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Aria's pov.

Strofino delicatamente gli occhi e, dopo qualche secondo rimasta a guardare il soffitto, guardo se Genn si è svegliato e, con mia sorpresa, lo trovo seduto accanto a me mentre, con un sorriso sulle labbra, gioca con i miei capelli.

"Giorno" dico, alzandomi e dirigendomi verso l'armadio per prendere dei vestiti da indossare.

"Mi hai perdonato" mi giro a guardarlo dopo la sua domanda, un lieve sorriso sulle labbra, gli occhi speranzosi e i capelli spettinati.

"Cosa te lo fa pensare" cerco di rimanere distaccata.

Effettivamente non l'ho perdonato affatto.

"Il fatto che tu mi stia parlando e che mi trovo ancora nel tuo letto e la porta della tua stanza è ancora chiusa a chiave" sembra essere più una domanda che un affermazione.

"Eri ubriaco e non mi sembrava il caso che rimanessi per strada come un barbone, quindi ti ho fatto salire e ho chiuso la porta perché non volevo che mia madre ti vedesse qui, a dormire nel mio letto" spiego.

"E non è successo niente?" domanda.

"Niente di niente, quindi frena gli ormoni"
"Stai mentendo" afferma sicuro "quando menti ti tocchi il naso. Quindi o mi dici cosa è successo veramente o non me ne vado di qui"

"Eri visibilmente ubriaco, mi hai detto che ti mancavo e che non volevi farmi stare male, che tu mi piaci ma io non piaccio a te e che, in realtà, non è affatto così. Mi hai dato della stupida perché non ti lascio parlare e spiegare e ti sei dato dello stupido perché non sai parlare e non ti sai spiegare. Dopo siamo andati a letto eee"

"E?" mi incita a continuare.

"Mi hai baciato" dico, finalmente, guardandolo negli occhi.

"Mi sarebbe piaciuto ricordarlo questo" dice con un ghigno in volto e avvicinandosi a me.

"Ti sarebbe piaciuto ricordarlo così te ne saresti andato, lanciandomi lì come una cretina come fai sempre?" gli domando incrociando le braccia al petto.

"Non me ne vado da nessuna parte"

Queste sono state le sue ultime parole, prima di posizionare le sue labbra sulle mie.

"Genn.. io.."

"Stai zitta un po' "

Mi lascio andare e gli concedo l'accesso con la lingua.

"Mi mandi il cervello a puttane"

Sapessi che effetto mi fai tu, Gennaro.

»black« [U.S.]Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora