40. The new boy

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"Melissa alzati o faremo tardi a lezione" mi sollecita Matt in modo autoritario. Affondo la faccia nel cuscino e mi rigiro nel letto, fingendo di non sentire la sua voce.

"Lo hai voluto tu" borbotta divertito, comincia a farmi il solletico sui fianchi. Non riesco a non ridere, mi contorco sotto il suo tocco facendogli capire che in realtà sono ben sveglia.

"Okay mi alzo" riesco a dire tra una risata e l'altra.

"Bene" si ferma finalmente, mi lascia un leggero bacio sulla bocca. Le sue labbra iniziano ad accarezzare dolcemente le mie mentre le nostre lingue si rincorrono incessantemente. Mi mordicchia il labbro inferiore tirandolo appena con i denti. In questo momento non so perché, ma avrei voglia di dirgli che lo amo: so che devo trattenermi per non mettergli pressione.

"Devo andare a farmi la doccia" mugugno staccandomi dalle sue labbra, vorrei restare a letto con lui ancora un po'.

"Verrei volentieri a farti compagnia, ma siamo in ritardo e perderemmo altro tempo" sbuffa e si alza. Noto soltanto ora che indossa solo i boxer, corro in bagno prima che mi salga la voglia di fare altro. Mi spoglio velocemente e entro nella doccia, apro l'acqua fredda così sarò costretta a fare tutto in fretta. Esco dal bagno con i capelli ancora bagnati e solo un asciugamano che avvolge il mio corpo ancora umido.

"Melissa vestiti, altrimenti sono sicuro che salteremo le lezioni" Matt mi fa l'occhiolino, in realtà non mi dispiacerebbe poi così tanto come alternativa. Ridacchio e mi vesto, ad un certo punto lascio cadere giù l'asciugamano. Sento lo sguardo di Matt scorrere lentamente lungo il mio corpo, indosso velocemente la biancheria. Mi giro rivolgendogli un sorrisetto sfacciato, lui si lancia sul letto e sbuffa.

"Sei pessima, te l'hanno mai detto?" ridacchia soffermandosi con lo sguardo sulle mie cosce nude, gli lancio un'occhiata languida in risposta. Indosso un paio di pantaloni della tuta neri, una felpa corta dello stesso colore e materiale e un paio di sneakers bianche. Mi asciugo i capelli velocemente e usciamo da casa senza nemmeno fare colazione.

"Ho fame" mi lamento mentre le porte dell'ascensore si richiudono alle nostre spalle.

"Ci fermeremo al bar, non è colpa mia se ti sei svegliata tardi e poi c'è da dire che ci metti ore a vestirti" borbotta, ma sembra divertito.

Entriamo nel piccolo bar del nostro edificio di economia, è già pieno di gente anche a quest'ora della mattina.

"Due toast e due spremute" ordina Matt a uno dei ragazzi dietro al bancone. Prendiamo posto a un tavolo, il cameriere arriva pochi minuti dopo con le nostre ordinazioni.

Al tavolo accanto al nostro noto un ragazzo che non ho mai visto prima d'ora, è solo ed è intento a guardare qualcosa sul cellulare. Dei riccioli biondi gli ricadono sulla fronte, i suoi occhi sono di un azzurro molto intenso e che non passerebbe di certo inosservato. Probabilmente ha notato che lo sto fissando e alza lo sguardo, io lo distolgo subito per non dare nell'occhio.

"Melissa che cosa stavi guardando?" mi incalza il mio ragazzo mentre si volta per capire a chi stessi rivolgendo la mia attenzione.

"Niente, mi ero imbambolata a guardare un punto indefinito per via del sonno" mento, non voglio causare una scenata di gelosia in questo momento. Finito di mangiare, ci dirigiamo verso l'aula di macroeconomia in fretta e furia. Ci sediamo, come nostro solito, accanto a Ryan e Mattia.

"Ragazzi ho bisogno di uno di voi che faccia da tutor al nuovo ragazzo, il signorino Richards" inizia il professore indicando un ragazzo fra le prime file, mi protendo in avanti per vedere chi sia il nuovo arrivato. Solo ora noto che si tratta del ragazzo che ho visto stamattina al bar e che mi ha beccata a fissarlo.

"È appena arrivato e ha bisogno di mettersi al pari con voi. Avevo pensato a.." continua il professore, il suo sguardo si posa su di me mentre fa una pausa.

