Sono passati quattro giorni da quando il mio ragazzo, non so nemmeno se posso ancora definirlo tale, mi ha chiesto del tempo. Del tempo per cosa? Non riesco a capire, queste giornate sono state interminabili.
Inevitabilmente ci siamo incontrati ogni mattina a lezione, ma si è sempre seduto distante da me. La situazione è diventata decisamente insostenibile.
"Melissa!" Mattia richiama la mia attenzione.
"Hai ascoltato almeno una parola di ciò che ho detto?" sbuffa esausto e chiude di scatto il libro, io scuoto leggermente la testa in chiaro segno di dissenso.
"Devi studiare, come farai a dare l'esame?" mi guarda con disappunto.
"Lo so, ma non sono in una bella situazione" borbotto cercando di difendermi.
"Perché non ci vai a parlare?" domanda come se fosse la cosa più ovvia del mondo. Non è così facile, non crede che lo avrei già fatto se fosse stata una situazione così semplicemente risolvibile?
"Mi ha chiesto del tempo" ribatto tirando un sospiro.
"Sono passati quattro giorni, hai il diritto e anche il dovere morale di parlarci" cerca di incoraggiarmi.
"Hai paura che ti possa dire qualcosa di negativo?" Mattia ha colto nel segno, per caso mi legge nel pensiero? Annuisco piano.
"Melissa meglio sapere le verità che continuare a comportavi in questo modo" incrocia le braccia al petto.
"Quando siamo tutti insieme sembrate due completi estranei" dice il mio amico e io so che ha ragione. Devo assolutamente parlare con Matt, non posso dare torto a Mattia.
"Vado a parlarci" dico poco convinta.
"Buona fortuna" sogghigna il mio amico, adora avere ragione.
Torno nel mio appartamento, osservo la mia figura nello specchio. Delle occhiaie pronunciate e violacee contornano i miei occhi, ho faticato molto a dormire negli ultimi giorni. Devo assolutamente darmi una sistemata. Dopo una doccia veloce, mi trucco in modo leggero per non dare l'idea di una che non chiude occhio da giorni. Decisamente la situazione è migliorata. Indosso al volo una t-shirt nera e un paio di jeans aderenti che fasciano per bene le mie gambe.
Mi avvio verso la porta di casa di Matt, ma esito un attimo prima di bussare. E sé questa non fosse la cosa giusta da fare?
"Hey Melissa" apre la porta Ryan, sembra sorpreso di vedermi qui.
"Matt è in casa?" domando guardando dietro di lui per cercarlo, ma non vedo nessuno.
"Ci sono solo io, Matt si sta allenando" mi spiega Ryan.
"Vieni, aspettalo qua. Tornerà a breve, almeno credo" aggiunge facendomi strada fino al divano dove sediamo l'uno accanto all'altra.
"Se può servire a consolarti, in realtà non parla molto neanche con noi ultimamente" mi confessa, incastra i suoi occhi scuri nei miei.
"Davvero?" domando sostenendo il suo sguardo.
"Si è chiuso in se stesso, lo fa sempre quando c'è qualcosa che lo agita" scuote la testa.
"Vorrei tanto sapere cosa gli stia passando per quella sua mente contorta" cerca di sdrammatizzare ridacchiando.
"Anche io" sospiro accennando un sorriso. Passo un'ora sul divano a chiacchierare del più e del meno con Ryan, di Matt non c'è neanche l'ombra.
La porta di casa loro si apre lentamente e finalmente incontro quegli occhi ghiaccio. Il mio cuore perde un battito per poi recuperane altri cento, comincia a martellarmi nel petto come non aveva mai fatto prima d'ora.
"Che ci fai qui?" mi guarda perplesso.
"Vado a allenarmi anche io" Ryan si alza velocemente dal divano e ci lascia soli.
"Possiamo parlare?" domando piano.
"Ti ho chiesto del tempo" ribatte secco.
"E io sono stufa, voglio sapere cosa ti sta succedendo" mi alzo di scatto, mi avvicino con passi lenti a lui.
"No" sputa acido.
"Non ci posso credere!" esclamo esasperata.
"Non so nemmeno se posso definirti ancora 'il mio ragazzo'"mimo le virgolette con le dita. Lui emette un profondo sospiro, incrocia le braccia al petto e poggia la schiena contro il muro.
"Puoi rispettare i miei spazi?" solleva un sopracciglio. Io spero che stia scherzando, mi sto decisamente infuriando.
"Mi sono stufata! Ogni volta devi alzare uno stupido muro per isolarti!" non riesco più a trattenere la rabbia, avverto una sensazione di bagnato sotto gli occhi. Non devo piangere, non devo mostrarmi debole.
"Sai che ti dico Matt? O mi dici cosa hai oppure uscirò da quella porta" la indico teatralmente.
"E non mi vedrai più" aggiungo, la mia voce mi tradisce incrinandosi.
"Melissa.." mi ammonisce, distoglie il suo sguardo da me. Non gli importa nulla, ho capito. Gli rivolgo le spalle e mi avvio verso la porta. Avverto una stretta calda e salda al mio polso, mi giro per incontrare i suoi occhi ghiaccio. Abbasso lo sguardo sul mio polso piccolo e pallido stretto dalla sua mano tatuata.
"Parliamo" mi dice con un filo di voce, io mi limito ad annuire senza dire nulla.
"Andiamo in camera mia" non lascia il mio polso, ma allenta un po' la presa.
"So camminare" mi divincolo dalla sua stretta. Entro nella sua stanza, sembra passato così tanto da quando sono stata qui l'ultima volta. Queste giornate sembravano davvero non terminare più.
"Siediti" mi ordina piano.
"Voglio stare in piedi" ribatto secca appoggiandomi alla cassettiera.
"Ti siedi per favore?" insiste.
"Okay, almeno inizi a parlare" sbuffo. Mi siedo sul letto, ma a debita distanza da lui.
"Più vicino" borbotta, mi afferra per i fianchi e mi avvicina a lui. Non oppongo resistenza, non riesco. Mi è mancato il suo tocco.
Nuovo capitolo❤️
Scusate se ho aggiornato più tardi, ma sto scrivendo anche un altro libro. Se vi va passate a dare un'occhiata e fatemi sapere cosa ne pensate del capitolo.
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Beside you
Storie d'amoreMelissa, una ragazza di 19 anni, si trasferisce a Miami per frequentare il college, abbandonando così la sua vecchia vita in Italia. È una ragazza apparentemente sicura di sé, ma in realtà è molto fragile e ha paura delle relazioni serie per via di...
