7. Unexpected

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Questa settimana è stata davvero pensante, le lezioni sono state estenuanti e ho passato i miei pomeriggi interamente a preparare un progetto di statistica. Guardo l'orologio, sono le 11:00. Ho ufficialmente finito il mio progetto al computer e adesso posso riposarmi. Non riesco a prendere sonno, così decido di andare un po' nella terrazza del nostro palazzo.

Mentre apro il portone che conduce al balcone, sento una voce familiare. Matt sta discutendo con qualcuno al telefono così decido di andare via per non farmi notare, ma il ragazzo dagli occhi ghiaccio si accorge comunque della mia presenza. Insulta qualcuno al telefono, attacca e avanza verso di me.

"Non volevo interromperti" non so nemmeno perché io mi stia scusando con lui, non sono di certo venuta qui di proposito.

"Non hai interrotto nulla tranquilla" risponde pensieroso e si appoggia su una panchina in ferro battuto posizionata proprio accanto al cornicione.

"Va tutto bene?" cerco di indagare e mi siedo accanto a lui, mi curo di lasciare almeno mezzo metro di distanza fra di noi. Sono più che sicura che stesse parlando con qualcuna delle sue numerose ragazze, ma non capisco perché sembri così tanto impensierito.

"Era mia madre. I miei sono di Atlanta e possiedono una famosa impresa di automobili. C'è un finanziatore su cui hanno messo gli occhi qui a Miami e vorrebbero che sia io a parlagli domani" sbuffa, a quanto pare la mia ipotesi si è rivelata sbagliata.

"Perché non vuoi farlo?" domando curiosa.

"Perché sarebbe una cena di beneficienza, dovrei vestirmi elegante, non so cosa dire a quell'uomo per convincerlo a investire. Non voglio dare un'altra delusione ai miei" mi spiega calmo, si sta aprendo con me e la cosa non può che farmi piacere.

"Perché mai dovresti fallire?" domando. Stento a riconoscerlo stasera, mi sta mostrando un lato di sé che non pensavo esistesse.

"Ho già dato tante delusioni ai miei. Come può un finanziatore dare retta a un ragazzino tatuato che fino a qualche anno fa faceva corse clandestine?" mi lascia spiazzata, sembra così insicuro in questo momento.

"Facevi corse clandestine?" questo ragazzo non finisce mai di stupirmi.

"Sì ed ero parecchio bravo, non ho mai perso in vita mia" il suo sguardo si illumina e accenna un sorriso, è come se quei ricordi stessero facendo svanire un po' della malinconia che sembra attanagliarlo questa sera.

"Io andrò a quella cena e dimostrerò ai miei che non sono lo stupido ragazzino di una volta" si riprende subito, questi suoi repentini cambi d'umore continuano a spiazzarmi.

"E se mi accompagnassi tu? A questa cena ci sarà anche la moglie di questo signore, potresti darmi una mano a fare colpo almeno su di lei!" mi domanda. Non so se accettare, mi prendo qualche momento per pensare. Mi guarda con quegli occhi bellissimi e non riesco proprio a rifiutare la sua proposta. Magari, dargli una mano, potrebbe aiutarmi a trovare una sorta di equilibrio con lui.

"Va bene dai" accetto. Lui mi sorride, credo che non si renda conto di quanto sia bello quando sfodera il suo bel sorriso.

"Ovviamente fingeremo che tu sia la mia fidanzata" fa spallucce.

"Faremo finta eh, non sperare di poterti mai fidanzare con me" aggiunge ghignando.

"Non ci tengo" ribatto stando al suo gioco. Mi rendo conto che è tardissimo, così Matt mi accompagna verso il mio appartamento.

"A domani e grazie" mi saluta. Gli è tornata la solita espressione da duro sul volto ed ecco di nuovo il suo solito tono scontroso.

"Buonanotte" rispondo seccata. Perché cambia umore ogni minuto?

È Sabato mattina e io sto andando al centro commerciale con Addison per cercare qualcosa di adatto per la cena di beneficienza di stasera.
Matt mi ha scritto di vestirmi elegante perciò voglio essere adatta alla situazione, non vorrei rischiare di sembrare fuori luogo.

Giro per vari negozi, ma proprio non trovo nulla che mi piaccia abbastanza da indurmi ad essere acquistato.

"Andiamo lì!" Addison mi trascina verso una piccola boutique con l'insegna rosa luminosa.

Un vestitino bianco in raso attira subito la mia attenzione, sembra così leggero ed elegante allo stesso tempo. Mi convinco di andare a provarlo immediatamente, esco dal camerino per farlo vedere ad Addison.

"Matt impazzirà per te" ride lei.

"Non voglio fare colpo su di lui, voglio solo aiutarlo da amica e essere adatta al contesto" insisto io, che poi sto cercando di convincere più me stessa che lei. Non può piacermi un tipo come lui, anzi non deve piacermi un tipo come lui. Mi sono già scottata con una personalità molto simile alla sua, non posso permettermi di restar ferita di nuovo.

Acquisto il vestito e torno a casa con Addison, chiamiamo un taxi per fare più in fretta.
Avverto una strana sensazione allo stomaco, come una specie di nodo stretto che attanaglia il mio torace, sono abbastanza agitata per stasera.

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