieri sera." - sentì le guance divampare
dall'imbarazzo, era certa che lei avesse capito il perchè si fosse spogliata li.
Per la prima volta capì cosa volesse dire non avere privacy.
Claire: "Signorina non si preoccupi, i suoi vestiti sono stati già portati nella lavanderia."
Anna: "Oh, si la lavanderia... Giusto! Grazie." - uscì in giardino con lo sguardo perso nei suoi pensieri.
Sentì l'erba umida di pioggia sotto i piedi, si sedette su un muretto in pietra grigia all'ombra di un grande albero, ma subito dopo si alzò dal muretto per andare a cercare rifugio tra le sue braccia, ma una voce fermò il suo passo deciso.
Travis si avvicinò a lei dandole un bacio sulla guancia.
Travis: "Buongiorno, Anna."
Anna rimase a guardarlo imbarazzata dal suo gesto, era troppo confidenziale ed anche il suo
abbigliamento non la metteva del tutto a suo agio, la camicia di Gianluca lasciavano fin troppo le sue gambe scoperte.
Anna: "Buongiorno, Travis."
Travis: "Hai dormito bene?"
Anna: "Si, grazie." - continuava a sentirsi a disagio, sentiva lo sguardo di lui su di lei.
Travis: "Hai un viso triste, è successo qualcosa?"
Anna: "Oh, no! Io al mattino non sono mai del tutto di buon umore." - abbozzò un finto sorriso, lei voleva soltanto tornare da Gianluca, non aveva voglia di stare li ancora un minuto di più.
Travis: "Se dovessi avere bisogno di qualcosa, di qualunque cosa sai che puoi contare su di me."
Anna: "Ti ringrazio, sei molto gentile ma io adesso devo andare, scusami."
Travis: "Aspetta, ti prego!" - si chinò verso l'aiuola cogliendo un fiore rosso - "Tieni, è per addolcire il tuo risveglio."
Anna non riusciva a capire se potesse fidarsi di lui, mille domande le affollavano la mente.
Lo ringraziò frettolosamente e si volto verso il cottage.
Gianluca apparve sulla porta e ad Anna si illuminarono gli occhi, gli corse tra le braccia, si strinse a lui con forza e solo in quell'istante si sentì di nuovo al sicuro, le sue mani si aprirono ad accarezzare la sua schiena lasciando cadere il fiore di
Travis.
Si mise sulle punte cercando di raggiungere le labbra di lui, ansiosa di avere un suo bacio, Gianluca la strinse in vita tirandola a se per
arrivare a baciarla.
La camicia che Anna indossava si tirò su, lasciando intravedere il suo fondoschiena, Travis non si
fece sfuggire quella visione, Anna le piaceva, ormai ne era certo ed era certo che sarebbe riuscito a strapparla a Gianluca, ma doveva stare molto attento, agire con calma, lasciare che fosse lei a fidarsi di lui, si allontanò da loro senza dire una parola, vederla stretta a lui mentre la baciava era una visione che cominciava a dargli fastidio.
Gianluca: "Allora, cosa vuoi fare oggi?
Anna: "Ho un idea. Ce ne andiamo soli io e te a cavallo. Portiamo dei toast e passiamo la giornata da soli,
completamente soli, senza che nessuno sappia dove siamo finiti, spegni il cellulare."
Gianluca: "Ci sto."
Rientrarono in casa spinti da una nuova energia, desiderosi di partire il prima possibile.
Dopo una doccia ed essersi vestita, Anna entrò in cucina, ci trovò Claire intenta a sistemare la spesa.
Claire: "Ha bisogno di qualcosa signorina?"
Anna: "Si, Claire. Gentilmente potrebbe lasciarmi qui da sola?"
La domestica la guardò di traverso, Anna invadeva il suo spazio, non era compito di un ospite mettere mano nella sua cucina, stava per
rispondere che non era possibile quando vide entrare Gianluca.
Gianluca: "Allora tutto pronto?"
La domestica uscì dalla cucina alquanto infastidita.
