Sento un rumore fastidioso che mi impedisce di dormire. Ma cos'è? Ah, è il telefono che sta suonando in continuazione. Chi diavolo è a quest'ora? Prendo con rabbia il cellulare dal comodino e guardo lo schermo su cui compaiono messaggi nuovi quasi ogni secondo. Sono tutti da parte di Taehyung. Che vuole alle due del mattino? Li leggo in fretta.
Tae♡
Jungkook
Ti prego rispondi
Non riesco a dormire
Mi sento in colpa
Io tengo tantissimo a te
Ti prego non ignorarmi più
Sto impazzendo
Non posso starti lontano
Ho bisogno di te
Per favore
Jungkook
Che diavolo vuoi a quest'ora?
Jungkook! Finalmente...
Mi dispiace
Puoi perdonarmi?
Non mi va che parliamo la telefono
Posso passare da te?
Cosa? Adesso?
Si.
È tardi adesso
Non possiamo parlare domani?
Taehyung?
Non dirmi che...
Sono davanti casa tua.
Blocco il cellulare e mi alzo dal letto. Non ci posso credere. Non poteva aspettare? Ho sonno e non mi va di vederlo, sono ancora arrabbiato. No, in realtà è perché avrei voluto prepararmi psicologicamente. Non sono pronto ad avere una conversazione con lui. Ogni volta che parla avrei voglia di baciarlo e non mi aiuta nel mantenere la mia salda posizione da arrabbiato. Non credo resisterò.
Apro la porta ed eccolo lì, con la sua chioma bionda e le spalle alzate mentre guarda in basso. Appena apro però solleva lo sguardo e sospira.
«Jungkook...» sibila.
«Entra» dico solamente.
Non voglio essere sgridato dai vicini per colpa sua, visto che vivo in un condominio.
Non se lo fa ripetere due volte ed entra in casa. Lo raggiungo in salotto. È ansioso, lo posso dire dal modo in cui si tortura il labbro inferiore e dalla mano sulla nuca. Cazzo, deve smetterla prima che perda il controllo.
«Cosa vuoi?» dico con un tono freddo, guardandolo negli occhi.
«Posso baciarti?»
Mi fissa negli occhi, sgranati dopo quella domanda improvvisa. Mi prende in giro? Non so cosa rispondere: se rispondo di sì mi odierò per aver ceduto con facilità, ma se glielo nego non me lo perdonerò mai. La sua espressione afflitta rende il tutto ancora più difficile. Abbasso lo sguardo farfugliando qualcosa. Cosa devo fare?
«I-io...» balbetto.
Sento due grandi mani afferrarmi il viso, poi le sue labbra sulle mie. Quel dolce sapore... cazzo quanto mi è mancato. Chiudo gli occhi, estasiato.
«Taehyung...» sibilo appena stacca le labbra dalle mie. Riapro gli occhi. Entrambi siamo senza fiato.
«Ti prego...» soffia sulle mie labbra.
Bagno le mie, facendolo mugolare, poi lo spingo dal petto.
«Voglio sapere prima cos'hai da dirmi.»
Lui sospira e si allontana riluttante. Già mi mancano le sue mani sul mio viso, il calore del suo corpo sul mio.
«Voglio dirti che mi dispiace. So che ti avevo promesso delle cose, l'altro giorno, e so anche che non ne sto rispettando neanche una. Non so esattamente cosa mi prende ultimamente... Devi credermi.» Alzo un sopracciglio. Mi sta prendendo in giro? Ripete sempre di essere confuso e cose così, ma io non posso rimanere del dubbio. Ho bisogno di certezze. «No... Non posso continuare a dire così», dice, realizzando finalmente. «Okay, uhm... È un po' imbarazzante.»
«Non devi essere imbarazzato. Non ti giudicherò mai e lo sai.»
Mi fissa per un po', poi annuisce con un sospiro.
«È che ho paura di rimanere solo se dico la verità ai miei amici. M-mi dispiace, so che è stupido. Sono patetico.» Si mette una mano sulla faccia, ridacchiando nervosamente.
Mi avvicino a lui e gli scosto le mani dal suo viso, accarezzando quest'ultimo.
«Taehyung, non sei solo. Ci sono io con te, ma tu sembri non accorgertene per niente. Io sono sempre stato vicino a te e tu semplicemente non hai mai tenuto conto della mia presenza. Se tu mi vuoi, sarò sempre vicino a te.»
Una lacrima scende dai suoi occhi scuri mentre mi fissa. La raccolgo con un pollice, sorridendogli. Si fionda fra le mie braccia, stringendomi forte contro il suo petto.
«Hai ragione. Dio, scusami Jungkook. È solo che... i-io ti ho sempre visto come qualcosa di irraggiungibile e... e ora che sei veramente con me non riesco a rendermene conto. M-Mi dispiace così tanto...» singhiozza.
Ricambio l'abbraccio, circondando la sua vita con le mie braccia; poi gli bacio una guancia.
«Non ignorami più, va bene?» sussurro dandogli un altro bacio.
Annuisce contro la mia spalla.
Questo ragazzo... Così freddo, ma così fragile. Sarò capace di raccogliere i suoi pezzi? Ma soprattutto, mi permetterà di farlo?
«Posso dormire qui?» mormora.
«Certo. Vieni con me.»
Gli prendo una mano e lo porto nella mia camera da letto.
«N-no, dormo sul divano, non voglio disturbarti» farfuglia velocemente, le guance tinte di rosso, rendendolo così adorabile...
«Non se ne parla. Ti ho detto che non ti lascerò da solo, ricordi?» gli sorrido, lui ricambia asciugandosi teneramente una lacrima sfuggita.
Lo faccio stendere delicatamente sul letto, poi spengo la luce e mi stendo di fianco a lui. Siamo uno di fronte all'altro, i nostri respiri si confondono. Sento ancora che singhiozza, quindi mi avvicino a lui e lo abbraccio.
«Non piangere, non voglio vederti star male» sussurro.
Ricambia l'abbraccio, incrociando le sue gambe con le mie.
«Jungkook?» sibila.
«Si?» Gli accarezzo le ciocche bionde sulla fronte.
«Non sto sognando, vero?»
«No, perché mai?»
«Perché tu per me sei un sogno.»
Sbuffo una risata e gli bacio i capelli.
«Strano... Pensavo di essere io quello a sognarti.»
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Dark Angel
Fiksyen Peminatvkook "The devil is real. He's not a red man with horns and a tail. He is beautiful. He is a fallen angel, and he used to be God's favourite." © yyooniverse
