"Conoscevo un uomo che una volta mi disse:
"la morte sorride a tutti, un uomo non può far altro che sorriderle di rimando"
In quell'istante, non c'era nessuno che sorridesse davanti agli occhi agghiacciati di Annie ed Euer, entrambi stregati dalla freccia che spuntava dal corpo dell'amico.
Evan non emise un gemito; cadde stoicamente in ginocchio sulla roccia dura, osservando quasi stupito l'oggetto che gli spuntava dal petto e la macchia rosso cupo che andava allargandosi sulla tuta.
Non bastò un battito di ciglia; l'aria non fece in tempo ad uscire dai polmoni di Annie, che il compagno si accasciò sul terreno, esanime, gli occhi chiusi ed i capelli scompigliati dal vento.
La giovane non riuscì più a ragionare: il ragazzo che qualche attimo prima stava parlando con Euer era morto.
Cara, Evan, Shana, Eva.. erano tutti morti.
Il mondo cessò di girare e si bloccò. Annie sentì una patina gelida avvolgerle le membra e si abbandonò al nulla.
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"Annie".
Una voce la chiamava, ma era lontana.
Voleva solo dormire, chiudere gli occhi per un po' di tempo. Quel che bastava per riposarsi. Era tanto stanca.
Sentiva male al braccio e alla testa, un pulsare lento, ma fastidioso. Non se ne capacitava. Perché provava dolore?
Si svegliò all'improvviso e dovette portarsi una mano al volto, a causa della luce troppo accecante.
Barcollante, si alzò in piedi e lanciò occhiate al luogo circostante, ma non riuscì a riconoscere niente.
Solo in quel momento, si accorse di non aver addosso nulla, se non una leggerissima vestaglia semitrasparente. Ebbe l'istinto di coprirsi, ma non c'era nessuno lì, a parte lei.
Eppure la voce..?
Un suono secondario le arrivò all'orecchio, come un fruscio regolare e rilassante. Non avrebbe mai potuto sbagliarsi: era il rumore del mare.
Non appena ebbe formulato il pensiero, un'infinita distesa d'acqua cristallina si aprì davanti ai suoi occhi. Luccicava, come solo può luccicare il mare a mezzogiorno, baciato dai raggi dorati del sole estivo.
Ora che ci faceva caso, riusciva a percepirne l'odore salmastro, che avrebbe riconosciuto tra mille altri profumi, perché sapeva di casa.
Di nuovo, la voce la chiamò e le fu chiaro che la persona che la stava cercando era Ocean.
Fece qualche passo verso le onde, tra quali distinse una figura magra e slanciata, dai lunghi capelli neri come il carbone. Sapeva, dentro di lei, che se si fosse avvicinata ancora di più, avrebbe potuto riconoscere gli occhi grigi di sua sorella scintillare allegri.
"Ocean" sussurrò.
Dato il fragore del mare, che si dibatteva gioiosamente sulla costa, era quasi impossibile che la ragazza avesse potuto sentire, eppure questa si girò nella sua direzione e la salutò con la mano, facendole cenno di avvicinarsi.
"Perché hai su quella vestaglia? Ti si vede tutto" fu la prima cosa che le disse.
"Ho caldo" rispose d'istinto.
"Esistono i costumi." la rimproverò la sorella. "E poi, se avessi voluto attirare l'attenzione di Finnick avresti potuto anche solo metterti un vestitino carino. Che esempio mi vuoi dare?".
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I giochi di Annie Cresta
Fiksi Penggemar70esimi Hunger Games. Annie Cresta è una ragazza tra le tante: ama la sua famiglia, il suo distretto e il mare. La sua vita è esattamente uguale a quella di chiunque e, paradossalmente, a Panem, vivere ignorati è il miglior lusso che ci si possa asp...
