Capitolo 38 (pt. 2)

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Io: *cantando a squarciagola* CAUSE ALL THAT IT TAKES IS A LITTLE

RE IN VEN TION

IT'S EASY TO CHANGE IF YOU GIVE IT

YOUR A TTEN TION

Lettore: *con la testa sotto al cuscino* È due mesi che va avanti così, fermatela, vi prego

Due anni dopo la guerra, 2020

Jump City

KORY

Entrai nel negozio sentendo subito gli occhi di tutti addosso, ma fu una sensazione di breve durata.
La parte più difficile di essere un supereroe è il perenne distacco che avrai per sempre dalla vita normale, dalla gente comune e dalle opportunità che hanno tutti gli altri.
Quando entri da qualche parte, chiunque si gira a guardarti, i bambini ti indicano e ti senti sempre come se fossi fuori posto. Logicamente sapevo che avrei dovuto esserne onorata, che quelli erano tutti sguardi di ammirazione, ma non sarei mai riuscita ad abituarmici, a quella sensazione di disagio.
Era come se tutti mi facessero notare che non appartenevo a quel posto, che non sarei mai riuscita a integrarmi a dispetto degli anni passati in mezzo a loro e che questo mi avrebbe sempre fatto sentire... sola.
Credevo che, con il tempo, i miei amici mi sarebbero bastati. Credevo che sapere di appartenere a una squadra di persone che mi avrebbero amato nonostante le nostre diversità, tuttavia era passato davvero tanto tempo da quando avevo messo piede sulla Terra per la prima volta ed ancora non riuscivo a sentirla.
L'appartenenza.
Richard, Victor e Garfield erano nati qui, erano sempre stati parte di tutto questo, e Rachel ormai era completamente umana, questo era il luogo che riconosceva come casa.
Adoravo con tutta me stessa i miei amici, davvero, avrei fatto qualsiasi cosa per loro.
Ed io e Robin eravamo sposati da quasi due anni interi, sapevo di amarlo più della mia stessa vita. Ma anche questo era rovinato dal senso di colpa, dalla consapevolezza che questo sarebbe finito molto presto e nel modo peggiore che potessimo augurarci. Fray e io ci eravamo tenuti in contatto dopo la guerra, ovviamente, per cui sapevo che non c'era possibilità di sottrarmi all'accordo che avevamo stipulato.
Non che avrei scelto di tirarmi indietro, assolutamente, era una questione di principio.
Ma mentire al ragazzo che amavo, arrivare un giorno ad avere un figlio con lui e poi portarglielo via, era qualcosa che mi logorava dentro.
Almeno non avrei dovuto mentire quando gli avrei detto che me ne andavo perché ero infelice.

"In poche parole, è andato tutto bene" concluse la voce di mio fratello, che mi parlava nell'auricolare. "Non fosse che per quel gruppetto di estremiste che hanno assaltato i mezzi di trasporto del mio consigliere, ma nulla di cui preoccuparsi".

Spostai con una mano i cardigan appesi alle grucce, cercando la mia taglia.
La parte migliore dell'andare a fare shopping in negozi esclusivamente per donne è che ognuna delle clienti è troppo presa da se stessa per poter dare attenzione a me.

"Non mi sembra esattamente nulla di cui preoccuparsi" osservai, soppesando due differenti tonalità di rosa. "So che non vuoi darle preoccupazioni, ma dovresti davvero chiedere aiuto ad Amalia".

Udii il suono soffocato della sua risatina a sbuffo, segno che pensava che la mia idea fosse da pazzi.

"Ti rendi conto della pressione a cui è sottoposta? Soraya è ancora nel pieno del suo addestramento e, come d'accordo, fino alla sua maggiore età sarà Komand'r la reggente del trono di Kurtham" replicò, schioccando la lingua contro il palato. "Non posso chiedere di mollare sia Tamaran che Kurtham per venirmi a dare una mano con un problema che ho generato io".

Aggrottai le sopracciglia con fare disapprovatorio come se fosse davanti a me e potesse vedere la mia espressione, mentre abbandonavo il cardigan per tuffarmi nelle camicette floreali.

Hai finito le parti pubblicate.

⏰ Ultimo aggiornamento: May 07, 2020 ⏰

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