Anna: Che caratterino! Non voglio certo soffiarle il posto!"
Gianluca rise.
Dopo aver preparato tutto, zaino in spalla e andarono via senza essere visti.
Gianluca la teneva stretta per mano mentre si avviarono alla stazione
del trenino.
Poi posò zaino e coperta in un vagone, lei salì sulla locomotiva, in attesa del capotreno.
Fece fischiare il treno, che iniziò a muoversi lentamente.
Anna rise come una bambina, si sentì libera di tornare indietro nel tempo, di giocare e stupirsi come solo i bambini sanno fare.
Lo strinse in vita, poggiando il viso sulla sua schiena, mentre lui era intento a guidare il suo trenino.
In seguito, proseguirono il loro cammino a cavallo.
Uscendo dallo zoo si apriva un ampia distesa erbosa, lanciarono i cavalli al galoppo.
Anna sentiva il vento sul viso, si voltò a guardare Gianluca che galoppava al suo fianco, era bellissimo con il cappello da cowboy.
Rallentarono la corsa dei cavalli, procedendo al passo.
In lontananza Anna vide un laghetto.
Anna: "Dai, facciamo a chi arriva prima!" - diede un colpetto ai fianchi del cavallo per lanciarlo di nuovo al galoppo.
Anna raggiunse per prima il laghetto, riuscì a frenare il cavallo solo quando era già in acqua, saltò giù dal cavallo, immergendo i piedi nell'acqua
fresca e limpida.
Aspettò a braccia alzate l'arrivo di Gianluca.
Anna: "Ho vinto di nuovo!" - urlava saltellando in acqua.
Prese a schizzare l'acqua verso Gianluca che con un salto scese da cavallo.
Gianluca: "Adesso ti faccio vedere io!"
Poi Gianluca tentò la lotta corpo a corpo, si gettò su di lei trascinandola con se sott'acqua.
Anna si ritrovò stretta a lui, aprì gli occhi sott'acqua e scorse il suo viso contornato da mille bollicine, i suoi capelli ondeggiavano dall'acqua, un immagine che le si stampò in mente in eterno, come un sogno, senza
rendersene conto sentì le sua labbra sulle sue.
Poi, Gianluca recuperò il suo cappello che galleggiava sull'acqua, prese Anna per mano e si sistemarono in riva al lago.
Si tolsero i vestiti bagnati che stesero ad asciugare al sole, lasciarono i cavalli liberi di brucare l'erba, si sdraiarono sulla coperta a mangiare i toast che Anna aveva preparato.
Tornarono a baciarsi, lui le accarezzava la schiena nuda, la situazione cominciava a scaldarsi di nuovo.
Si rivestirono e al calar del sole, con il tramonto che accendeva il cielo in un rosso intenso, ripresero la strada verso casa.
Anna montò sullo stesso cavallo di Gianluca, poggiò la schiena al petto di lui, lo trovò così confortevole, Gianluca la teneva in vita con una mano, mentre con l'altra guidava il cavallo.
Fu un ritorno a casa dolce.
Arrivarono al cottage che il sole era calato del tutto
Entrarono in casa tenendosi per mano quando furono accolti da Claire.
Claire: "Ben tornati! Giusto in tempo, c'è Martina al telefono, ha chiamato diverse volte oggi!"
Il sorriso di lei che l'aveva accompagnata fin ora sparì improvvisamente dal suo volto.
Gianluca: "Grazie Claire. Puoi passarmela nel mio studio." - Gianluca lasciò scivolare via la mano di Anna, si avviò nel suo studio senza nemmeno voltarsi a guardarla o a dirle qualcosa.
"Cosa voleva Martina da Gianluca? Perchè lui doveva parlarle in privato?"
Anna non riusciva a capire lo stato d'animo in cui era caduta all'improvviso, sentiva le lacrime agli occhi, si sentiva ansiosa ma soprattutto gelosa di lei.
Martina era il suo passato, ma questo passato non era poi così lontano, era dietro l'angolo pronto a tornare.~Iris
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