Non puoi farmi questo!

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Alec mi dava le spalle e non mi vide arrivare. Forse meglio così non avrei potuto sopportare di guardarlo negli occhi.
Era senza maglia e inginocchiato davanti a lui c’era, Trace! Quel maledetto biondino! Alec stava ridendo.

“Così mi fai il solletico!”

“Vuoi stare fermo per favore!”

“Se lo chiedi per favore tutto ti è concesso”

“Davvero?!”

“Certo”

“Ci faccio un pensierino allora…”

Alec fu percorso da un brivido, glielo si poteva leggere perfettamente nella contrazione nei definiti muscoli della schiena. Inclinò la testa all’indietro ed emise un gemito. Contraendo i muscoli delle spalle per poi rilassarsi quando Jace gli posò una mano sul fianco. Gli si accostò ancora di più spostando la mano dal suo fianco al viso.

“Cos'è, non ti piacciono tutte queste attenzioni?”

“No, sono molto piacevoli”

Gli sposto un ciuffo ribelle dal viso e fissandolo con uno strano sguardo avvicinò il suo volto inclinando la testa di lato. Erano paurosamente vicini…

Non resistetti oltre. Non potevo più assistere a quello spettacolo che mi lacerava il cuore. Avrei voluto morire in quello stesso istante. Mi voltai e con gli occhi annebbiati dalle lacrime che spingevano per uscire corsi via. Andai a sbattere contro qualcuno, non ci badai e neanche mi fermai a vedere chi fosse. Non mi importava.

“Ei fai attenzione a dove… Magnus tutto bene?”

La voce di Izzy mi fece crollare del tutto. Non riuscivo più a controllarmi e aumentai il passo senza voltarmi indietro.

Alec POV

“Ma dove eri finito! È da un’ora che ti cerco! Cosa diavolo hai fatto a Magnus?”

“Come scusa? Io non gli ho fatto assolutamente niente. Non l’ho neanche ancora visto. Perché?”

“È uscito di qui di corsa in lacrime”

“Cosa?! Era qui? Non lo abbiamo visto.”

“Va da lui. Sembrava molto scosso”

Presi la giacca e uscii diretto al loft. Perché Magnus era venuto all'istituto senza avvisare e non lo aveva neanche salutato? Cosa poteva aver visto che lo aveva scosso così profondamente?

Magnus POV

Entrai a casa di corsa e sbattei la porta una volta dentro. Ero a corto di fiato, avevo corso senza fermarmi e adesso tremavo dalla fatica e dal pianto. Mi appoggiai allo stipite e scivolai giù lasciando andare le lacrime. Il mio sguardo fu attirato dal pezzo di carta blu che avevo messo sul tavolo. Lo rilessi e quelle parole cariche di preoccupazione affondarono i loro artigli in profondità nel mio cuore. Gli avevo scritto ti amo. Parola che non credevo di usare mai più dopo Camille ma che lui era riuscito a estorcermi dalle labbra. Falso! Incenerii quel pezzo di carta e con esso anche tutti i petali che avevo sparpagliato per la stanza. Tutto sprecato. Tutto falso. Era un bel sogno ma quando una cosa è bella non può durare a lungo No?! Sempre che ci fosse mai stato qualcosa.
Con un gesto della mano mi asciugai gli occhi e feci sparire ogni traccia della serata romantica che avevo organizzato da tutto il giorno e che aspettavo da molto tempo.

Devo distrarmi. Non posso restare in questo stato.

“Io sono il Sommo Stregone di Brooklin e non mi farò fermare da uno stupido cacciatore insignificante come lui. Era solo una storiella come le altre. Niente di più”

Non ero neanche in grado di dire il suo nome che nuove lacrime bussavano ai miei occhi pretendendo di uscire ma io non glielo permisi e le ricacciai indietro. Mentivo a me stesso e lo sapevo ma mi volevo anzi dovevo convincere del contrario.
Dovevo distrarmi.
Con un altro schiocco di dita feci riapparire la pozione su cui stavo lavorando e mi immersi nel lavoro. Dovevo tenere la mente occupata.
Ero completamente immerso nei miei esperimenti che neanche mi accorsi della chiave che girava nella toppa. Sobbalzai sentendo la Sua voce dire il mio nome.

