Ero seduta da minuti su una sporgenza che dava nel vuoto, forse un tempo era il letto di un fiume parecchio profondo, mentre ora si era ridotto a un largo e profondo precipizio vuoto.
I miei piedi penzolavano nel vuoto e ogni tanto osservavo dei pezzi di terra o dei sassi cadere in quella cavità, fluttuando per dei metri prima di toccare a terra. Una persona sana di mente e giudiziosa probabilmente non si sarebbe sporta come stavo facendo io in quel momento, eppure rischiare di perdere l'equilibrio e sbilanciarmi dall'altra parte, cascando nel vuoto non mi importava. Anzi forse ci speravo quasi, come se fosse accaduto per un grosso incidente.
Dopotutto sarebbe stato più semplice dire 'ho perso l'equilibrio' piuttosto che 'mi sono gettata nel vuoto'.
Chissà, magari avrei risolto tutto così: con un salto.
Tutto il dolore, l'affanno, l'angoscia, le preoccupazioni, le catene che mi portavo dietro e che mi legavano costantemente agli scheletri nel mio armadio. Sarebbero spariti tutti. Bastava solo saltare.
Era semplice, e allora perché non lo stavo facendo? Perché nonostante tutto il dolore insopportabile continuavo a tenere duro? E perché non lo stavo facendo per me, ma per gli altri?
Perché mi importava?
Dopotutto Newt ci aveva provato, per due volte, e una di quelle sapeva che avrebbe perso anche me, che non mi avrebbe più rivista, che mi avrebbe fatto tanto male. Eppure l'aveva fatto.
A quel pensiero lanciai un grido. Non mi accorsi neanche di quello che stavo facendo fino a che quel suono stridulo e agonizzante uscì dalla mia bocca. Presi di nuovo fiato e questa volta riempii tutti i polmoni, per poi svuotarli nuovamente.
Sperai che in qualche modo l'urlare mi avrebbe alleggerito e liberato dal groppo che avevo alla gola, ma quelle grida ebbero l'effetto contrario.
Ben presto i miei occhi si bagnarono e lottai con tutte le mie forze per trattenermi. Tutte quelle sensazioni orribili, l'una dopo l'altra. Mi stavano riducendo a brandelli.
Potevo sentire la voce morirmi il gola e incastrarsi dietro al groppo di lacrime, che stava crescendo a dismisura, rendendomi quasi impossibile respirare. La testa stava iniziando a farmi male e potevo sentire il pianto pulsare sulle mie tempie e sui timpani pur di uscire. Mi sentivo una bomba a orologeria, pronta a scoppiare, ma senza sapere quando.
Avrei resistito ancora, fino alla fine?
Serrai gli occhi e mi morsi le labbra, inspirando violentemente per quanto mi fosse possibile. Sentii un singhiozzo spaccarmi la schiena e strinsi la mascella.
Mi alzai lentamente in piedi, non curandomi di non sbilanciarmi troppo e guardai il vuoto sotto di me. D'un tratto sembrava diventato più profondo, ma non per questo spaventoso. Quando non hai nulla da rischiare, allora non hai neanche nulla da temere.
Aprii le braccia e guardai dritto davanti a me, poi chiusi nuovamente gli occhi, inspirando un'altra volta e facendomi sfuggire un altro singhiozzo, seguito subito dopo da un gemito di disperazione.
Tutti gli amici che avevamo perso...
Chuck.
Inspirai profondamente.
Clint.
Misi un piede fuori dal bordo del precipizio.
Jeff.
Mi morsi più forte il labbro.
Gally.
Mi lasciai cadere in avanti, cercando di non urlare più, ma emettendo un gridolino strozzato e spaventato.
Poi tutto accadde così velocemente che mi ci vollero degli attimi per comprendere cosa fosse successo. Qualcuno mi aveva afferrato il polso proprio quando la mia testa era ormai sparita oltre il limite del terreno e ora quel qualcuno stava lottando con tutte le sue forze per rimettermi a terra.
Alzai lo sguardo verso l'alto e notai il viso di Stephen contratto per la fatica, circondato da tutti quei capelli bianchi e arruffati. "Cosa... stai... facendo?" chiese scandendo una dopo l'altra le parole, a causa dello sforzo esagerato.
Abbassai lo sguardo sotto di me e quando vidi cosa aleggiasse sotto i miei piedi, il cuore mi si strinse in una morsa. Il vuoto persisteva sotto di me, incombente e spaventoso come la morte, e il mio corpo appeso stava ondeggiando pericolosamente su di esso, pronto a cadere da un momento all'altro.
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The Maze Runner - Survive
Fanfiction{Sequel di The Maze Runner - Remember} Il Labirinto e i viscidi Dolenti erano solo l'inizio di una serie di Test. La Fase del Labirinto è ormai terminata. Solo pochi sono sopravvissuti. Tuttavia tutti si ritrovano nelle mani della W.I.C.K.E.D. I Rad...
