Mi risvegliai nella mia camera della residenza londinese dei Darcy a Kensington. La stanza sobria ed elegante rispecchiava lo stile dei padroni e si affacciava su un meraviglioso giardino da cui proveniva un profumo soave di rose. Dalla finestra aperta penetrava una luce forte e calda. Il sole era già alto nel cielo, quindi dovevano ormai essere passate le undici. La schiena mi doleva terribilmente e la sentivo rigida contro i cuscini tanto che a stento riuscii a sollevarmi dalle coperte. Le fasciature ruvide contro la pelle martoriata mi avvolgevano quasi fino al petto, mentre la testa mi pulsava in corrispondenza delle tempie. Indossavo una camicia da notte in lino fresca di bucato e i capelli mi scendevano liberi intorno al viso. Tentai di alzarmi dal letto ma avvertii un dolore lancinante in tutto il corpo e ricaddi inerme sui cuscini , toccando qualcosa di caldo e morbido.
Mi voltai e notai di non essere sola nel letto. Accanto a me giaceva placidamente addormentata la piccola che avevo cercato di proteggere. Lavata e vestita con un mio vecchio abito di 10 anni prima sembrava la figlia di una ricca famiglia borghese piuttosto che una mendicante.
I riccioli di un biondo dorato erano fermati sulla nuca da un fiocco azzurro, dello stesso colore della seta della gonna. La accarezzai sulla testa e mi ripromisi di custodirla fino a quando i suoi genitori non l'avessero reclamata. Lei si voltò verso di me e sempre dormendo mi strinse con vigore la mano. Rimasi piacevolmente sorpresa da quel gesto e non sciolsi la presa temendo di svegliarla.
<<Come vi sentite, signorina? Il medico se ne è andato meno di un'ora fa, raccomandandoci di non farvi stancare per non riaprire le ferite in via di guarigione.>> entrò Margareth, la mia domestica personale in assenza di Dorothy rimasta a Pemberley. Sussultai per quell'entrata improvvisa che aveva rotto il silenzio della stanza.
<< Mi duole la schiena, ma per il resto sto bene. Lei, invece?>> chiesi indicando la piccola.
<< Non ha riscontrato molte ferite . La maggior parte dei colpi sono stati deviati da voi. Credo sia svenuta solamente per la paura. >> rispose e aggiunse << Se vi disturba la sua presenza posso portarla immediatamente nella sua stanza>>
<< Lasciala dormire. Si dice che i sogni dei bambini siano ciò che più si avvicina al paradiso su questa terra.>> guardai la piccola con dolcezza e nacque dentro di me una tenerezza che non avevo mai provato sino a quel momento.
<< Come volete, signorina. In futuro sarete una buona madre>> concluse sorridendo.
<< Come si chiama la bambina?>> domandai.
<< Non lo ha voluto dire a nessuno. Tremava di paura quando è rinvenuta, povera piccola>> disse Margareth con le lacrime agli occhi.
<< Chi mi ha portata qui e da quanti giorni sono in questo stato?>> la mia curiosità si era risvegliata.
<< Sono passati già tre giorni>> rispose e io sgranai gli occhi sorpresa, poi continuò << Il signor Wickham vi ha condotta qui. Ha atteso che vi svegliaste con l'espressione impotente e disperata del topo in gabbia. Non faceva che andare avanti e indietro per il corridoio fuori dalla vostra camera, lanciando maledizioni a tutti coloro che tentavano di calmarlo. E' stato persino sul punto di picchiare il medico. Le cameriere stavano alla larga da lui terrorizzate, ha licenziato un paio di balie perchè avevano fatto piangere la piccola. Solo lui è riuscito a farla smettere promettendole di portarla dalla bella signora che l'aveva salvata. La bambina si è molto affezionata a lui che l'ha convinta anche a farsi lavare e vestire. Poi l'ha deposta sul vostro letto dove si è addormentata immediatamente.>> mi raccontò con gli occhi scintillanti di ammirazione.
Quelle parole mi colpirono particolarmente: Wickham non solo mi aveva protetto dai colpi, ma si era preso cura di quella bambina con cui condivideva anche una certa empatia. Pur odiandomi era stato in pena per me aspettando fuori dalla mia porta come un folle che rinvenissi. Quest'uomo sarebbe rimasto sempre un enigma insoluto.
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The heiress to Pemberley
FanfictionCosa succederebbe se Helen, unica erede dei Darcy, incontrasse lo sconosciuto cugino Fitzwilliam Wickham? Fra i due si istaurerebbe solamente una feroce antipatia oppure qualcosa di più profondo e passionale? Questo sequel dell'intramontabile capol...
