Epilogo

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Seduta sulla poltrona davanti alla finestra osservavo mio padre giocare con i miei due bambini. Erano passati ormai 7 anni dal mio matrimonio con Fitzwilliam.

Celebrammo la cerimonia nella canonica di Pemberley, durante una assolata mattina di giugno con i più intimi. Fu un giorno meraviglioso che ricorderò per tutta la vita.

Indossavo un semplice abito bianco che risaltava le mie forme segnandomi la vita. Tutta la chiesa profumava di erica e io stessa portavo tra le mani un mazzolino del mio fiore preferito. Fitzwilliam mi attendeva nel suo abito blu all'altare più raggiante di quanto lo avessi mai visto. Ricordavo ancora il suo " Sì " mentre mi stringeva vigorosamente la mano come se non credesse fino in fondo che avessi accettato di diventare sua. Gli occhi rilucevano di una luce nuova e ricordavano il colore del zaffiro attraversato dai raggi del sole. Subito dopo il matrimonio ci trasferimmo a Pemberley.

Fitzwilliam si affezionò a Mr. Darcy che vedeva più come un padre che come uno zio. I due andavano d'amore e d'accordo, facendomi addirittura ingelosire .

Mia madre apprezzò molto la sagacità del suo nuovo genero arrivando a complimentarsi con me per la buona scelta. A quelle sue parole sorrisi e le risposi convinta che fosse una dote di famiglia ereditata in linea femminile. In fin dei conti anche lei sposando mio padre aveva dimostrato buon occhio in fatto di uomini.

I miei nonni non parteciparono al matrimonio ritenendo troppo scandaloso il fatto che mi sposassi con il figlio dei rinnegati. All'inizio fui ferita dal loro comportamento ma poi compresi che la loro presenza e le continue ciarle di mia nonna avrebbero solo ferito mio marito, quindi lasciai perdere. Neanche le mie zie si dissero entusiaste di quell'unione, eccetto zia Georgiana e zia Jane, ma parteciparono ugualmente alla cerimonia.

Fui sorpresa nel costatare la presenza di zia Kitty e del marito che aveva chiesto una breve licenza in occasione delle mie nozze. Le mie cugine Louisa e Caroline ,spose novelle, non facevano che pavoneggiarsi mostrando i loro anelli nuziali a tutti coloro che capitassero loro a tiro. La nuova signora Beckett si era trasferita immediatamente con il marito a Londra, non perchè Bingley Mannor fosse poco accogliente, piuttosto per affari. I due si rivelarono una coppia perfetta. Lui con il suo buonsenso riuscì a cambiare completamente la moglie rendendola più saggia e istruita, lei invece aumentò la socievolezza del marito, rendendolo padre di due splendidi bimbi Elizabeth e John. Col tempo i signori Beckett vennero a fare visita sempre più di frequente a mio marito tanto che io e Caroline riuscimmo ad approfondire la nostra conoscenza diventando delle sincere amiche.

Il matrimonio di Louisa invece si rivelò un completo fallimento. Entrambi i coniugi provavano solo disgusto l'uno per l'altra che con il passare del tempo divenne puro odio. Non facevano che litigare addolorando zia Jane e provocando l'ira dei zio Charles. Nulla riuscì mai a recuperare il loro rispetto reciproco neanche la nascita della loro piccola Jane. Non vennero mai a Pemberley se non in rare occasioni e ruppero qualsiasi rapporto con i Darcy rintanandosi a Bingley Mannor e rendendo impossibile anche la vita dei mie zii.

Fitzwilliam tentò più volte di avvicinarsi a loro su mia richiesta ma sempre con scarsi risultati. Sembravano tutti temerlo proprio come in passato avevano fatto con mio padre.


Io ereditai presto tutti gli affari di Mr. Darcy , che stanco decise di occuparsi dei suoi nipoti. Mr. Wickham non volle interferire in nessun modo, lasciando che me ne occupassi autonomamente e dedicandosi solamente ai propri. Talvolta però ero io stessa a richiedere il suo aiuto che mi dava con competenza e affetto. Aveva promesso di lasciare che spiegassi le ali e mi realizzassi e così fece. Mi rimase sempre vicino senza che la sua presenza mi fosse mai d'impiccio o mi sovrastasse. Io lo adorai per la sua modestia e il suo sostegno.