"Alla signorina Trani. Lei si è ambientata in fretta da quando è arrivata, potrebbe fare da tutor al signorino Richards? Per qualche settimana almeno" mi domanda il professore rivolgendomi un'occhiata autoritaria, non posso proprio dirgli di no. Matt, che è accanto a me, contrae la mascella.

"Ovviamente ciò comporterà un aumento dei suoi crediti" sorride il professore.

"Certo nessun problema" accetto, ho davvero bisogno di quei crediti in più.

"Melissa" Matt incrocia le braccia al petto mentre mi guarda di spiego. Deve mettere a freno questa sua gelosia, ma in fondo non mi dispiace così tanto questo suo lato. Ecco, non sono sincera neanche con me stessa: la verità è che mi fa impazzire.

"Lo sto facendo per i crediti, credi che possa mai interessarmi qualcuno oltre a te?" cerco di rassicurarlo, lui sfodera un sorriso strafottente.

"Anche perché è difficile trovare qualcuno che sia migliore di me" ridacchia avvicinando le sue labbra al mio collo, mi mordo le labbra per provocarlo e stare al suo gioco.

"Stai giocando sporco" borbotta.

"Sappi che so giocare più sporco di te se lo voglio" aggiunge malizioso.

Finita la lezione, vado subito a presentarmi al nuovo arrivato.

"Piacere, Melissa" sorrido al ragazzo, lui posa i suoi occhi blu su di me quasi come se servisse a studiarmi.

"Io sono Josh" sorride, noto la fossetta che si forma accanto alle sue labbra. Distolgo subito lo sguardo dalla sua bocca, non voglio che creda che io ci sia provando.

"Direi di vederci un paio di volte a settimana in biblioteca, che ne pensi? Poi se ti dovesse servire, possiamo aggiungere anche qualche altro incontro" propongo un po' imbarazzata.

"Va bene, iniziamo oggi?" mi domanda lui sorridendo per cercare di mettermi a mio agio, sembra simpatico questo ragazzo.

"Ci vediamo alle due direttamente lì" concordo per poi salutarlo e andare incontro a Matt che mi sta aspettando in disparte.

"Solo due volte a settimana dovremo vederci, in biblioteca poi. Niente casa stavolta" metto subito le mani avanti perché, dopo ciò che è successo con Mark, non ho voglia di far venire un altro ragazzo a casa mia.

"Bene, ho dei piani per noi prima che tu vada" cinge la mia vita con un braccio.

Mi fermo a casa di Matt per pranzo, Ryan e Quinton non ci sono. Dopo aver mangiato le nostre insalate di pollo che ci siamo fatti portare, andiamo in camera sua.

"Stamattina non ti sei comportata molto bene" mi lancia un'occhiata languida e avvicina le sue labbra alle mie. Preme la bocca sulla mia, mi ritrovo sdraiata sul letto con lui sopra di me.

"È tutta la mattina che aspetto di fare questo" mi sfila velocemente i pantaloni e fa subito lo stesso con i suoi.

"E questo" sussurra contro il mio collo mentre abbassa i miei slip con un gesto deciso. La sua mano calda si insinua fra le mie cosce, arriva in quel punto sensibile che sa bene che mi fa perdere la testa. Si impugna e scivola dentro di me, una sensazione di piacere pervade il mio corpo. Solleva leggermente le mie ginocchia e si tiene ad esse mentre affonda velocemente dentro di me. Adotta un ritmo sfiancante, ogni volta che si ferma per guardarmi negli occhi il mio stomaco si contorce in risposta. Arriviamo presto al punto massimo di piacere, il mio petto si alza e si abbassa velocemente. Guardo l'orario sul cellulare, fra cinque minuti dovrei essere in biblioteca. Mi rivesto velocemente, poi lo bacio intensamente per salutarlo.

"Mi farò perdonare per essere andata via così velocemente" gli mordo leggermente il labbro inferiore per poi dargli un altro bacio.

Mi precipito in biblioteca di corsa, ho il respiro affannato non appena arrivo a destinazione.

"Hai corso?" mi guarda divertito Josh, mi sta aspettando appoggiato allo stipite della porta della biblioteca.

"Sono in ritardo?" domando in risposta mentre mi porto una mano sul petto, penso di aver corso un po' troppo.

"Sì, ma ti perdono" ridacchia aprendo la porta della biblioteca, lascia passare me poi mi segue dentro.

Un capitolo un po' più lungo del solito.
Che ne pensate di questo Josh?

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