Rimasi lì, immobile, a fissare quegli occhi color nocciola per diversi attimi. Non riuscivo a capire tutto il dolore visibile sul suo viso. Gli avevo lasciato il biglietto e... lo aveva letto... Giusto?
Aprii la bocca per dire qualcosa, ma poi la richiusi non sapendo effettivamente come continuare. E lui continuava a rimanere lì, con lo sguardo incatenato al mio.
Una volta mi sarebbe bastato incrociare quegli occhi per sentirmi a casa, al sicuro, ma ora tutto quello che sentivo era smarrimento. E me ne restavo lì, con una mano sull'altra per torturarmi le dita, sperando di trovare le parole che stavo cercando.
Per quanto mi sforzassi di dire qualcosa, tutto sembrava complottare contro di me: potevo sentire la mia voce rompersi sotto il peso del panico; il petto gonfiarsi, ma senza far entrare ossigeno; il dolore allo stomaco, come se una morsa meccanica cercasse di stritolarmi e sapevo che ben presto sarebbe riuscita nel suo intento. Un soffio di vento sarebbe bastato per buttarmi a terra.
Era come se per tutto quel tempo avessi provato a rimanere forte, sprecando tutte le energie e ora ero rimasta bloccata a terra. Per quanto stessi cercando di risollevarmi e mettere insieme tutti i pezzi per saldarmi, sapevo che alla fine sarei caduta nuovamente a terra, più rotta e mal funzionante di prima.
Credevo che sarei riuscita a sorpassare tutti gli ostacoli, a tenere la testa alta contro tutti i problemi... E allora perché stavo piangendo silenziosamente?
Non seppi il perché, ma in quel momento mi sentii come se tutto il mondo di speranze che mi ero creata mi stesse cadendo improvvisamente addosso. E tutto stava crollando a terra con me.
Mi ripetei che non avevo intenzione di lasciare andare via tutto così, che non volevo gettare la spugna proprio adesso e rischiare di perdere Newt. Sapevo che non era quello che volevo in fondo, perché se mai lo avessi fatto, non avrei mai saputo cosa sarebbe successo dopo. Se non avessi tentato, non avrei mai scoperto se Newt mi avrebbe perdonata, se i Radurai lo avrebbero fatto.
Ero convinta che se mi fossi arresa, mi sarei pentita di essermi persa dei momenti che poi avrei rimpianto di non aver vissuto.
E allora perché me ne restavo lì, con lo sguardo basso a terra, senza corrergli in contro e spiegargli tutto? Meritava dei chiarimenti, meritava... di meglio.
Mi morsi il labbro talmente tanto da farmi male e strinsi gli occhi. Sentii i singhiozzi perforarmi la schiena, come mille spari, ma li soffocai con tutta la forza, cercando di smettere di piangere.
Sentii un soffice tocco sulla spalla e alzai la testa lentamente, notando subito la testa bianca di Stephen.
Cercai di sorridergli per incoraggiarlo ad andare con gli altri, ma probabilmente tutto quello che lui vide fu un patetico tentativo di nascondere l'evidente.
Mi accarezzò la spalla e mi sorrise sinceramente, come non lo avevo mai visto fare prima, poi mi sussurrò una frase prima di andarsene: "Fai la cosa che sai fare meglio: digli la verità, il resto verrà da sé."
Finsi nuovamente un sorriso e annuii. Mi morsi nuovamente il labbro, come se quel piccolo dolore mi aiutasse a controllarmi.
Lui mi diede una pacca amichevole e si allontanò a passi veloci. Lo seguii con lo sguardo finché non si unì al resto del gruppo di ragazzi e ragazze. Lanciai un'occhiatina a Newt, per vedere se si fosse mosso o avesse smesso di guardarmi, e con sorpresa lo vidi camminare verso di me, molto più vicino di quanto era prima.
Mi morsi il labbro ancora più forte, nervosa ma allo stesso tempo impaziente. Lui non attese neanche di essermi a qualche centimetro di distanza che mi circondò tra le sue braccia.
Improvvisamente una sensazione di sollievo e calma mi invase mente e corpo, facendomi sentire come se tutti i problemi fossero stati risolti magicamente.
Nessuno dei due disse niente, non ce n'era bisogno. Quell'abbraccio era così appagante ma allo stesso tempo nocivo per entrambi. Avevamo bisogno l'uno dell'altra per andare avanti, ma non potevamo ignorare tutto quello che era successo e fare finta di niente.
Dopo alcuni secondi mi staccò dolcemente dal suo petto e mi prese il viso tra le mani, guardandomi negli occhi. "Tu hai... Mi hai lasciato quel messaggio." bisbigliò semplicemente.
Annuii, non riuscendo a capire se fosse confuso o arrabbiato.
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The Maze Runner - Survive
Fanfiction{Sequel di The Maze Runner - Remember} Il Labirinto e i viscidi Dolenti erano solo l'inizio di una serie di Test. La Fase del Labirinto è ormai terminata. Solo pochi sono sopravvissuti. Tuttavia tutti si ritrovano nelle mani della W.I.C.K.E.D. I Rad...