“Magnus, ciao. Izzy mi ha detto che sei uscito di corsa dall'istituto in lacrime. Tutto bene?”

“Cosa? Hai il coraggio di chiedermelo?”

“Scusa ma proprio non capisco. Sei arrabbiato con me per caso?”

“Parli seriamente? Ti credevo più sveglio sai?”

“Non capisco e se per favore mi rendi partecipe del perché di questo tuo stato d’animo magari posso aiutarti.”

“Come potresti aiutarmi se ne sei la causa!”

“Come prego? Cosa avrei fatto?”

“Ti credevo ferito o addirittura morto! Poi invece scopro che eri vivo e vegeto e che ti stavi divertendo anche. Avrei preferito che le mie paure fossero fondate” ero pieno di rabbia.

Le lacrime erano sempre più insistenti e tra un po' sarei crollato.

Alec era confuso, glielo si leggeva negli occhi e l’ultima frase che dissi lo colpì come uno schiaffo un faccia. Stava per replicare ma non gli diedi il tempo e tornai all'attacco. Le parole mi uscirono fuori come un fiume

“Ti credevo diverso Alexander. Mi ero illuso che io, un semplice stregone senza l'uso della magia fosse stato in grado di far innamorare di se un angelo, prendendo il posto del suo fratello perfetto. Sono un ingenuo. Come avrei potuto anche solo competere con lui! Sei un bugiardo! Quando dicevi di amarmi, lo dicevi solo perché era quello che volevo sentirmi dire! Mi credevi davvero così ingenuo?! Beh forse lo sono stato visto che mi sono fatto fregare da degli occhioni blu! Complimenti hai vinto. Hai messo nel sacco il famoso Magnus Bane! Spero che tu possa essere felice adesso. Ti sollevo dal fardello di dover sopportare oltre questo stupido nascosto! Me lo dovevo aspettare dopo tutto. Come può un angelo innamorarsi di un demone. È contro natura. Sei troppo superiore per unirti a uno come me. Ero solo un passatempo, il nuovo giochino del piccolo cacciatore. Credo che ti farai delle grasse risate con Trace! Dopo tutti questi anni credevo di aver fatto il callo ma tu sei riuscito a fregarmi davvero. Complimenti.”

Non avevo mai parlato col cuore così in mano. Avevo dato voce a tutti i miei pensieri più oscuri e le mie paure più profonde. Mentre parlavo Alec era rimasto immobile, fermo ad ascoltare.

“Si chiama Jace non Trace.”

“È davvero questo tutto quello che hai da dire?!” fu troppo.

Calde lacrime ricominciarono a solcarmi il viso.
Alec mi si avvicinò ma io mi allontanai andando a sbattere contro il tavolo su cui stavo facendo esperimenti prima che entrasse facendo infrangere le boccette al suolo e mischiare i loro contenuti.

Imprecai a bassa voce e mi abbassai per raccogliere i vetri rotti, con quella scusa avevo anche la possibilità di nascondere il viso rigato di lacrime dalla vista di Alec.

Lui mi si accostò lo stesso nonostante la mia reazione di prima e abbassandosi cominciò a raccogliere a sua volta i cocci. Lo lasciai fare inizialmente ma quando il dorso delle nostre mani si sfiorò scoppiai e alzandomi stizzito gli ordinai di andarsene. Lui si alzò con in mano i vetri rotti. Glieli feci cadere dalle mani. Non volevo si ferisce con quei vetri ma ottenni l’effetto opposto ferendolo io. Non se ne accorgesse nemmeno. Gli lanciai uno strofinaccio e gli ripetei di uscire da casa mia. Il suo sguardo era ferito e sofferente ma non replicò. Uscì senza neanche una parola.

Mi accorsi solo sollevando la mano che anch'io mi ero ferito coi vetri, per la rabbia avevo stretto troppo i cocci che avevo in mano e stavo gocciolando sull'intruglio violaceo che si era mescolato in terra dove si era unito anche il sangue di Alec che era rimasto sul vetro che lo aveva ferito.

Con movimento rabbioso feci sparire i vetri e il liquido sfrigolante dal pavimento. Mi guarii la mano su cui rimase solo una linea violetta e mi buttai sul mio personale rimedio per i cuori infranti: l'alcool.

Uno scambio inaspettato // MalecLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora