38. Mercy

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Continuo a guardarmi intorno in cerca di aiuto, ma ci siamo solo io e questo gruppo di ragazzi ubriachi nel giardino. Sono cinque e io sono una sola, non ho scampo e non posso scappare in nessun modo. Perché sono uscita da sola. Spero che Matt venga a cercarmi non vedendomi tornare, ormai sono dieci minuti che sono qua fuori. Si starà sicuramente chiedendo dove io sia, almeno spero sia così.

"Cos'é quella faccia spaventata?" un ragazzo con i capelli neri e gli occhi scurissimi si avvicina raggiungendo quello dai capelli rossi. È talmente tanto vicino al mio viso che riesco a sentire l'odore di alcol pungente che proviene dalla sua bocca.

"Dai ci divertiamo un po'" uno dei due mi afferra per il polso. Cerco di sottrarmi alla sua stretta, ma aumenta la presa. Il cuore mi martella nel petto, le gambe mi tremano e sembrano non riuscire neanche a sostenere il mio peso. Tento di ricompormi, la mia paura non fa altro che farli divertire di più.

Il ragazzo dai capelli scuri mi prende per le spalle e mi fa voltare in direzione dei suoi compagni, cerco di divincolarmi invano. Il roscio continua a avvicinarsi a me barcollando: ho paura di quello che potrebbe succedere.

"Melissa?" avverto in lontananza la voce di Matt, le mie spalle si rilassano all'istante.

"Matt" cerco di gridare per farmi notare dal mio ragazzo, ma il ragazzo dagli occhi scuri mi tappa la bocca con la sua mano. Mi sento mancare il respiro.

"Ma che.." scorgo la figura di Matt insieme a Quinton, lanciano un occhiata di fuoco al gruppo che mi sta accerchiando. Quegli occhi di ghiaccio che riconoscerei fra mille si soffermano sul mio viso, si dipinge sul suo volto un'espressione sconvolta e preoccupata allo stesso tempo. Matt afferra il ragazzo dagli occhi scuri per la maglia e lo spinge via da me, il tipo si accascia a terra per via di tutto l'alcol che avrà assunto questa sera. Quinton scansa con una gomitata il ragazzo con i capelli rossi, è talmente ubriaco che scoppia a ridere portandosi una mano allo stomaco.

"Stai bene?" Quinton si avvicina a me. Annuisco debolmente, la mie gambe continuano a tremare per la paura che ho provato fino ad ora.

"Non provate più a avvicinarvi alla mia ragazza! La prossima volta non vi risparmierò, oggi mi sento buono" grida Matt al gruppo. Hanno bevuto troppo, non sono neanche in grado di affrontarlo.

"Portala a casa" ordina piano Quinton. Matt si avvicina a me e posa una mano sulla mia guancia, fa un cenno con la testa al suo amico.

"Andiamo a casa" mi cinge le spalle con il suo braccio muscoloso.

"Io torno dentro, fammi sapere poi come sta" Quinton si rivolge al mio ragazzo, poi il suo sguardo si posa su di me e io mi sforzo di rivolgergli un piccolo sorriso. Non riesco a parlare, sono sconvolta da tutto ciò che è successo negli ultimi minuti. Matt rispetta il mio silenzio, continua a stringermi a sé mentre ci dirigiamo verso la sua auto.

Matt guida piano, sta stringendo talmente forte il volante che le nocche delle sue mani sono completamente sbiancate. Io mi appoggio con la testa contro il finestrino, non riesco ancora a dire una parola. Penso di non aver mai avuto così paura dalla notte dell'incidente che ho fatto in moto con il mio amico. Sento la mano calda di Matt sulla mia coscia, sussulto non appena avverto il suo tocco.

"Meli parlami" Matt si sdraia sul suo letto proprio accanto a me.

"Cosa devo dirti?" mormoro.

"Qualcosa, mi fa paura vederti così immobile e in silenzio" mi stringe la mano facendo incrociare le nostre dita. Il calore del suo corpo mi trasmette un senso di tranquillità e di calma.

"Ti hanno toccata?" abbassa lo sguardo.

"Non me lo perdonerei mai" aggiunge con un filo di voce, non l'ho mai visto così. Mi guarda in modo dolce e io mi perdo nei suoi occhi.

"Sei arrivato appena in tempo, anzi, grazie davvero per avermi salvata" biascico.

"Non devi ringraziarmi, avrei dovuto essere lì con te fin dall'inizio" chiude gli occhi, mi soffermo ad osservare i suoi lineamenti a dir poco perfetti.

"Non ti perderò mai più di vista, okay?" riapre gli occhi e mi guarda serio, io annuisco in risposta. Mi prende il viso fra le mani, mi lascia un piccolo bacio sulla punta del naso. La sua bocca comincia a indugiare sulla mia guancia, poi sulla mia mascella fino ad arrivare sul mio collo. Chiudo gli occhi e mi abbandono alla sensazione delle sue labbra su di me. Ancora mi meraviglio di come reagisce il mio corpo al suo tocco. È così delicato questa sera, sembra che abbia paura di rompermi come se io fossi una bambola di ceramica. Continua a lasciarmi baci umidi sulla pancia, scende più in basso.

"Matt" mugugno.

"Non faremo nulla se non te la senti" ribatte accennando un sorriso.

"No, in realtà volevo dirti che non devi avere paura di rompermi" ridacchio.

"Ah, quindi non ti piace quando sono dolce?" mi guarda divertito, la sua mano scivola sotto la mia gonna all'improvviso.

"Mi piace, ma in questi momenti preferisco l'altra versione di te" sogghigno.

"Bene, anche io" un sorriso malizioso si dipinge sulle sua labbra, nel frattempo la sua mano si fa strada sotto ai miei slip. È come se poco fa non fosse successo nulla, è riuscito a farmi quasi dimenticare di tutto ciò che mi è capitato.

In questo momento so solo che lo voglio, che ogni piccola particella del mio corpo lo desidera. Lo voglio con tutta me stessa.

Nuovo capitolo, spero che vi piaccia ❤️

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