I due giorni successivi trascorsero tranquilli. Attendevo con ansia la partenza, sperando che il ritorno a Pemberley avrebbe chiarito i miei sentimenti sempre più confusi. Mr. Darcy decise di alloggiare nella residenza a Kensington, ma la sera si tratteneva a lungo a casa dei Gardiner per conversare amabilmente con me.
Il giorno stabilito ci congedammo dalla zia con la promessa di rivederci in occasione delle nozze di Caroline.
Il viaggio durò circa tre giorni. Ci fermammo solo per far riposare i cavalli e rifocillarci. Avevo troppa nostalgia del Derbyshire per prolungare ulteriormente il tragitto. Mr. Darcy fu più loquace del solito, ma non affrontò mai l'argomento che mi stava più a cuore, ovvero Wickham. Non avrei più rivisto quell'uomo che compariva prepotentemente nei mie sogni, lasciandomi sempre profondamente turbata. Non appena chiudevo gli occhi il suo volto e le sue parole mi ritornavano in mente tremendamente vividi.
Giungemmo finalmente ai cancelli di Pemberley. Provai una profonda malinconia e non la gioia che mi sarei aspettata. Ritornavo a casa con un vuoto nell'anima. Un parte di me sarebbe rimasta sempre in quella bettola nell' East End.
Guardai gli alberi che costeggiavano l'ingresso e una lacrima involontaria mi scese lungo le guance. L'asciugai immediatamente sperando che mio padre non se ne accorgesse.
<< Mia cara, stai bene?>> disse, accorgendosi del mio turbamento.
<< Credo di sì. Sono finalmente giunta a casa.>> sentii la mia voce tremare mentre simulavo un'allegria che non possedevo.
<< Ma ti manca Londra>> concluse Mr. Darcy, accarezzandomi la testa.
<< Perchè dovrebbe? Il clima cittadino mi disgusta>> arricciai il naso. Il fatto che mio padre leggesse in me come un libro aperto mi infastidiva e mi faceva sentire indifesa.
<< Ma le compagnie no. Dico bene? Hai lasciato in città qualcuno che ti sta particolarmente a cuore e a cui hai pensato per tutto il viaggio. >> mi fece l'occhiolino.
<< No, davvero. L'unica persona per me importante sei tu, papà>> scossi la testa imbarazzata. Temevo che scoprisse la mia piccola bugia.
<< Non mentire. So di essere già stato rimpiazzato>> scoppiò a ridere , stringendo le mie mani dentro le sue.
Il cocchiere fischiò, fermando la carrozza e sbalzandomi in avanti.
Nel cortile ci aspettava impazientemente mia madre tenendo stretta la manina di Celeste.
Non appena scesi aiutata da Mr. Darcy , la piccola corse verso di me, stringendomi in un tenero abbraccio.
<< Mamma mi sei mancata. >> si attaccò alle mie gonne con le lacrime agli occhi << promettimi di non andartene più>>
La presi in braccio e le diedi un bacio sulla guancia paffuta << Staremo sempre insieme>> . Mi rispose con un sorriso così dolce da soffocare in parte il turbamento del mio cuore.
Nei mie mesi di assenza era cresciuta moltissimo. Il suo volto aveva perso il pallore emaciato tipico della magrezza, assumendo il bel colorito roseo della salute. I capelli biondi accuratamente pettinati e il prezioso vestito in seta celeste la facevano assomigliare ad una bambola di porcellana. I suoi occhi dello stesso blu di quelli di Wickham si posarono su di me scrutandomi attentamente.
<< Perchè Fitzwilliam non è venuto a trovarmi ?>>. Quella domanda mi colse impreparata. Non volevo soffocare con la verità la stima che la piccola nutriva nei confronti di quell'uomo, ma neanche mentirle.
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The heiress to Pemberley
FanficCosa succederebbe se Helen, unica erede dei Darcy, incontrasse lo sconosciuto cugino Fitzwilliam Wickham? Fra i due si istaurerebbe solamente una feroce antipatia oppure qualcosa di più profondo e passionale? Questo sequel dell'intramontabile capol...