Dopo un anno dalle nozze regalai a mio marito un bimbo che scelsi di chiamare George in onore di mio zio . Desideravo che Fitzwilliam si riconciliasse con il ricordo del padre e che il suo senso di colpa potesse trovare pace. Ovviamente all'inizio si era opposto nel conferire al suo primogenito il nome del genitore tanto odiato, alla fine però riuscii a convincerlo. Piano piano affezionandosi al piccolo lasciò andare tutti i rancori facendo pace con l'anima del padre. Fitzwilliam adorava George che gli ricordava se stesso da giovane. Condividevano la stessa indole introversa e sarcastica, nonchè gli stessi tratti fisici. Entrambi possedevano uno sguardo glaciale che faceva rabbrividire ma che costituiva la loro armatura per non essere feriti dal mondo. Capivo il mio bambino e ne sapevo riconoscere il valore quindi non lo temevo come facevano in molti. Asciugavo le sue lacrime soffrendo con lui e cercando di proteggerlo dai pettegolezzi del mondo lo esortavo a seguire i suoi sogni. Mostrò immediatamente una forte inclinazione per la scrittura proprio come il padre. Componeva poesie nella conca rocciosa dove era iniziata la mia storia d'amore e spesso lo affiancava anche suo padre. I due adoravano enormemente quel luogo e vi si rifugiavano dopo le lunghe cavalcate e le battute di caccia. Mr. Darcy talvolta andava con loro, ma stava per la maggior parte del tempo disteso sull'erba ad osservare le nubi e gli stormi di uccelli oppure a giocare con Honey con cui condivideva gli acciacchi. Qualche anno dopo nacque Lydia. Anche lei somigliava in tutto e per tutto al padre eccetto che per gli occhi e per il carattere. A scegliere il suo nome fu Fitzwilliam in ricordo della madre che non aveva mai conosciuto. Non feci obiezioni contenta della sua iniziativa. Si dimostrò piuttosto geloso della piccola come se fosse il suo più grande  tesoro da custodire. Mi disse che nel suo sguardo rivedeva la fierezza del mio. Erano gli occhi di una Darcy dopotutto. Lydia aveva un carattere piuttosto espansivo. Ribelle come la madre adorava andare a caccia e fare lunghissime cavalcate tanto da passare più tempo con il padre che con me. Le lasciai fare tutto ciò che volesse e non permisi mai che fosse paragonata a me, memore di quanto avessi sofferto io. Ciascuno di noi è unico e deve essere riconosciuto come tale. La mia piccola amava giocare con i suoi coetanei e faceva facilmente amicizia, ma talvolta si sentiva enormemente sola conscia della sua sensibilità che non poteva condividere con gli altri. Riversava i suoi sentimenti nella musica. Per questo Fitzwilliam aveva fatto mandare uno splendido pianoforte da Londra e Lydia vi si era subito affezionata. Passava lunghe ore ad esercitarsi superando in bravura zia Georgiana e rasentando il genio. Considerava i suoi spartiti come gli amici più cari, sperando un giorno di potersi esibire nei teatri più famosi d'Europa. La piccola inoltre si era affezionata a Celeste. Avevo cresciuto la mia pupilla come se fosse mia figlia. Mi considerava una madre e non aveva mai cessato di chiamarmi con quell'appellativo a tal punto da ingelosire George e Lydia. Ma io la lasciavo fare, sapendo quanto la sua presenza avesse contribuito a far riavvicinare me e Fitzwilliam. Amavo quella piccola e non avrei mai rinunciato a lei. Le avevo fatto proseguire gli studi di storia a Londra ed era diventata una delle intellettuali più apprezzate nei circoli culturali. In società riscontrava un certo successo tanto da ingelosire mio marito che più volte si era visto costretto a rifiutare le proposte di matrimonio degli spasimanti. All'età di 15 anni Mr. Wickham le aveva rivelato di essere il fratello. A quella notizia non sembrò per nulla sorpresa anzi rivelò di esserne già a conoscenza avendo origliato la conversazione fra me e Mr. Beckett e spiegando che per questo motivo non aveva mai chiamato Fitzwilliam papà.Il profumo di rose che provenivano dal giardino mi fece tornare alla realtà. All'improvviso la porta si aprì e comparve Fitzwilliam. Non ebbi bisogno di voltarmi per capire che fosse lui. Con gli anni avevo imparato a riconoscere i suoi passi e il suo respiro. Mi afferrò per la vita da dietro e mi baciò sul collo.<< Cosa guardate così intensamente, Mrs. Wickham?>> disse raggiante. Mi ero subito abituata al mio nuovo cognome perchè serviva a dimostrare al mondo che fossi davvero sua. << I nostri bambini che giocano con mio padre. Sembra che Mr.Darcy sia animato da una nuova gioventù dovuta al suo ruolo di nonno. Non aspettava altro da anni>> sorrisi abbandonandomi fra le braccia di mio marito.<< Abbiamo davvero due figli splendidi>> mi strinse ancora più forte a sè.<< Tre>> sussurrai, accarezzando dolcemente la pancia. Mi voltai e lo vidi sconvolto. Ogni volta che gli annunciavo la paternità gioiva come se fosse la prima volta. << Davvero, amor mio?>> mi guardò in cerca di conferma. Io annuii. Mi sollevò per la vita ed ebbro di gioia mi fece girare intorno a lui. Scoppiai a ridere per suo comportamento infantile. Sembrava sul punto di piangere dalla gioia. << Grazie, Helen. Continui ogni giorno a donarmi delle gioie che non mi merito. Ti amo>> disse baciandomi sulle labbra. Tremai. Dopo tanti anni di matrimonio ogni suo tocco mi suscitava delle sensazioni proibite. << Sei necessario per la mia esistenza. Dovrei essere io a ringraziarti, amor mio>> dissi perdendomi nel suo profumo.



The heiress to PemberleyDove le storie prendono vita. Scoprilo ora