Il destino trova sempre il modo di tornare da noi. Da bambina Taeyoun, una ragazza di padre coreano e madre cinese, viene salvata da un ragazzino e da quel momento continua a sperare di incontrarlo di nuovo prima o poi. Tutto cambia quando incontra...
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Erano passate tre settimane da quando Jackson aveva scoperto dei sentimenti di Youn nei suoi confronti. Nonostante i suoi impegni li avevano tenuti lontani, continuarono a frequentarsi come amici. Youn pensava che forse sarebbe riuscita a portare la loro amicizia verso qualcosa di più, doveva solo avere pazienza. Perciò si sentiva felice.
Poi successe una cosa inaspettata: ai Got7 era stato affidato il compito di cantare alcune cover in coppia. Ovviamente non potevamo formare tutti delle coppie essendo dispari così Jackson era rimasto senza nessuno con cui cantare.
-Ti prego.- -No, ho già detto di no mille volte!- protestò Youn. -Dai, ti prego! Ti sto pregando! Non vedi ?- insisteva Jackson. -Jackson non so cantare! Come devo dirtelo?- Anche se stava prendendo lezioni da Minjeen non si sentiva ancora preparata per una cosa del genere. -Cantiamo solo una canzone, insieme. Ti prometto che non ti lascerò cantare da sola. - Lei scuoteva la testa. -Non pensare che non ti senta.- disse ad un certo punto diventando improvvisamente serio. -Che vuoi dire?- fece lei aggrottando le sopracciglia. -Quando pensi di essere sola, o quando cammini, canticchi sempre.- spiegò lui facendo un sorriso malizioso. -Non è vero! Non lo faccio!- -Si che lo fai! Perché non vuoi cantare con me? Ti ho fatto qualcosa di male?- -Beh si!- rispose lei mettendo il broncio. Jackson rimase un po' a riflettere. -Se canti questa canzone con me, ti darò un bacio.- disse infine. -Vorrei tanto picchiarti!- gli disse lei alzando la voce. -Perché? Pensavo ti facesse piacere! Te lo dò lo stesso se vuoi.- Youn si girò dall'altra parte profondamente offesa. Come poteva pensare di farle una proposta simile? Si stava prendendo gioco dei suoi sentimenti per caso? Non poteva proprio lasciarglielo fare. Jackson le afferrò il braccio senza preavviso, la girò verso di sé e si sporse su di lei facendo aderire i loro corpi. Era vicinissimo. Youn spalancò gli occhi. -Youn, canta con me. Ti prego.- I loro visi erano così vicini che lei poteva sentire il respiro di Jackson.
Fu così che si accordarono per cantare insieme. Jackson sarebbe stata la seconda persona nel mondo ad averla sentita cantare dopo Minjeen. Da piccola la mamma cantava sempre per lei, era molto brava infatti dopo il turno come cameriera si toglieva il grembiule e cantava una canzone o due per il pubblico. Ma Youn aveva imparato solo canzoni cinesi da lei, e imitandola aveva provato a cantare. Ma non si era mai sentita all'altezza di sua mamma e per questo si vergognava di cantare davanti agli altri. Ora sua mamma non cantava più per nessuno. Chissà se allora, per quella occasione, le avrebbe prestato la sua voce. -Min devi aiutarmi.- la implorò l'amica. -Non so quasi nulla di canto! - -Prima di tutto rilassati. Non devi cantare per la regina d'Inghilterra.- -Mi sentirà tutta la Corea... sono disperata! Perché mi sono lasciata abbindolare?- -Fammi indovinare, i suoi occhi a mandorla ti scrutavano nell'anima e non potevi scappare dal suo fascino. - scherzò Minjeen. -Non sei divertente.- -Sono solo sincera.- ridacchiò. Era bello vedere la sua amica provare finalmente dei sentimenti e poter parlare di ragazzi con lei. Voleva aiutarla e avrebbe fatto di tutto. Per due settimane Minjeen fece lezioni di canto alla sua migliore amica. C'era molto da imparare ma Youn ce la stava mettendo tutta. Infondo aveva ereditato le qualità canore dalla madre e doveva quindi solo svilupparle. Minjeen diceva che chiunque poteva imparare a cantare. Certo non in sole due settimane. 'Passerò il mese di novembre ad allenarmi nel canto. Chissà che canzone dovrò cantare con Jackson' si chiese, tornando a casa. Immaginando di cantare insieme a lui si emozionò così tanto che cominció a saltellare per la strada. La sua felicità però ben presto cessò quando di fronte a lei, una decina di metri più avanti, un uomo sembrava aspettarla. Sempre il solito cappello nero. Youn rallentò il passo. Nella strada in cui stava camminando c'erano solo un paio di persone oltre a lei e all'uomo misterioso. Non poteva nascondersi da nessuna parte o confondersi tra la folla. Aveva solo due opzioni : tornare indietro o affrontare l'uomo. Ovviamente Youn non sarebbe stata Youn se avesse scelto di tornare indietro. -Scusi.- disse. Sentiva il sudore freddo gocciolarle dietro la schiena. L'uomo non rispose ma sembrava abbastanza sorpreso. -Mi scusi.- ripeté lei. L'uomo allora si girò verso di lei come a prestarle il minimo della propria attenzione. -Per caso ci conosciamo?- chiese lei. L'uomo sembrava essersi irrigidito. Taeyoun notò che sotto il lungo cappotto si intravedeva un bastone da passeggio. Le ricordò Bongsoo. 'Se è una spia di Bongsoo, probabilmente devo averlo colto alla sprovvista. Però ora è meglio che mi allontani.' -Forse mi sono sbagliata... mi scusi.- disse Youn e passò oltre all'uomo. Egli non si mosse da dove si trovava.
Il giorno dopo Youn si svegliò presto per studiare, visto che nel pomeriggio sarebbe dovuta andare da Jackson per provare finalmente a cantare insieme. Più stava per arrivare l'inverno insieme alle prime nevicate, più le giornate si accorciavano e così anche il tempo di Youn. La mamma aveva spostato il coprifuoco alle quattro e mezza del pomeriggio, questo complicava la vita di Youn. Ma per il momento non voleva lamentarsi ulteriormente con la madre. Con il nuovo anno, la madre precedeva di trasferirsi tutti in Cina. E Youn non aveva ancora trovato un modo per non lasciare la Corea.
-Questa è la canzone.- disse Jackson mostrandole dei fogli. Lei deglutì. Sentiva il cuore batterle a mille. Jackson le passò una mano dietro il collo provocandole i brividi, per spostarle una ciocca di capelli e poterle mettere le cuffie. La musica partì. Era una canzone lenta, dolce, ma soprattutto malinconica. Però Youn la trovò molto bella. Notò subito che non era rap, come avrebbe fatto Jackson a cantarla? -Ho scelto qualcosa che potesse piacere anche a te.- ammise lui. -E che mettesse un po' in difficoltà anche me. È una canzone dei Big Bang- aggiunse sorridendo. La ragazza pensò che la voce di Jackson sarebbe comunque stata perfetta per quel brano.
If you, if you...
Provarono a cantare, ma spesso la voce di Youn si spezzava. Si sentiva troppo tesa. E la presenza di Jackson non l'aiutava. Ma adesso amava quella canzone e aveva paura che Jackson potesse decidere di non volerla più cantare insieme a lei. Ma lui era paziente e ricominciava da capo per lei. Le settimane passarono. Faceva sempre più freddo, ma al contrario la voce di Youn si era ormai riscaldata. Cantare insieme al ragazzo per cui provava dei sentimenti era come respirare aria pulita. Gli altri membri dei Got7 a volte si nascondevano dietro la porta del sala prove per ascoltarli. -Quei due... sono strani.- diceva Bambam. Sembrava non approvare molto. Jb invece lo zittiva sempre e divertito guardava il suo amico Jackson, che sembrava una persona completamente diversa quando era con lei.
-Sta sera ti accompagno a casa. Visto che è l'ultima volta che possiamo provare. Domani si registra.- Youn era tesissima. A malapena riusciva a parlare. Lui le diede una pacca sulla spalla. 'Le pacche si danno tra amici giusto?' Pensò lei sconsolata. -Andrà bene. Pensavo cantassi molto peggio in verità!- -Ehi!- protestò lei dandole un pizzicotto sul braccio. Jackson ricambiò il pizzicotto è così cominciarono a rincorrersi. La strada per tornare a casa era lunga e si stava facendo buio, ma Youn non voleva proprio saperne di tornare a casa. Sapeva che finita la storia della canzone sarebbe cambiato tutto. I Got7 sarebbero ben presto dovuti partire per un tour. La vita di un idol era qualcosa che non si poteva adattare a quella di una ragazza comune come lei. Ma dopo aver registrato la canzone cantata da lei e Jackson, Youn avrebbe potuto riascoltarla mille volte per ricordarsi di quanto era stata felice.
Di nuovo quel tizio. L'uomo col cappello sembrava attenderla sotto casa. Youn si fermò di colpo. Le visite che questa persona le rivolgeva stavano diventato sempre più inquietanti. -Youn? Va tutto bene?- Lei non rispose. Il ragazzo si voltò a guardare dove stava guardando lei. -Chi è?- chiese lui a bassa voce. -Non lo so... non credi sia il tizio che avevi visto appostato sotto casa mia?- Lui scosse la testa. -No, Youn non è lo stesso.- rivelò il ragazzo. Youn si girò a guardarlo. -Questo significa... che sono seguita da due persone.-
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Cari lettori e lettrici vi annuncio finalmente l'attesissimo trailer della seconda parte di My Unrequited Love: (Realizzato da una mia amica)