Nulla di tutto questo sarebbe successo se avessi dato ascolto al mio istinto invece che a quel coglione di Theo.
Voglio davvero bene a quel ragazzo, abbiamo fatto la scuola assieme anni prima ma da allora molte cose sono cambiate. Solo quattro anni prima entrambi siamo stati coinvolti in un brutto giro di puttane del sesso: senza neanche sapere il perché i nostri nomi sono comparsi su quella maledetta lista e da allora siamo rimasti in contatto.
«Non ti starai arruginendo vero bello?!» odio quando mi punta così sull'orgoglio. Mi ride in faccia quando non rispondo. Mi sta trascinando al Devaice, l'ultimo posto in cui sarei voluto andare quella sera.
Fortunatamente Theo mi ha solo fatto un'improvvisata. Si fermerà un paio di giorni per poi tornare a diregere i suoi loschi 'affari' a Manhattan. «Al tuo compleanno giuro che ti compro un biglietto per venire a vedere i veri locali di spogliarello.» immagino quali siano i suoi tipi di locali e non ho nessuna intenzione di mischiarmi a quella gente.
«Okay, Theo.»
«Stai coprendo le nostre aure vero Sammy?» si sto cancellando le tracce di entrambi perché lui non è abituato a farlo. «Pianatala di fare il cazzone, solo mia madre poteva chiamarmi in quel modo.» mostro i canini e lui alza le mani in segno di resa.
«Andiamo amico stavo scherzando.» ridacchio mentre varchiamo la porta del locale misto. Ma la tranquillità dura ben poco. Abbiamo appena ordinato da bere dal privé quando dando un'occhiata all'intero locale mi accorgo che in una delle stanze qualcosa non va. Un ragazzo è quasi privo di vita. Raggiungo velocemente la stanza e forzo la serratura.
Mi avvicino al corpo disteso sul letto accorgendomi solo in un secondo momento del sangue, del morso sul collo e.. cazzo.. del profumo della lupa che aleggia nella camera.
C'è qualcosa di diverso in lei.
Una ragazza appare sulla porta proprio nell'istante in cui me ne sto andando. La afferro con forza. «Prendi il ragazzo, sveglialo, portalo di sotto e divertitevi.»
Torno al privé cercandola tra la folla. Non riesco a trovarla, dopotutto quel locale è pieno di lupi e altre creature, in più l'odore degli umani è così forte che riesce a coprire quasi tutto il resto.
«Ei amico non ti diverti?» quando Theo mi da una gomitata la trovo. Fasciata da un vestito che rasenta il ridicolo ma la fa sembrare ancora più sexy del solito.
Un paio di ballerine ci raggiungono e cominciano a toccarmi senza ritegno, così come stanno facendo con Theo. «Non puoi darlo a bere a me, stai pensando ad altro amico.» la fisso troppo.
Theo segue il mio sguardo fino a raggiungerla. «Ahh ora capisco tante cose, bel bocconcino chi è?» domanda appoggiandosi alla ringhiera come sto facendo io. Ha un'aria talmente aggressiva che stento a riconoscerla in realtà. «Mia cugina.» scelgo la prima scusa plausibile che mi passa per la testa ma Theo non è così stupido. Alzo un sopracciglio. «Mia cugina adottiva.» mi affretto ad aggiungere. «Beh ha proprio un bel culo.» mi sta innervosendo.
Theo spinge ancora di più. «Comunque visto che è tua 'cugina adottiva' non ti dispiace se ci faccio un giretto vero?!» è troppo anche per me. Sto per prenderlo per il collo quando mi viene in mente la cosa più vicina alla realtà. «Non so se ti conviene..» assurdamente funziona. «Ti piace non è vero?!» domanda convinto di avermi colto in fragrante. «..è la protetta di James.»
Theo strabuzza gli occhi. «James il tuo zietto che è meglio non far incazzare se non mi stacca la testa?» se lo ricorda ancora, molto bene. «Proprio lui.»
«Che cazzo! Al diavolo.» afferra affranto la prima ballerina che gli sta passando davanti.
Osservo Solaya per qualche istante, le labbra sporche di sangue. È stata davvero lei?
