Capitolo 32 (pt. 2)

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ATTENZIONE!
See-More in questa storia verrà descritto secondo una mia personale interpretazione, infatti nel fumetto originale e nel cartone non si accenna al suo vero nome o a cosa nasconda sotto la maschera.
Io ho trovato che il nome Simon, che riconduceva al suo nomignolo da criminale, fosse adatto a lui e la sua cecità non è assolutamente presa da fonti reali.

Detto questo, io shippo Bimon
E quindi eccovi la Bimon

:)

SIMON

"Seem." sento chiamare.

Non mi ha mai dato fastidio il non vedere veramente, ma forse perché in un certo senso ancora potevo farlo.
Non era come poter distinguere ogni sfumatura dei colori che mi circondavano o anche solo poter memorizzare ogni particolare degli oggetti a me vicini, però il visore che Gizmo costruì per me come incentivo ad entrare negli HIVE era la cosa più simile a un paio di occhi funzionante che potessi avere.
E mentre William mi chiamava potevo percepire la sua presenza di fianco a me, ma non avrei potuto guardarlo. E vedere il suo viso, la maggior parte delle volte, era la cosa che mi rendeva più felice di tutte.

"Will." risposi, tenendo le palpebre chiuse.

"Non chiamarmi Will, Simon." borbottò e sentii che si era seduto accanto a me, sul terreno duro e polveroso.

Ignorai le sue parole perché sapevo che in realtà gli piaceva che lo chiamassi Will e perché cercavo di capire quanto fossimo isolati rispetto alle altre persone, dato il costante rumore di passi ed il parlare più o meno concitato dei medici all'interno dell'infermeria dove ci trovavamo che mi faceva girare la testa.

"Ti prego, apri gli occhi." mi supplicò, sfiorando la mia spalla con quella che immaginavo fosse la sua. "Sei incredibilmente adorabile in questo momento, ma nonostante io adori vederti dormire ho bisogno della tua attenzione."

Involontariamente inarcai un sopracciglio e mi voltai verso di lui, accontentandolo e rivolgendogli le mie pupille che non potevano vederlo.

"Secondo quale logica ora dovresti avere di più la mia attenzione rispetto a prima?" gli domandai, leggermente innervosito. "Non ti sto veramente guardando, lo sai."

"Lo so." mi rispose, e potei sentire la sua voce incrinarsi leggermente. "Ma mi piace fingere che tu lo stia facendo."

Sospirai e mi coprii la faccia con le mani, perché mi trovavo decisamente una delle peggiori persone dell'universo.
Lui meritava di essere felice, eppure stava con me che non facevo altro che farlo soffrire; e se lo avessi fatto apposta avrei potuto riuscire a risolvere la situazione, ma il punto è che era il mio essere così a farlo stare male.
Potevamo fingere, durante il giorno, che io e lui potessimo essere una coppia normale, persino una coppia che stava bene, però quando arrivava il momento di togliere il visore il grigiastro che ricopriva ogni cosa non poteva essere ignorato, anche se avevo nelle orecchie la risata di William e riuscivo a respirare il suo profumo.
Però in quel momento di profumo ne era rimasto ben poco.

"Abbiamo già chiarito le fondamenta della nostra relazione. Io sono follemente e perdutamente innamorato di te, William Strayer." mormorai, temendo che qualcuno ci stesse ascoltando. "Ma credo che la tua scarsa igiene personale possa mettere fine ai sentimenti che provo per te."

La sua spallata arrivò ancora prima che finissi la frase, obbligandomi a sorridere nonostante non ne avessi per niente voglia.

"Tanto per cominciare solitamente io sono l'essere vivente più pulito di tutti." replicò, palesemente punto sul vivo. "Però scusami sai se faccio un po' schifo dopo aver combattuto ininterrottamente per ore in mezzo a una landa polverosa ed a guerrieri sudati."

Facciamola finire beneLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora