... preparati al peggio

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Magnus POV

L’ansia non fa parte di te.
Sei al di sopra di questo sentimento. Non farti abbattere.
Sei forte.

“Alec, Jace, voi venite con me. Signor Bane lei invece deve proseguire lungo il corridoio poi girare a destra poi imboccare non la prima, non la seconda, non la terza ma la quarta…”
Il moretto che ci aveva accolto ci sorrise degnando appena di uno sguardo Alexander. Fermò il suo snervante blaterio con quel tono di superiorità che mi faceva saltare i nervi e odiare questa razza ottusa e superba! Credendolo forse rincoglionito e non in grado di seguire due semplici indicazioni guardò Alec come fosse un povero demente e cambiò idea.
“Facciamo così, voi andate nella sala riunioni tanto sapete dov'è. Io accompagno lo stregone. Prego mi segua.”
Senza aspettare una risposta si incamminò lungo il corridoio.
Avrei voluto urlagli dietro “Ti sembra questo il modo di trattare il mio uomo razza di troglodita?” ma la mano di Alec mi trattenne dal rispondere. Alec fece le sue solite raccomandazioni al fratello.

“Proteggilo. Vi voglio bene. Buona fortuna.”

“Signor Bane!” il troglodita richiamò il mio uomo come fosse un cane.
Mancava solo un “Vieni bello!” sventolando un osso. Alec lanciò un’ultima occhiata ad entrambi e mi lasciò andare. Fu come togliere il tappo dal lavandino. Tutta la sicurezza fu risucchiata nel tubo di scarico! L’ansia mi attanagliò lo stomaco ed io fui constretto ad infilare le mani nelle tasche per nascondere al biondino il fatto che avessero cominciato a tremarmi vistosamente.

Non andare Alec, resta con me. Scappiamo in Mozambico o a Capo Verde. Anche il Nebraska. Andrebbe bene ovunque… mi schiaffeggiai mentalmente una guancia. Cavolo se faceva male!

Riprenditi idiota!

Alec lanciò un ultimo sguardo nella nostra direzione prima di voltare l'angolo. Le mie labbra si mossero prima che potessi connettere il cervello. Da un lato per fortuna. Mimai un “Ti amo Alexander” invece di un “Scappiamo Alexander”! Fissai l’angolo da dove era scomparsa la sua figura fino a che un gomito nelle costole non mi richiamò alla realtà.

“Alec, se la caverà. Abbiamo altri problemi adesso. Non vorrai arrivare in ritardo alla tua prima riunione con il Clave?” cercava di sembrare calmo ma potevo leggere l’ansia che provava.

Ottimo, per il patibolo di la giusto?

Seguii Jace per i corridoi fino ad arrivare in una specie di mega salone su cui si affacciava una stanza chiusa. Due energumeni armati fino ai denti stazionavano davanti alla porta come due buttafuori guardando in cagnesco chiunque passasse lì davanti.

Indovinate un po' qual era la sala riunioni?! Esatto, risposta corretta! Esattamente dietro quella pesante porta in ciliegio e dietro quei due armadi con le gambe!

Mi si parò davanti un ragazzino che avrà avuto più o meno l’età di Alec ma che ne dimostrava molto meno, biondino con gli occhi azzurri. Per un vago secondo mi ricordò Jace, stesso sguardo misterioso. Un bel ragazzo ma di certo non il mio tipo.
Io preferisco i mori.

“Alexander!” disse, raggiante, vedendomi. Scorse Jace alle mie spalle e lo salutò con meno calore, quasi distacco.
Chi diavolo è questo biondino?
Il mio sguardo trasmetteva questo quando lanciai uno sguardo interrogativo a Jace sperano in una veloce spiegazione ma anche lui non aveva la più pallida idea di chi fosse.

“Dovrete aspettare qui ancora qualche istante. I membri del consiglio devono finire una riunione.”

“Tu sei il ragazzo che mi ha informato di questa riunione giusto? Non ricordo il nome perdonami.”

“Certo signor Morgestern, sono Jake. Jacob.”

“Giusto! La nuova recluta! Sei arrivato un mese fa se non sbaglio.”

Uno scambio inaspettato // MalecLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora