Alec POV
I raggi che penetravano dalla finestra erano inclinati seguendo il calare del sole. La sera era alle porte, avevamo passato tutto il pomeriggio a discutere e non si era rivolto nulla.
“Bene ragazzi, abbiamo fatto un passo avanti, adesso sapete i pensieri dell'altro. Direi di prenderci qualcosa da mangiare e dormirci su. Domani dovremo decidere cosa fare.”
Ne io ne Magnus dicemmo una parola
“Chi tace acconsente, Magnus ti chiederei di far apparire qualcosa ma meglio non rischiare vero Alec?!” un leggero sorriso distese le labbra sia mie che di Magnus.
“Ordino qualcosa da taki. Non mi fido a lasciarvi da soli. Per te il solito Alec e per te Magnus?”
“Quello che prendere voi. È lo stesso”
“Okay allora pesce palla per tutti”
Magnus lo guardò strabuzzando gli occhi
“Scherzavo! Calmati, volevo solo stemperare un po’ la tensione” si alzò dalla poltrona e afferrando il telefono che aveva in tasca uscì dal soggiorno lasciandoci soli.
Magnus mi guardò per un secondo, prese fiato, stava per dire qualcosa ma poi si fermò voltandosi di nuovo dall’altra parte.
Quanto avrei voluto leggere i pensieri che aleggiavano in quella testa! E se ne fossi in grado? I poteri di Magnus erano abbastanza potenti? Era il sommo stregone di Brooklyn dopo tutto!
‘Ma ti ascolti? Vorresti davvero frugargli in testa? E se gli scombussolassi il cervello?’
In effetti era da sciocchi anche solo pensarci, l’idea però, era al quanto allettante.... Chissà come faceva, qualcosa del tipo svuota la mente e trova la giusta lunghezza d’onda per connetterti al suo cervello?
Parlami, parlami.
“Alec la vuoi smettere?”
Un brivido mi percorse la spina dorsale. Ci ero riuscito? Mi aveva sentito?
“D-di fare cosa?” cercai di sembrare calmo quando invece avevo tutto in tumulto.
“Smettila di fissarmi così! Sembra che tu voglia aprirmi il cranio per studiare il mio splendido cervello? Sei inquietante”
“Io non voglio aprirti il cranio…” lunghezza d’onda agganciata peccato non fosse quella di Magnus ma di qualcun altro.
Un momento ed ero seduto sul divano con Magnus e l’attimo dopo ero in una stanza enorme, le pareti in pietra con ampie finestre che davano su di un cielo rosso come il sangue. Al centro della sala vi erano due troni uno a fianco all'altro. Una donna alta con lunghi capelli neri passeggiava per il locale avvolta in un lungo vestito oro con uno spacco vertiginoso lungo la gamba. Non fossi stato gay molto probabilmente avrei apprezzato.
Mi immobilizzai. Dove ero finito? Cercai di non muovermi, non volevo attirare l’attenzione di quella donna dall’aria penosa e pericolosa. Un rumore alle mie spalle fece voltare la donna misteriosa. Due occhi neri come la pece si incatenarono nei miei. In essi vidi un buio infinito così profondo da avere la sensazione di esservi risucchiati all’interno e di non avere più la possibilità di fuggire, rimanendovi prigionieri per sempre.
Ecco fatto sono fregato! Che le dico adesso?
“Da quanto tempo sei lì?”
Trattenni il respiro, il cervello cercava scuse plausibili ma era vuoto come una ciotola di patatine dopo una festa di compleanno. Boccheggiavo cercando di articolare parole sensate.
Una voce che non mi era del tutto estranea, rispose al mio posto
“Non da molto, tranquilla. Ti stavo ammirando, sei più luminosa del solito. Hai torturato qualcuno di recente?”
Ma chi diavolo sono questi? Cercai di voltarmi ma il movimento mi fu impossibile. Ero come prigioniero nella mente di qualcuno che sembrava non essersi accorto della mia presenza. Non ancora almeno…
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Uno scambio inaspettato // Malec
FanfictionCome c'è finito Magnus nel letto di Jace e Alec a trovarsi un biglietto di Raphael in cui lo ringraziava della bella serata trascorsa insieme? Volete saperlo?? Bene, leggete la storia e tutto vi sarà svelato
