È un nuovo giorno.
Oggi mi sento motivato, poiché ho un motivo per cui andare a scuola: vedere Taehyung. Al solo pensiero sorrido inconsciamente. Non provavo questa sensazione da anni; la sensazione che si prova quando vai a scuola felice di poterti incontrare con un amico. Perché siamo amici, giusto? Beh, qualsiasi cosa sia, mi fa stare bene. Sento di aver sistemato tutto fra noi, quindi non credo che mi picchierà ancora. D'altronde non so però come si comporterà quando ci sono i suoi amici in giro... Questo potrebbe essere un problema.
Ah, basta pensare. Devo prepararmi.
Scendo dal letto e prendo una felpa e un paio di jeans puliti dall'armadio. Li infilo in fretta e furia dopo essermi lavato, infilo le scarpe, prendo lo zaino ed esco di casa.
Arrivato a scuola mi dirigo nell'aula di letteratura, perché si, oggi abbiamo letteratura. Spero che Taehyung si presenti, voglio parlargli. Mi siedo in fondo alla classe e fisso con attenzione tutti gli alunni che entrano nell'aula. Noto con disgusto che, purtroppo, il tipo a cui ho dato una lezione ieri frequenta la mia stessa lezione quando varca la porta. Nel guardarsi attorno fa contatto visivo con me, che resto a fissarlo con un cipiglio sulla fronte. Lui mi guarda con superiorità, un po' minaccioso, fin quando raggiunge il suo posto. Distolgo lo sguardo quando noto una testa bionda varcare la porta. Sorrido: è Taehyung. Anche lui sembra avermi notato, ma non mi saluta poiché quel tipo alza una mano nella sua direzione, rompendo il nostro contatto visivo e indicandogli di sedersi vicino a lui. Taehyung gli sorride e fa come gli è stato detto. Si mettono a parlare e a un certo punto il tipo si gira nella mia direzione, guardandomi con un sorrisetto divertito. Il biondo al suo fianco fa lo stesso, poi guarda in basso. Cosa gli sta dicendo?
La professoressa entra in classe e la lezione comincia. Prendo appunti mentre con la coda dell'occhio fisso il tipo vicino a Taehyung di tanto in tanto per vedere se parlano ancora di me, ma per tutta la lezione non si parlano più.
Al suono della campanella metto i libri apposto in fretta per poter parlare con Taehyung, ma questo non c'è più quando mi metto lo zaino in spalla.
Mi sta evitando?
Rimando all'ora di pranzo e man mano che ci penso mi irrito ancora di più. È per colpa del tizio basso? Cosa gli ha detto di me? Spero che Taehyung non abbia creduto alle cose folli che dicono gli altri.
O forse sono stato troppo speranzoso? Forse non si fida di me come io mi fido di lui... Devo saperlo. Giuro che se all'ora di pranzo non lo trovo andrò di nuovo a casa sua.
Le ore passano velocemente ed è già ora di pranzo. Non prendo niente da mangiare, il mio unico obiettivo ora è parlargli. Vado dritto al solito tavolo dove si siede il gruppetto di amici, che ridono e scherzano come al solito. Il tipo di stamattina mi nota per primo e non esita a fare qualche commento.
«Guarda chi c'è. Oggi ti serve il numero di telefono o il codice fiscale di Taehyung?» dice, gli altri mi guardano e ridono.
Taehyung si gira verso di me e mi fissa con un cipiglio. Cosa vuole?
«Ciao Taehyung» dico.
«Da quando in qua siete così amichevoli voi due?» dice qualcuno.
«Non vi fate strane idee» borbotta il biondo. Si alza e mi afferra per la nuca. «Tu vieni con me.»
Che sta facendo? Vuole picchiarmi di nuovo? Pensavo di aver sistemato tutto...
Gli altri esultano e lo incitano a darmi una lezione, mentre Taehyung mi trascina fuori dalla mensa fino al bagno dei ragazzi. Poi lascia la presa.
«Scusa, non volevo» sibila con una voce flebile che se non fosse perché c'è un silenzio tombale non l'avrei sentito.
«Cosa- Perché- Non capisco» farguglio guardandolo.
Lui evita il mio sguardo e si passa una mano fra i capelli con fare nervoso. Guarda ovunque tranne che me; sembra in difficoltà. Perché semplicemente non mi dice la verità? Perché si nasconde sempre?
«Puoi spiegarmi che significa tutto questo?»
«I-io... Non voglio che loro pensino che abbiamo fatto pace. Non voglio picchiarti, ma...» Fa una pausa. «Cazzo.» Si prende la testa fra le mani.
«Perché non vuoi? Tanto vale che lo sappiano, no?»
«Non- non lo so... Sono confuso, non sto capendo più niente.»
«Figurati io» dico ironicamente.
«Mi dispiace, è solo che... Mi sono imposto una cosa, poi sei arrivato tu ieri e non so più se rispettarla o no...»
«Cosa ti sei imposto?»
Mi fulmina con lo sguardo.
«Non sono affari tuoi» sputa con voce fredda. «E comunque è vero che hai picchiato Jimin?» dice divertito.
«Chi? Quel tipo basso con cui ti sei seduto stamattina?»
Ridacchia e annuisce.
«Beh, non l'ho proprio picchiato, mi sono difeso.»
Il suo sorriso scompare.
«Perché con me non ti sei mai difeso?» dice con tono cupo.
Ci rifletto un po' su. Perché non mi sono mai difeso?
«Non lo so... Credevo mi meritassi di essere picchiato, dicevi che ero inutile quindi subivo e basta. Non mi importava. Ieri però ero un po' irritato e ho reagito» dico pensieroso.
Per metà è vero, ho reagito perché ne avevo piene le scatole di essere ignorato e volevo quell'indirizzo a tutti i costi, per metà l'ho fatto per vendetta, perché ridevano costantemente di me e a volte non solo di me. Parlano alle spalle persino del loro amico, figurati. Sono degli stronzi che meritavano una lezione.
«Potevi essere sospeso.»
«Non mi importa. Perché mai ti preoccupi ora?»
Abbassa lo sguardo e fa spallucce.
«Così.»
Restiamo in silenzio per un po'.
«Cos'hai intenzione di fare? Vuoi fingere ancora?»
«L'ho fatto fino ad ora, non vedo perché non continuare» dice quasi annoiato.
«Cosa?» dico confuso.
Che significa?
«Niente, lascia perdere. Lascia che me la sbrighi da solo e non venire più al nostro tavolo, ti daranno solo altro fastidio.» Fa per andarsene.
«Aspetta!» alzo la voce. «Noi siamo amici?»
Resta con lo sguardo basso, rimanendo fermo con la mano sulla maniglia della porta.
«Non credo.»
Va via, lasciandomi solo.
"Non credo"? Tutto quello che ho fatto non è servito a nulla? Tutte le preoccupazioni, tutti i sacrifici... Niente?
Sinceramente, avrei preferito che mi picchiasse che essere ignorato del tutto.
«Perché sei così freddo con me, Taehyung?»
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Dark Angel
Fanfictionvkook "The devil is real. He's not a red man with horns and a tail. He is beautiful. He is a fallen angel, and he used to be God's favourite." © yyooniverse
