Io e Taehyung abbiamo una lezione in comune, quella di letteratura. I suoi amici non frequentano questa lezione, per cui posso sperare di avere una conversazione con lui quest'oggi. Nonostante abbia due anni in più di me, ho sentito dire che è stato bocciato, quindi è per questo che possiamo avere una lezione in comune.
Alla seconda ora, ovvero quella in cui abbiamo letteratura, mi siedo in fondo alla classe e guardo attentamente la porta, fissando tutti coloro che entrano in classe. Di lui nessuna traccia. Infatti non avevo tenuto conto del fatto che un biondino potrebbe anche non presentarsi a scuola, come quasi tutti i giorni. Sto quasi perdendo le speranze, ma poi lo vedo entrare. Ha un sorriso sul volto, sembra felice.
Per tutta la lezione non faccio altro che pensare a come parlargli in modo che non mi picchi e non scappi via come l'ultima volta.
La campanella suona e tutti gli studenti escono dalla classe, compresa la professoressa. Taehyung sta ancora mettendo i libri nello zaino quando anche l'ultimo studente esce dalla classe. Non si è accorto che io sono qui. Prendo un respiro profondo e, pregando di non essere picchiato a sangue, vado verso di lui.
Mi schiarisco la voce. «Taehyung.»
Lui si volta di scatto, sorpreso. Poi si volta e continua a mettere la sua roba nello zaino.
«Cosa vuoi?» dice senza prestarmi attenzione.
«Io...» Tutto il discorso che mi sono preparato sembra essere stato rimosso dalla mia memoria, quindi improvviso. «Come stai?»
Lui si volta lentamente verso di me, lasciando stare i libri che stava mettendo nello zaino, con uno sguardo assassino. Ora mi picchia, me lo sento.
«Pensi che solo perché mi hai visto piangere sono un rammollito, vero?» dice a denti stretti, riducendo le palpebre a due fessure.
«No, è solo che... E-ero preoccupato.»
Il suo viso diventa rosso dalla rabbia. Mi tira per il colletto della felpa e mi sbatte al muro a fianco.
«Preoccupato? Non dirmi stronzate. Ah, e non azzardarti a dirlo a qualcuno, chiaro? Potrei non rispondere delle mie azioni.»
«N-non avevo intenzione di raccontarlo in giro. Sono venuto per chiederti se stessi bene, perché mi sembravi giù e... e...» farfuglio. Sono nel panico. Non doveva andare così.
La sua espressione però si addolcisce un po', ma un secondo dopo mi sbatte di nuovo al muro.
«Cazzate!» Ha la mascella contratta e un cipiglio sulla fronte. Restiamo così per un po', io con una smorfia di dolore, lui semplicemente mi fissa mentre contorco il viso in smorfie impaurite. Poi sospira. «Fammi un favore, stammi lontano e basta.»
Mi lascia il colletto, prende le sue cose e va via, lasciandomi solo. Mi massaggio il retro della testa mentre lo guardo scappare via.
Alla fine mi ha picchiato - anche se parzialmente - ed è scappato via. Col mio stupido "discorso" da due soldi non ho potuto evitare nessuna delle due situazioni sconvenienti.
Prendo lo zaino e raggiungo la prossima classe.
Non riesco a seguire nessuna delle prossime lezioni, resto a pensare a quell'espressione quasi disperata mentre mi urlava che stavo mentendo. Che poi, perché non mi credeva? Che ne sapeva se stavo mentendo o no? Non è una cosa scontata. Io sono preoccupato sul serio, e ora più che mai.
Per il resto della giornata non lo vedo più. In mensa non c'era, poiché al tavolo dove di solito siede con i suoi amici non vedo i suoi capelli biondi. Quando le lezioni finiscono cerco la sua macchina fra le auto parcheggiate e non la vedo, quindi presumo che se ne sia andato. Non dirmi che se n'è andato dopo la nostra conversazione?
Nah, impossibile...
O forse sì?
«Proprio non ti capisco, Taehyung.»
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Dark Angel
Fanficvkook "The devil is real. He's not a red man with horns and a tail. He is beautiful. He is a fallen angel, and he used to be God's favourite." © yyooniverse