***
Riesco a riprendere il controllo di tutto quello che sta accadendo solo quando mi accorgo che l'orgasmo ha travolto entrambi lasciandoci senza fiato. La tensione si allenta ma nessuno dei due, ne io ne la lupa abbiamo il coraggio di dire qualcosa dopo quello che abbiamo appena condiviso. Non si tratta solo di sesso, perché in fondo corrompere la sua mente non è come farlo sul serio, è tutto meno amplificato. Ma lasciarmi entrare nella sua testa fino in profondità.. è tutta un'altra storia.
Una mezzora dopo Solaya si è addormentata tra le mie braccia.
Non è il massimo andarmene così ma sapevo che non avrebbe passato tutta la notte in quel locale, o almeno lo speravo. Non faccio altro che chiedermi come sarebbe stato se fosse successo davvero ma a questo punto lei sarebbe condannata a morte.
Sembra tutto così reale che non riesco a elaborare nessun pensiero.
Non posso lasciarla in quel posto.
La afferro tornando sui miei passi. Il corridoio è deserto, scendo le scale pregando che in quel frastuono nessuno si accorga di noi. Deve solo sembrare una ragazza troppo ubriaca per intendere e volere. «Sam!» cazzo Theo!
Quando si accorge di Solaya tra le mie braccia e la mia camicia andata alza un sopracciglio. «Tua cugina eh?!» non gli ho mentito dopo tutto. «La sto riaccompagnando a casa.»
«Immagino che quella..» indica la camicia. «..non sia opera sua, esattamente come quello.» indica il morso sul mio collo. «Finiscila Theo.»
«Mi devi una spigazione Samuel Carter.» mi volto fulminandolo con lo sguardo. Sorride divertito dalla mia reazione e mi accorgo solo allora che ha appena ottenuto la risposta che stava cercando. «Tranquillo amico, il tuo segreto è al sicuro.»
«È più complicato di quanto pensi.»
«Niente è semplice quando ci sei di mezzo tu.» mormora prima di voltarmi le spalle e tornare a dedicarsi alla ballerina. «Ci si vede Sammy!» non promette niente di buono ma non ho paura di lui.
Sparisco nella notte con Solaya tra le braccia. L'aria sferza e fa davvero freddo li fuori, se l'avessi portata a casa a James sarebbe venuto un colpo. Sa di sangue e sa di me fin troppo.
James mi avrebbe sotterrato e lasciato marcire lentamente per decenni prima di essere morso dai sensi di colpa per aver lasciato in agonia il suo unico nipote.
Così decido di portarla a casa mia.
Non si tratta di un villa ma non è di certo un capanno.
Una cucina, un salotto, due camere e due bagni al piano di sopra.
Per la prima volta nella mia non vita una ragazza estranea è entrata in casa mia, nell'unico posto dove davvero mi sento al sicuro. In parte sono felice che si tratti di lei, condivido tanto con quella lupa anche se nessuno dei due se ne voleva davvero rendere conto, almeno fino ad ora. Mi appoggio alla soglia della camera guardandola dormire. Sorrido all'improvviso.
Per la seconda volta quella notte sento come se il mio cuore avesse perso un battito.
Che stupido, il cuore di un vampiro non batte.
La lascio dormire.
Devo ancora capire perché il mio corpo rigetta il sangue di altre ragazze.
Raggiungo la cantina aprendo la porta a muro che mi porta alla galleria nel seminterrato, il luogo che definisco 'casa per vampiri smarriti' in realtà è una piccola biblioteca di famiglia salvata dall'incendio. Mi immergo nella lettura per tentare di capire cosa mi sta succedendo.
Ho già sentito parlare di qualche vampiro malato che ha contratto una strana malattia ma quale di queste poteva farti battere il cuore e rifiutare il sangue di tutte tranne della donna che ossessionava i miei pensieri?
ANGOLO AUTRICE:
Ragazzi se trovate errori non esitate a segnalarmi, sto correggendo tutto il libro in un soffio e mi può senz'altro scappare qualcosa!
Ultimo aggiornamento: domenica 29 marzo 2020
STAI LEGGENDO
OLTRE OGNI CONFINE
WerewolfOgni angolo di me brama il suo sangue, il suo profumo, la sua essenza. Ogni suo tocco è una scarica di elettricità che mi pervade dalla testa ai piedi. Brividi. Ogni mio tentativo di resistere svanisce nel momento in cui i suoi occhi si fermano nei...
