Mi sveglia verso le due di notte. Non riuscivo più a dormire ero troppo in ansia per il torneo. Se mio padre non mi riconosce nemmeno così, vorrà dire che andrò a fargli una visitina negli inferi.
Mi stavo già creando film mentali su come avrei vinto. Di sicuro sarei stata vestita di nero, non mi sarei mai messa la maglia arancione del campo.
Mi sarei sentita benissimo, quasi una superoina Marvel (se non conoscete questi bellissimi film avete tempo per rimediare). I superpoteri ce li avevo già, mi mancava solo una magnifica squadra come quella degli Avengers.
Il sonno non arrivava, così decisi di trasformarmi nella mia bellissima lupa.
Uscii fuori dalla cabina 11 e mi incamminai verso il bosco.
Vanto, oltre a un bellissimo paio di occhi gialli, un bel manto di colore rossiccio.
Non appena vidi i primi alberi cominciai a correre. Il vento che mi scuotevano il pelo mi dava un senso di libertà. Potevo fare quello che voglio. Sentire le mie zampe toccare il terreno senza fare rumore era qualcosa di estremamente rilassante.
Mi fermai ai piedi di una roccia che sporgeva sopra un crepaccio. Vidi la luna, tonda e bianca, che illuminava il paesaggio sottostante. Il suo richiamo era troppo forte. Ululai.
Troppo tardi mi accorsi di aver commesso un errore. Tecnicamente nel bosco del campo mezzosangue non c'erano lupi. E se mi avessero scoperto, le arpie mi avrebbero mangiato.
Allora cominciai a correre per tornare il più in fretta .
E commisi un altro errore. Caddi in una trappola per animali. Ho detto "caddi" quando in realtà ci entrai. Non stavo guardando dove stavo andando e non vidi la gabbia enorme.
Provai ad aprire la gabbia ma non ci riuscì, e stavo per cadere nello sconforto, quando sentì un rumore. Era quasi impercettibile, ma con il mio udito capii che erano foglie che venivano calpestate.
Chiusi gli occhi. Avevo paura. Mi tremavano le zampe, non riuscivo a stare ferma. Il battito del cuore mi era notevolmente avvicinato.
Tesi le orecchie. Non sentivo più nessun rumore. I passi si erano fermati. Solo allora ebbi il coraggioso di guardare.
Mi ritrovai davanti una ragazza. Era vestita molto ... Molto...da cacciatrice. Solo allora capii che quella che avevo davanti era una cacciatrice di Artemide, una delle sue ancelle.
Hanno fatto voto di castità, promettendo di evitare qualsiasi umano di genere maschile.
In cambio ottengono l'immortalità, possono morire solo durante la caccia o in battaglia.
Interruppi la mia analisi quando la vidi portarsi la mano vicino alla bocca per fischiare utilizzando le dita.
Allora cominciai ad uggiolare, come fanno i cani. Non ne vado molto fiera di quello che feci. Equivale a piagnucolare o a piangere, in questo caso a piagnucolare.
Io non piango mai. Okay, okay... A volte piango e piagnucolò. Piagnucolo spesso.
Altre ragazze cominciarono ad arrivare e si ammucchiarono davanti a me. Non facevano niente, mi osservavano solo.
Una si fece largo a spallate tra la folla.
Ora mi sentivo proprio un'animale in gabbia, come quelli allo zoo. E non mi piaceva.
La ragazza mi guardò e poi disse in modo che la sentissero tutte
"Lasciate andare questo lupo. Non sapete che è un'animale sacro alla nostra Signora?"
Tra le ragazze una si riscosse e mi aprii la gabbia.
Volevo andarmene. Purtroppo le cacciatrici erano disposte intorno a me in forma circolare, questo non mi permetteva di scappare, e non volevo saltare addosso a qualcuno per evitare di fare del male.
Mi fecero vedere un pezzo di carne.
"Tieni" dissrro. E me lo diedero. Lo annusai, poi lo mangiai.
Proprio allora arrivò Artemide. Perché proprio adesso?
" Che sta succedendo qua?" Chiese.
" Abbiamo trovato un lupo" disse la cacciatrice che avevo davanti.
" È una lupa" la corresse la dea" e non una normale, Talia".
Quindi lei era la mezzosangue figlia di Zeus?
Era proprio come la descrivevano nei libri.
" Ritrasformati" mi disse Artemide.
Per un'attimo non capii a cosa si riferisse, poi mi ricordai che essendo ' signora dei lupi' sapeva tutto.
" E voi" si riferi alle ragazze " datele dei vestiti" .
Loro fecero quanto richiesto e appoggiarono una maglietta e dei jeans per terra. Io presi gli indumenti con i denti, mi nascosi dietro un albero, tornai umana e mi vestii.
Quando tornai dalle cacciatrici Talia mi guardò e mi chiese come trovassi Licaone. E come dovevo risponderle se non che mi stava antipatico?
Lei mi sorrise soddisfatta e cominciò a farmi delle domande più ovvie.
" Come ti chiami?"
" Mi chiamo Adelaide Black, ma tutti mi chiamano Ade"
" Come mai eri qui?"
" Al campo non riuscivo a dormire"
"Quindi sei una semidea, eh? Chi è il tuo genitore divino?"
" Per ora sto nella casa di Ermes"
"Ah"
Passammo un'altra oretta a parlare.
La dea nel frattempo aveva fatto accampare le sue ancelle lì.
Io alla fine decisi di tornare al campo, nella speranza che le arpie non mi trovassero e ammazzassero.
" Aspetta!" Mi fermò Talia " vuoi unirti alle cacciatrici?"
Io ci pensai un po'.
Poi risposi.
" È una proposta molto allettante, ma la mia risposta sarà negativa, sono sicura che riuscirete a reclutare qualche altra ragazza. Adesso devo andare. Ciao!"
Le salutai e corsi via.
Quando tornai alla casa di Ermes erano le quattro di mattina. Zigzagando tra tutti i sacco a pelo che c'erano per terra e tutti gli oggetti, riuscii ad arrivare al mio letto.
Finalmente mi addormentai.
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'Ade'le
FanfictionMi chiamo Adele Black, per gli amici Ade. Ho 14 anni. Questa è la mia storia prima e dopo la morte Potrebbero esserci degli errori di scrittura e ci terrei che mi fossero fatti notare, grazie. Sono a conoscenza del fatto che i primi capitoli sono or...
