Salparono dalla palude con una canoa locale e raggiunsero il pantano di confine che portava ad un fiumiciattolo dove si lavarono dalle interiora. Riprese il viaggio e raggiunsero una piana molto fredda dove c'erano molti bufali, voricori ( delle creature simili a stegosaurus ma con delle spine grandi sulle zampe anteriori e delle piccole sul fianco ) e diversi branchi di lupi grigi maggiori e di cervi dal palco argentato. I tre camminarono senza problemi, le bestie non si spaventarono e non attaccarono nonostante la territorialità dei lupi e dei voricori. Trovarono un sentiero sterrato dove c'era un bivio e in mezzo un menhir che raffigurava una creatura beata, giuliva simile ad un orso con un sorriso e le zampe sul ventre. -"questo lo conosco, è l'orso del viaggiatore. È il simbolo e protettore dei viaggiatori che compiono grandi viaggi, e quella dovrebbe essere, alla nostra destra, la strada del monarca o meglio quella che porta alla strada del monarca. -" disse Caesar speranzoso. I tre presero la strada di destra e camminarono verso le montagne. Passò un giorno di viaggio e si intavisero i monti del re, le montagne più altre del regno dove era situato il castello del monarca, grande castello fortificato protetto dai monti. I tre si fermarono in prossimità di un villaggio di pastori che li accolsero. Era un villaggio semplice con dieci capanne di legno ornate sulla porta con corna di cervo. -" vui siete i stranieri veru? -" chiese un vecchio pastore vestito con pelli di capra muschiata e un bastone di abete accompagnato dal suo gregge e dai suoi due cani Argo e Grio,come il cane magico dell'ovest. Si fermarono lì una notte e fecero scorta dal fabbro di frecce e cibo. Il giorno dopo ripartirono e notarono a circa tre ore dal villaggio una città. Una città scavata nel monte. -" è la città ambasciata del regno, credo si chiami Nioroplis,ma è stata abbandonata dal suo principe, ovvero Yuri, dopo la caduta del regno e la morte di tuo padre con successiva invasione demoniaca. Entrarono in città, era deserta, case,ponti, abitazioni, decorazioni e piazze danneggiate, l'erba e la vegetazione ricopriva tutto,la sua passata bellezza dominata dalla natura. Si addentrarono nella strada principale, dei rumori nella zona alta li fecero fermare e sguainare la spada. Delle frecce costrinsero i tre a cercare risugio in una casa mezza distrutta. -" banditi.-" disse Ila. Una freccia colpì il muro della casa e Caesar notò un particolare piumaggio usato per la coda della freccia, un piumaggio rosso e nero. -" demoni arcieri "- disse Caesar. "-State attenti alle frecce sono avvelenate "- raccomandò Caesar. I due presero arco e freccia trovati lì nella casa e due scudi a torre degli stessi soldati. Ingaggiarono un combattimento a fuoco, freccia contro freccia. Lì decimarono e così scesero ad arma bianca. I demoni incappucciati con una mantella nera, una cappa verde scuro sul braccio destro che copriva una copertura in metallo, una lorica di cuoio e una gonna di tessuto verde e scalzi con copertura sulle cosce e sugli stinchi, I piedi con tre dita prensili simil struzzo. Il viso era nascosto da un panno che copriva la bocca e naso, gli occhi gialli e serpentini. Sgauinarono i loro pugnali e sette di loro si fecero avanti alla morte, uno dopo l'atro morirono sotto il ferro dei tre,le frecce sfioravano i loro corpi o si conficcarono nello scudo di Ila e Sorok. Il combattimento proseguì nella piazza principale dove un tipo alto vestito come gli aceri ma con viso scoperto, era rettiloforme. Un arco viola che raffigurava delle lucertole cornute,grande quasi quanto lui. Il tipo saltò dalla cima della cupola della basilica finendo in modo legiadro ed elegante davanti a loro. Vennero circondati r vennero presi e bloccati . Il demone li Scrutó e si soffermò su Ila, la guardò e poi disse -" abile arciera, ma non sei la figlia del maestro di piuma.-" e le diede un colpo con l'arco stordendola. Passò a Sorok e sorrise -" figlio di Doron, non è il mio compito farti fuori, però perché mi piaci e sono altruista ti lascerò ai miei compagni demoni più in là. -"disse il demone arciere tagliando la guancia con un pugnale. -" andiamo non sono quello che cerchiamo -" disse il demone e diede un colpo a Caesar e Sorok con l'arco che li fece perdere i sensi. Appena si risvegliano non c'erano più. Si ripresero ed uscirono dalla città e cammina per un giorno riposandosi per la notte e per mangiare e bere. Arrivati ad un arco e delle mura. L'arco era con tre entrate con lo stemma del re sopra, una spada e una corona sotto e una pergamena dietro la spada. Entarono e percosero la via del monarca fino a trovarsi davanti ai monti del re e un altre porta ornata con bassorilievi raffiguranti la guerra contro i demoni, delle prima e seconda guerra e della guerra nelle zone sud del regno contro i soldati della sabbia. Entarono ufficialmente nel territorio del re.
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L'ultimo Monarca
FantasySorok è un giovane ragazzo di 21 anni che vive con suo "zio" in un piccolo villaggio di pescatori a sud del regno. Ma gli viene nascosto un terribile segreto. Lui, infatti, è l'erede del regno del mezzo,del regno di Aariara,priva di un sovrano poich...
