Più ci avvicinavamo alla città, più faticavo a vederla davvero. La polvere aveva reso l'aria densa, trasformandola in una nebbia marrone che mi si seccava sugli occhi, facendoli lacrimare e creando una sostanza appiccicosa che continuavo ostinatamente ad asciugare.
Il grosso edificio verso il quale correvamo era diventato un'ombra minacciosa dietro alla nuvola di polvere, elevandosi sempre di più come un gigante. Il vento si era fatto violento, scagliandomi addosso sabbia e polvere fino a farmi male.
Ogni tanto qualche oggetto più grande mi sfrecciava vicino, spaventandomi a morte. Un ramo. Qualcosa che assomigliava a un piccolo topo. Un pezzo di tegola. E infiniti pezzi di carta che turbinavano nell'aria come fiocchi di neve.
E poi arrivarono i lampi.
Avevamo dimezzato la distanza dall'edificio – forse anche di più – quando i fulmini comparvero dal nulla e il mondo attorno a me diventò un'esplosione di tuoni e luci. Cadevano dal cielo a zig-zag come barre di luce bianca, schiantandosi al suolo e sollevando enormi quantità di terra bruciata.
Il suono devastante era impossibile da sopportare e le mie orecchie cominciarono ben presto a perdere sensibilità: il rumore orribile scemò riducendosi a un ronzio lontano e acuto, mentre lentamente diventavo sorda.
Continuai a correre, quasi alla cieca se non fosse stato per Minho che mi teneva ancora per mano.
Non sentivo niente e riuscivo a malapena a vedere l'edificio.
C'era gente che cadeva e si ritirava su. Io inciampai nei miei stessi piedi più volte, ma riuscii a mantenere l'equilibrio.
Era solo questione di tempo prima che uno dei lampi, simili a grossi pugnali, colpisse qualcuno e lo abbrustolisse riducendolo a un pezzo di carbone. Avevo la pelle d'oca nonostante il vento tagliente, l'elettricità nell'aria era intensa e pungente come stessero volando aghi.
La sordità e tutto quel trambusto attorno a noi mi fece venire voglia di gridare, per scaricare la frustrazione e riuscire a sentire qualcosa al di sopra di quel fastidioso ronzio. Ma sapevo che non sarei stata in grado di sentire nemmeno un suono e che l'aria piena di polvere mi avrebbe di certo soffocata.
Era già abbastanza difficile fare piccoli e veloci respiri dal naso. Specialmente con la tempesta di lampi che si infrangevano al suolo tutto intorno a noi, strinando l'aria, diffondendo un odore di rame e cenere ovunque.
Alzai lo sguardo verso il cielo e notai che si stesse facendo mano a mano più scuro, incentivato dalle nubi di polvere e pioggia che si addensavano sempre più.
Quando riportai lo sguardo davanti a me, notai con orrore di non riuscire più a vedere nessuno, se non la sagoma di Minho che arrancava per correre davanti a me, trascinandomi saldamente per il polso.
La luce dei fulmini lampeggiava contro di noi, una breve scarica di bianco brillante che ci illuminava per un istante brevissimo.
Tutto quello contribuì ad accecarmi ancora di più.
Dovevamo raggiungere quell'edificio. Subito.
Dovevamo arrivare lì o non avremmo resistito ancora a lungo.
Mi chiesi più volte come potesse essersi scatenata una tempesta in così poco tempo. Ma soprattutto, dove caspio era la pioggia? Che diamine di tempesta era mai quella?
Un fulmine di puro bianco scese a zig-zag dal cielo ed esplose a terra proprio davanti a me. Gridai, ma non riuscii a sentirmi, poi strinsi gli occhi quando qualcosa – uno scoppio di energia o un'onda d'aria – mi scagliò di lato, facendomi perdere la presa con la mano di Minho.
Caddi fragorosamente di schiena e il colpo violento mi tolse il fiato, mentre una scarica di terra e rocce mi pioveva addosso.
Sputai la sabbia dalla bocca, mi pulii il viso e boccheggiai alla ricerca d'aria, ignorando il dolore derivante dallo scontro violento con il suolo duro. Mi tirai su a fatica, appoggiando le mani e le ginocchia, per poi rimettermi in piedi.
Quando mi guardai attorno, il panico mi travolse in un secondo. Dove era Minho?
E se non mi avesse aspettata? Magari non si era neanche accorto che ero stata scagliata a terra.
L'aria riuscì a entrare lentamente nei miei polmoni e respirai a fatica, tossendo un paio di volte. Rimasi immobile con gli occhi puntati attorno a me.
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The Maze Runner - Survive
Fanfiction{Sequel di The Maze Runner - Remember} Il Labirinto e i viscidi Dolenti erano solo l'inizio di una serie di Test. La Fase del Labirinto è ormai terminata. Solo pochi sono sopravvissuti. Tuttavia tutti si ritrovano nelle mani della W.I.C.K.E.D. I Rad...
