Non appena incrociai il suo sguardo illuminato dalla pallida luce delle prime ore del mattino, si formò un buco nel mio cuore. In meno di un secondo sentii gli occhi pizzicarmi e la vista diventò velocemente sfocata. Mi morsi il labbro pur di non ricominciare a piangere e riuscii nel mio intento.
Osservai per qualche secondo la sua espressione. Sembrava un bambino pallido e impaurito, che aveva tutta l'aria di dover essere rassicurato e coccolato per sentirsi meglio, eppure nei suoi occhi c'era ancora qualcosa di duro, come se stesse resistendo e stesse cercando di mostrarsi forte ai nostri occhi. Ma non ce n'era più bisogno. La recita era finita.
Non mi doveva dimostrare di essere forte o distaccato. Non doveva dimostrarmi proprio niente. Anzi forse era il contrario, perché a quel punto toccava a me fargli capire che tutto era solo una finzione.
Potevo percepire la sua voglia di uscire da quella scatola metallica, di scappare e allontanarsi da noi immediatamente, eppure continuava a rimanere seduto lì, con lo sguardo puntato su di noi come per accusarci di aver scoperto il suo nascondiglio, la sua tana. Addirittura mi immaginai che avrebbe allungato un braccio per afferrare la porta e richiudersi dentro.
Mi torturai il labbro e continuai a fissarlo per diversi secondi, senza sapere cosa dire o fare. In quegli attimi Thomas avrebbe dovuto sicuramente pensare almeno dieci volte a quanto fossi stupida per essere rimasta a fissarlo in quel modo, ma nonostante quello non parlò. Voleva che gli dessimo spiegazioni senza che ci fosse il bisogno di chiederle. Ma dopotutto, aveva pienamente ragione.
Fu la gomitata non troppo delicata di Stephen a riportarmi alla realtà e a farmi uscire dal mio stato di shock, portandomi a una conclusione.
Ora o mai più. Pensai. Speriamo solo che percepisca la mia sincerità.
Aprii la bocca e sussurrai qualche parola che però uscì roca e soffocata dalle mie labbra. Dannato groppo alla gola. Tossicchiai imbarazzata e ripresi il discorso asciugando anche le lacrime che nel frattempo ad asciugarsi silenziose e indisturbate. Tirai su col naso, proprio come fa una bambina dopo aver pianto per essersi fatta male cadendo dalla bicicletta. Ma dopotutto cosa ero io? Solo una ragazza che era caduta per aver rischiato troppo a fondo con i sentimenti degli altri e che, ovviamente, era rimasta ferita lei stessa.
"Mi dispiace tanto, Tom." bisbigliai accovacciandomi vicino a lui e fissandolo dritto negli occhi. Dovetti trattenere qualche singhiozzo e alla fine riuscii a dire altre parole, ma sempre le stesse. "Mi dispiace davvero, davvero tanto."
Strinsi la mascella e dovetti riflettere qualche secondo su quello che stavo per fare. Volevo abbracciarlo, fargli sentire che non stavo mentendo, che ero veramente pentita.
Era una mossa azzardata e pericolosa, certo. Ero consapevole che sarei potuta rimanere ferita, perché probabilmente lui non avrebbe ricambiato l'abbraccio o, peggio ancora, mi avrebbe scansata inorridito. Eppure decisi di tentare, dopotutto lui aveva già una bassa stima di me, non potevo cadergli più in basso. Cosa avevo da perdere?
Decisi di rischiare e gettarmi tra le sue braccia, evitando così di avere il tempo per ripensarci, e nascosi il mio volto nell'incavo tra il suo collo e la sua spalla.
"Mi dispiace tanto, Tom. Hanno detto che avrebbero ucciso tutti i Radurai se non lo avessi fatto. Dovevo seguire tutti i loro ordini alla lettera oppure avrebbero sterminato tutti. Tutti..." sussurrai, lasciando fluttuare nell'aria l'ultima parola.
Thomas non rispondeva, se ne rimaneva zitto, con le braccia nello stessa posizione di prima. Non si era mosso di un millimetro quando avevo cercato di abbracciarlo. Non aveva ricambiato e non intendeva farlo.
Poi lentamente sentii le sue mani sfiorare i miei fianchi e spingermi lontano da lui. Mollai la presa immediatamente, aumentando le distanze per lasciargli dello spazio. Ci ero rimasta male? Sì, e anche tanto, ma dopotutto me lo aspettavo e non potevo biasimarlo.
Continuai a fissarlo, cercando di capire cosa gli stesse passando per la testa e non fu un'impresa molto facile, dato che lui continuava a lanciarmi delle occhiatacce, ma nel frattempo rimaneva impassibile e indifferente.
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The Maze Runner - Survive
Fanfiction{Sequel di The Maze Runner - Remember} Il Labirinto e i viscidi Dolenti erano solo l'inizio di una serie di Test. La Fase del Labirinto è ormai terminata. Solo pochi sono sopravvissuti. Tuttavia tutti si ritrovano nelle mani della W.I.C.K.E.D. I Rad...
