14. Stay away from me

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Non appena apro gli occhi, incontro uno sguardo di ghiaccio che mi osserva.

"Dobbiamo parlare" mi coglie di sorpresa. Cosa vorrà dirmi adesso? Poteva aspettare almeno che io mi alzassi dal letto, mille domande cominciano a tormentarmi. Sono ancora assonnata, non riesco a formulare una frase di senso compiuto perfino finisco per non rispondergli.

"Mi hai sentita?" domanda irritato. Ci risiamo.

"Ti ho sentito, cosa c'è?" sbotto a mia volta.

"Questo non deve più capitare" il suo tono di voce è calmo, una calma quasi inquietante.

"Questo cosa?" sono confusa.

"Dormire insieme, io non dormo con le ragazze. Mai più, capito Melissa?" indica prima il suo petto e poi il mio, noto che il suo volto è totalmente inespressivo.

"Non hai mai dormito con una ragazza?" sono sorpresa e allo stesso tempo felice di essere stata la prima. Trattengo un sorriso perché, in fin dei conti, è stato davvero indelicato con me e la felicità lascia spazio a un senso di vuoto.

"No, e non ho intenzione di dormire di nuovo con te. È successo già troppe volte" il sorriso sul mio volto scompare, al suo posto affiora un'espressione delusa e mesta.

"Sai che ti dico? Mi hai stufato davvero" mi alzo e sbatto la porta della sua stanza ancora una volta.

In salone incrocio Ryan, mi guarda con aria perplessa. Sento un boato che proviene dalla stanza di Matt, lo ignoro.

"Che succede?" domanda Ryan confuso.

"Te lo spiego in un altro momento" ribatto irritata e corro nel mio appartamento. No vorrei risultare scorbutica, ma proprio non me la sento di parlare di Matt ora.

Fra un'ora iniziano le lezioni, faccio una doccia veloce. Spero di non arrivare in ritardo e di non dovermi subire una ramanzina da parte del professore. Indosso di fretta un paio di leggins di pelle, una t-shirt bianca oversize e le mie solite sneakers bianche. Non ho tempo per truccarmi, sistemo i capelli e corro verso l'edificio dove si svolgono le lezioni.

Arrivo in aula poco prima del professore fortunatamente, posso finalmente tirare un sospiro di sollievo. Prendo posto velocemente a uno dei banchi, non mi rendo conto di essermi seduta accanto a Matt finché non sento il suo profumo di muschio e menta. Cerco di osservarlo con la coda dell'occhio, nemmeno mi guarda naturalmente. Decido di ignorarlo anche io, non merita un trattamento diverso da me.

"Dopo la lezione ci vediamo sul retro dell'edificio" sbotto nervosa, non sopporto questo silenzio glaciale fra di noi e voglio mettere un punto alla situazione.

"No" risponde calmo.

"Non è una proposta, è un ordine idiota!" mi sorprendo delle mie stesse parole.

"Non alzare la voce, qualcuno potrebbe sentire. Se la smetti di infastidirmi potrei valutare la tua proposta" il suo tono di voce è duro, alzo gli occhi al cielo.

Finita la lezione vado nel piccolo giardino dietro l'edificio di economia, so che Matt mi sta aspettando lì perché alla fine ha deciso di acconsentire alla mia proposta.

"Allora cosa vuoi?" sputa acido.

"Sono stufa dei tuoi cambi d'umore, sono stufa di te e di questa situazione senza né capo nè coda" sbotto a mia volta.

"Non puoi trattarmi in quel modo. Non puoi ignorarmi ogni volta che succede qualcosa fra di noi" aggiungo, le parole continuano a uscire dalla mia bocca con rabbia. Punta i suoi occhi di ghiaccio nei miei, non dice una parola.

"Non sei in grado di parlare?" domando irritata dal suo atteggiamento.

"Non ho nulla da dire" ribatte con una calma che mi sta dando sui nervi, sta mettendo a dura prova la mia pazienza.

"Anzi ti spiego come stanno le cose. Avevo bisogno di una distrazione e sei capitata tu, ma sarebbe andata bene una qualsiasi ragazza" continua divertito. Sento le lacrime che minacciano di uscire da un momento all'altro, le sue parole mi hanno colpita come un pugno dritto allo stomaco. Non piangerò davanti a lui, non gli permetterò mai più di avere tutto questo potere su di me. Gli do le spalle per impedirgli di capire cosa mi stia succedendo.

"Hey" il suo tono si addolcisce, sento i suoi passi che si avvicinano a me.

"Non ti avvicinare, voglio essere lasciata in pace. Anzi, puoi andartene?" la voce mi trema. Ovviamente non mi da ascolto, si avvicina sempre di più.

"Cosa vuoi da me?" domando con la voce rotta. Mi alza il mento con la sua mano, porta i miei occhi all'altezza dei suoi. Mi guarda in modo dolce, forse non mi ha mai guardata così. I suoi occhi si posano sulle mie labbra, io non riesco a fare a meno di guardare le sue. Mi attira a sé con un movimento veloce e mi bacia, come se fosse il gesto più naturale del mondo. Con la lingua chiede l'accesso alla mia bocca, comincia a baciarmi dolcemente mentre la sua lingua accarezza piano la mia. Il bacio si fa sempre più passionale, mi stringe ancora di più a se. Allaccio le braccia dietro al suo collo, i nostri corpi aderiscono perfettamente. Si stacca un secondo da me, mi guarda intensamente poi riprende a baciarmi con più passione di prima: come se non desiderasse niente altro che le mie labbra. Con una mano mi tiene un fianco, l'altra l'appoggia sul mio viso. Mi morde delicatamente il labbro inferiore trattenendolo per un'istante fra i suoi denti. Sono completamente persa nel suo bacio, i brividi pervadono il mio corpo. Si stacca da me e il suo sguardo si fa nuovamente duro.

"È tutto così sbagliato" mormora mentre si mordicchia nervosamente il labbro inferiore. Non capisco, cosa è sbagliato?

"Vuoi che sia sincero con te?" domanda. Mi limito ad annuire anche se comincio a temere per la sua possibile risposta.

"Sono spaventato da te, sono dannatamente spaventato da quello che sono quando sono insieme a te" confessa. Continuo a non capire.

"Devo andare" mi guarda intensamente e se ne va. Non dico nulla, lo lascio andare via. Resto lì, con mille domande che mi tormentano.

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